Elogi all'asse Cina-Russia, ma il vertice di Pechino non sblocca l'accordo su Power of Siberia 2.

Putin in Cina, nessuna svolta sull’accordo relativo alle forniture di gas russo alla Cina
Dopo Trump, è la volta di Putin in Cina. Xi ha accolto il Presidente russo a Pechino. Nel corso del vertice i due hanno elogiato i legami strategici tra i due Paesi. Nonostante le formule e i toni calorosi, però, i colloqui non sembrano aver segnato alcuna svolta sull’accordo relativo alle forniture di gas russo alla Cina, in fase di negoziazione da più di dieci anni.
Xi ha affermato che i Paesi dovrebbero concentrarsi sulla strategia a lungo termine e promuovere un sistema di governance globale “più giusto e ragionevole“, in base a quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Xinhua. Putin, dopo i colloqui, ha dichiarato che i legami russo-cinesi hanno “raggiunto un livello davvero senza precedenti e continuano a svilupparsi“. “Le relazioni tra Cina e Russia hanno raggiunto questo livello perché siamo stati in grado di approfondire la fiducia politica reciproca e la cooperazione strategica“, ha detto invece Xi aprendo il vertice.
Il leader russo ha spiegato che Russia e Cina stanno cooperando attivamente nel settore energetico, sottolineando il ruolo del Paese quale fornitore affidabile di energia in un contesto internazionale segnato da forte incertezza.
Putin aveva riposto grandi aspettative sull’incontro, sperando di trovare da Xi un’ancora di salvezza ai gravi problemi economici della Russia a causa della guerra in Ucraina. L’intenzione di Mosca era riuscire a strappare a Xi ulteriori accordi in campo energetico (la Cina è già il maggior acquirente di petrolio russo), sia in ambito di forniture tramite gasdotti che di spedizioni via mare.
Nessun passo avanti significativo su Power of Siberia 2
A seguito dell’ultima visita di Putin in Cina avvenuta a settembre 2025, Gazprom aveva dichiarato che le due parti confermavano di procedere con la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 (Forza della Siberia 2). L’infrastruttura lunga 2.600 km dovrebbe trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno dai giacimenti artici situati nella penisola russa di Yamal in Cina attraverso la Mongolia, integrando l’attuale capacità del condotto Power of Siberia 1.
Xi ha affermato che la cooperazione energetica e la connettività delle risorse dovrebbero essere la “pietra angolare” nelle relazioni sino-russe, ma non ha menzionato apertamente il gasdotto. Anche dopo questo vertice, restano irrisolte questioni centrali come il prezzo del gas che la Cina dovrebbe pagare alla Russia. Il Cremlino ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’“intesa generale sui parametri” del progetto, ma non ci sono ancora dettagli o una tabella di marcia chiara da seguire.
La disputa sul prezzo è di difficile soluzione perché Pechino non sarebbe disponibile a pagare la stessa cifra che già paga per la fornitura di gas tramite PoS1. All’epoca di quell’accordo, la Russia poteva contare ancora sulle esportazioni di gas in Europa e su tale leva strategica. Oggi non è più così perché l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina ha privato Mosca delle entrate generate dalle vendite ai Paesi europei e della possibilità di sfruttare la dipendenza dell’UE dal gas russo. La Russia ed è diventata così più esposta alle decisioni di Pechino. Possibile, dunque, che Xi voglia poter usufruire di prezzi notevolmente più bassi.
Il fatto che Pechino e Mosca mantengano una solida relazione in grado di resistere alle sanzioni occidentali invia comunque un segnale a Washington: la Cina ha una porta sempre aperta con la Russia e dipenderà dal GNL statunitense meno del previsto.
Inoltre, il possibile acquisto di gas tramite PoS2 va inquadrato nel contesto generale dell‘impegno cinese a favore della transizione energetica. Lo scopo della Cina è assicurarsi gas a basso costo sul lungo termine, diversificando le fonti, ma la quota di gas si ridurrà sempre di più considerati l’espansione delle rinnovabili e il calo dei costi dell’energia eolica e solare nel Paese.
Xi: conflitto in Medio Oriente si trova a “bivio cruciale“
Durante l’incontro con Putin, Xi avrebbe menzionato anche il conflitto in Medio Oriente. Per il Presidente cinese, è “imperativo” fermare i combattimenti. Xi ha detto che la situazione si trova ora a un “bivio cruciale“. “La mia proposta in quattro punti per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilità in Medio Oriente mira a consolidare ulteriormente il consenso internazionale e a contribuire ad allentare le tensioni e a promuovere la pace“, ha dichiarato ancora Xi, secondo quanto riportato da Xinhua.












