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Direttiva sulla tassazione dell’energia, ipotesi rinvio per carburanti aerei e navali

L'idea di tassare i carburanti in base al contenuto energetico e alle prestazioni ambientali, piuttosto che in base al volume, continua a creare dissidi interni al Consiglio dell'UE. E nella proposta di revisione di EDT spunta un regalo al settore marittimo e navale

Direttiva sulla tassazione dell'energia, ipotesi rinvio per carburanti aerei e navali

Tassazione dei carburanti aerei e navali: uno stallo lungo decenni

La tassazione dei carburanti aerei e navali all’interno dell’Unione Europea continua a incontrare una netta resistenza. Così, dopo ben quattro anni dalla proposta presentata dalla Commissione europea, spunta l’ipotesi di rinvio: l’esenzione fiscale di cui oggi godono tali combustibili potrebbe durare altri dieci anni. A rivelarlo è l’agenzia di stampa Reuters che ha potuto esaminare la bozza di un nuovo testo di compromesso sulla revisione della cosiddetta Energy Taxation Directive (ETD).

Per fare chiarezza sulla questione bisogna risalire al 2021. A luglio di quell’anno, infatti, l’Esecutivo comunitario ha proposto di riformulare l’EDT, ossia la Direttiva 2003/96/EC sulla tassazione dei prodotti energetici, in modo da allinearla alle politiche climatiche. Un passo necessario, visto che il provvedimento è rimasto immutato negli ultimi vent’anni.

Cos’è la Direttiva sulla Tassazione Energetica?

L’ETD identifica i prodotti soggetti a norme armonizzate in materia di accise, fissa i livelli minimi di tassazione per combustibili ed elettricità, stabilisce le condizioni per le esenzioni e le riduzioni fiscali, e prevede alcune norme specifiche in aggiunta a quelle principali della Direttiva 2008/118/CE (la Direttiva Accise vera e propria).

Un provvedimento essenziale su cui, in realtà, Bruxelles aveva già provato a intervenire. Nel 2011, la Commissione aveva proposto di modificarne la portata e la struttura in modo che la tassazione dei prodotti energetici riflettesse anche il loro peso emissivo. Per l’adozione era necessario che il Consiglio dell’Unione Europea approvasse il testo all’unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale europeo.

Tuttavia, l’iter legislativo si è interrotto dopo quattro anni di negoziati, in cui gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo sulle modifiche principali. Pertanto, nel 2015 l’esecutivo comunitario si è trovato costretto a ritirarla.

Nel 2021, sotto il grande impulso del Green Deal, la Commissione UE ci ha riprovato presentando una nuova bozza di revisione nel celebre pacchetto “Fit for 55”. Le principali novità proposte sono: tassare i diversi carburanti in base al loro contenuto energetico e alle prestazioni ambientali (alzando dunque le aliquote per quelli di origine fossile); adottare una nuova classificazione fiscale semplificata; eliminare l’esenzione fiscale di cui tuttora godono i carburanti aerei, quelli per il trasporto marittimo e la pesca.

Estensione dell’esenzione fiscale per carburanti aerei e navali

Le diverse posizioni degli Stati membri continuano però a pesare sul processo decisionale e, ad oggi, il testo rimane ancora in discussione.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, i ventisette si sono opposti alle modifiche e ora starebbero valutando una proroga di dieci anni, durante la quale i carburanti aerei e navali manterrebbero l’attuale esenzione fiscale UE fino al 2035. I negoziatori degli Stati membri discuteranno il compromesso nel vertice ministeriale che si terrà questo venerdì a Bruxelles.

Secondo la bozza, prima della scadenza dei dieci anni potranno essere soggetti a tassazione solo i piccoli aerei con un massimo di diciannove posti e le imbarcazioni definite “da diporto private”. Una mossa giustificata in nome della competitività che il Blocco altrimenti “perderebbe”.

Un privilegio ingiustificato

Eppure, dal punto di vista climatico, questa sorta di proroga difficilmente passerà inosservata. Basti pensare al solo comparto aereo i cui attuali piani di espansione prevedono un raddoppio dei passeggeri nei prossimi venticinque anni. Secondo un recente studio di Transport & Environment, è impossibile che tali piani possano essere compatibili con gli obiettivi di decarbonizzazione UE, se non accompagnati – tra le altre cose – da una riforma della fiscalità del settore.

“Il trasporto aereo appare fiscalmente privilegiato rispetto ad altri modi di trasporto; e sono pochi gli Stati Membri (è il caso di Francia e Germania) dove sono state adottate misure (nel caso specifico, una tassa nazionale sui biglietti), per equilibrare questa stortura. Senza tali politiche aggiuntive di mitigazione delle emissioni e contenimento della crescita, lo sviluppo del settore annullerà qualsiasi beneficio emissivo derivante dall’adozione di quote sempre crescenti di SAF (previste dal Regolamento ReFuelEU) e dal miglioramento nell’efficienza degli aeromobili”, spiega l’associazione.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.