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Le lezioni fondamentali dell’Ucraina per la resilienza energetica globale

Le misure di resilienza sviluppate in Ucraina per rafforzare un sistema sottoposto a stress estremo fungono da esempio perché offrono suggerimenti in grado di trascendere il contesto specifico del conflitto ed essere applicate ovunque.

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Le principali lezioni tratte dall’esperienza ucraina possono favorire la resilienza dei sistemi energetici

Garantire la resilienza dei sistemi energetici è fondamentale per la gestione dei rischi odierni, dalle perturbazioni meteorologiche alle tensioni geopolitiche. Questa indica la capacità di prepararsi alle interruzioni del servizio, resistere agli shock mantenendo l’operatività ed essere in grado di ripristinare rapidamente il funzionamento del sistema.

Le misure di resilienza sviluppate in Ucraina per rafforzare un sistema sottoposto a stress estremo fungono da esempio perché offrono suggerimenti in grado di trascendere il contesto specifico del conflitto ed essere applicate ovunque. Un’analisi dell’IEA, l’International Energy Agency, ha individuato dieci lezioni di resilienza dal caso ucraino.

Dall’inizio dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina, Mosca ha sfruttato la conoscenza dettagliata del sistema energetico locale, eredità dell’era sovietica, per colpire chirurgicamente nodi critici come le sottostazioni elettriche. Il guasto di questi nodi causa un’interruzione dei collegamenti con i principali generatori e richiede tempo e denaro prima che il servizio venga ripristinato.

Le misure adottate dall’Ucraina per migliorare la resilienza del sistema energetico in queste condizioni estreme molto spesso sono frutto di improvvisazione piuttosto che di una pianificazione precisa. Tuttavia, questa esperienza può tornare utile ad altri Paesi.

Da gennaio 2026 l’Ucraina sta vivendo una catastrofica crisi umanitaria ed energetica. Gli attacchi russi con missili e droni alle infrastrutture elettriche e del gas si sono intensificati. Il Paese si è trovato ad affrontare uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni. Il freddo ha amplificato l’impatto di tali attacchi e il sistema elettrico ne ha risentito particolarmente. Alcune aree, compresa la capitale, sono rimaste senza corrente per più di 17 ore al giorno.

A metà gennaio, la domanda di elettricità dell’Ucraina ha raggiunto i 18 GW, ma la capacità del sistema elettrico arrivava soltanto a 11 GW. Il deficit ha imposto blackout a rotazione, minacciato i sistemi di riscaldamento e quelli idrici proprio quando le temperature andavano sotto zero. La vulnerabilità invernale è dovuta a infrastrutture danneggiate e alle limitate risorse finanziarie dei cittadini. Il clima freddo non fa che inasprire tali vulnerabilità.

In risposta a queste sfide enormi, l’Ucraina, prosegue l’analisi, ha mostrato una determinazione straordinaria nel perseguire una nuova architettura di resilienza energetica attraverso la generazione decentralizzata di elettricità e calore, integrata da generatori mobili e sistemi di controllo sotterranei.

Le dieci lezioni per la resilienza dal caso ucraino

  • Porre la resilienza dei sistemi energetici al centro della pianificazione. I sistemi elettrici progettati per la resilienza tornano a funzionare molto più velocemente dopo eventi estremi. Integrare la resilienza nella fase di pianificazione permette di abbassare i costi complessivi rispetto agli interventi fatti successivamente.
  • Implementare misure difensive e di rafforzamento strutturale. Il rafforzamento strutturale protegge le infrastrutture dalle minacce intenzionali e dai rischi naturali. Una protezione efficace comprende infrastrutture difensive e la capacità di dispiegare rapidamente strumenti specifici per schermare gli asset prioritari durante le emergenze.
  • Sviluppare capacità onnicomprensive di risposta alle emergenze che coprano scenari multipli. Una risposta davvero efficace alle emergenze richiede personale addestrato, competenze tecniche e protocolli decisionali predefiniti. Durante le crisi, quadri giuridici già stabiliti consentono un’azione più rapida rispetto all’improvvisazione.
  • Garantire meccanismi di comunicazione dell’emergenza funzionali per i cittadini. Non si può contare su un singolo canale. Sistemi a più livelli con canali di backup indipendenti (radio, sirene, reti comunitarie) assicurano che le informazioni critiche raggiungano la popolazione anche quando l’infrastruttura digitale fallisce.
  • La decentralizzazione come scelta strategica. Gli asset distribuiti sono più difficili da colpire e più facili da ripristinare. Consentono il mantenimento dei servizi essenziali quando i sistemi interconnessi vengono danneggiati e facilitano il riavvio del sistema.
  • Mantenere scorte di emergenza come soluzione cuscinetto. I quadri normativi devono imporre riserve minime con protocolli di rilascio chiari.
  • Rendere omogenee le attrezzature critiche. La standardizzazione permette di tagliare drasticamente i tempi di riparazione. Accordi a lungo termine con i produttori garantiscono l’accesso prioritario durante le emergenze.
  • Trattare i dati come un asset strategico. La legislazione d’emergenza deve garantire la continuità dei flussi di dati critici.
  • Integrare la cyber-resilienza in ogni aspetto della pianificazione. Le architetture distribuite hanno migliaia di potenziali punti di ingresso. Ecco perché sono essenziali una sicurezza a più livelli, il monitoraggio continuo e la condivisione internazionale delle informazioni sulle minacce.
  • Stabilire meccanismi di cooperazione transfrontaliera. I Paesi spesso non sono in grado di rispondere da soli a eventi ad alto impatto. Accordi di mutua assistenza stabiliti in anticipo permettono il dispiegamento rapido di attrezzature e competenze, evitando ritardi lunghi anche mesi.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.