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Guerra in Iran: stallo nei negoziati, scorte agli sgoccioli

A quasi tre mesi dall'inizio della guerra all'Iran, l'impasse diplomatica aggrava le ricadute economiche e la crisi energetica si fa più profonda.

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Via Depositphotos

Stallo in Medio Oriente: blocco USA e controllo iraniano su Hormuz creano una guerra di logoramento

L’esercito iraniano ha minacciato che “aprirà nuovi fronti” contro gli Stati Uniti se questi dovessero riprendere gli attacchi contro la Repubblica Islamica. Le dichiarazioni fanno seguito a quelle di Trump. Il Presidente statunitense starebbe valutando la possibilità di riavviare le operazioni militari in Iran a causa di una situazione di stallo nei negoziati. A quasi tre mesi dall’inizio della guerra all’Iran, con nessuna delle parti disposta a cedere, l’impasse diplomatica aggrava le ricadute economiche e la crisi energetica si fa più profonda.

Negli Stati Uniti e in Israele aumentano le pressioni per nuovo attacco all’Iran. Alcuni funzionari sostengono infatti che una maggiore pressione potrebbe indebolire il potere contrattuale di Teheran e costringere l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati. “C’è un problema principale con questa teoria: l’abbiamo già testata, ripetutamente, e l’Iran non ha capitolato“, ha spiegato a Reuters Danny Citrinowicz, ricercatore dell’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale israeliano ed ex capo della divisione Iran dell’intelligence militare israeliana.

Guerra in Iran, come risponde il mercato energetico

Martedì 19 maggio i prezzi del petrolio sono scesi. Il Brent è calato dell’1,5%, dopo che lunedì Trump ha scritto sui social media che avrebbe rimandato un attacco militare contro l’Iran, programmato per martedì, aggiungendo che gli Stati Uniti erano pronti a riprendere le ostilità se non si fosse arrivati a un’intesa.

Martedì mattina, il petrolio veniva scambiato a 110,08 dollari al barile, utilizzando il Brent come parametro di riferimento, a 2,52 dollari in meno rispetto al giorno prima ma a 44 dollari in più rispetto a un anno fa. Nella sessione precedente, il Brent e il WTI avevano toccato i livelli più alti rispettivamente dal 5 maggio e dal 30 aprile. Fino a questo momento i rincari relativi al petrolio sono stati abbastanza contenuti, ma ciò non indica una possibile fine della crisi energetica, anzi.

Fino a questo momento i negoziati non hanno prodotto alcuno sviluppo significativo che possa far pensare a una fine della guerra in Iran. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran interrompa l’arricchimento dell’uranio per 20 anni e consegni le scorte agli USA. L’Iran vuole la fine delle ostilità su tutti i fronti, incluso il Libano, garanzie di sicurezza, riparazioni di guerra per i danni provocati da Stati Uniti e Israele e soprattutto il riconoscimento della propria sovranità su Hormuz. Proprio questa guerra ha mostrato con chiarezza a Teheran che il controllo di Hormuz è una leva strategica fondamentale per la sopravvivenza del regime.

Il vice ministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, ha affermato che l’Iran chiede anche la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati e la fine del blocco navale statunitense sul Paese, in base a quanto riferito dall’agenzia di stampa IRNA. Le richieste sono più o meno le stesse di quelle offerte dall’Iran la scorsa settimana, tutte condizioni che Washington ha respinto duramente.

AIE: “Le scorte commerciali di petrolio dureranno solo altre poche altre settimane”

Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), Fatih Birol, durante un incontro con i Ministri delle finanze del G7 a Parigi, ha dichiarato che le scorte commerciali di petrolio dureranno solo altre poche altre settimane, secondo quanto riportato da Reuters e Bloomberg. L’eccedenza di mercato precedente alla guerra in Iran ha permesso di attenuare alcuni degli effetti peggiori della crisi energetica, ma questi cuscinetti si stanno via via esaurendo.

Per limitare gli effetti della guerra sui prezzi del petrolio il Dipartimento del Tesoro USA ha prorogato la deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio russo fino a metà giugno. “Trump sta facendo un altro regalo pericoloso a Vladimir Putin, estendendo ancora una volta lo sgravio dalle sanzioni per il petrolio russo“, hanno dichiarato in una nota le Senatrici democratiche Jeanne Shaheen e Elizabeth Warren.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.