Secondo l’IRENA, la transizione energetica in Sud America potrebbe generare 12 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2050 e aumentare il PIL regionale dell’1,1% annuo.

La transizione energetica in Sud America oggi vale 58 mld di dollari l’anno
La transizione energetica in Sud America rappresenta oggi una delle sfide più ambiziose per il continente, ma anche un’occasione senza precedenti di crescita economica e indipendenza energetica. Secondo il nuovo Regional Energy Transition Outlook pubblicato da IRENA in occasione della COP30 di Belém, per centrare gli obiettivi climatici e di sviluppo sostenibile la regione dovrà attrarre investimenti rinnovabili pari a 500 miliardi di dollari l’anno fino al 2050, un salto rispetto ai soli 58 miliardi ricevuti nel 2024. In cambio, potrà contare su un incremento medio dell’1,1% del PIL annuo e sulla creazione di oltre 12 milioni di posti di lavoro nel settore energetico.
La crescita verde come motore economico
Secondo l’analisi di IRENA, la decarbonizzazione del sistema energetico non solo è tecnicamente possibile ma anche economicamente vantaggiosa. Il costo dell’elettricità solare è sceso da 0,417 a 0,043 dollari per kWh tra il 2010 e il 2024, mentre l’eolico onshore è calato a 0,034 dollari per kWh. Oggi il Sud America è una delle regioni più competitive al mondo per la produzione di energia rinnovabile, con una quota di elettricità “verde” che già oggi sfiora l’80% e che potrebbe arrivare al 98% entro il 2050.
Per raggiungere tale obiettivo servirà installare 55 GW di nuova capacità all’anno, più del doppio dell’attuale ritmo, puntando su solare ed eolico e investendo in reti elettriche moderne, sistemi di accumulo e infrastrutture di interconnessione.
Gli investimenti 2050 per la transizione energetica in Sud America
Il potenziale della transizione energetica in Sud America è strettamente legato alla disponibilità di risorse naturali e minerali critici. Dalla Bolivia al Cile, dal Brasile all’Argentina, l’abbondanza di litio, rame e terre rare può trasformare la regione in un hub strategico per la produzione di tecnologie pulite. L’IRENA stima che il continente dovrà mobilitare 13 trilioni di dollari di investimenti complessivi tra il 2025 e il 2050, concentrandosi su reti, stoccaggio, efficienza e manifattura locale.
Per attrarre capitali, sarà fondamentale ridurre i costi di finanziamento: in alcuni paesi il WACC supera il 15%, incidendo fino al 70% sui costi livellati dell’energia. L’agenzia propone meccanismi regionali per mitigare i rischi e integrare i mercati elettrici, creando un sistema unico sudamericano capace di ottimizzare risorse e costi.
Bioenergie e biocarburanti copriranno il 33% dei consumi 2050
La decarbonizzazione sudamericana non può prescindere dai biocarburanti sostenibili, settore in cui il Brasile si conferma leader mondiale. Il rapporto IRENA stima che la produzione regionale di bioetanolo e biodiesel possa raggiungere 97 miliardi di litri entro il 2050, più del doppio dei livelli attuali, contribuendo al 33% dei consumi energetici finali.
Nel trasporto su strada cresceranno i veicoli elettrici, ma anche le auto flex-fuel e i carburanti avanzati: entro il 2040 oltre il 40% del parco circolante sarà elettrico, mentre il biodiesel e il bioetanolo copriranno più del 25% della domanda energetica del settore.
Anche l’aviazione e la navigazione potranno beneficiare di SAF e biogas, rafforzando il ruolo del continente come esportatore di carburanti a basse emissioni e sostenendo l’economia rurale.
22 mln di ton di idrogeno verde come ponte verso la transizione energetica in Sud America
Grazie all’abbondanza di energia solare ed eolica, il Sud America è destinato a diventare anche un protagonista dell’idrogeno verde. Secondo IRENA, la produzione regionale potrebbe arrivare a 22 milioni di tonnellate equivalenti (MtH₂eq) nel 2050, pari al 4% del totale mondiale, sostenuta da 260 GW di capacità di elettrolisi.
L’idrogeno e i suoi derivati, come l’ammoniaca, avranno impieghi sia interni — nella siderurgia e nei fertilizzanti — sia per l’esportazione. Tuttavia, questa espansione richiederà 1.300 TWh aggiuntivi di elettricità, rendendo cruciale la pianificazione delle reti e la gestione integrata delle risorse rinnovabili.
Una strategia condivisa per materie prime critiche e combustibili rinnovabili
L’IRENA invita i 13 paesi sudamericani a cooperare su governance, infrastrutture e formazione. La pianificazione coordinata delle reti transfrontaliere, l’armonizzazione dei meccanismi d’asta e lo sviluppo di strategie comuni per i minerali critici e i combustibili rinnovabili sono considerati pilastri fondamentali per la competitività regionale.
Le proposte includono la creazione di un hub regionale per l’efficienza energetica, la retrofitting delle infrastrutture fossili per l’uso di carburanti rinnovabili e l’introduzione di strategie fiscali eque, capaci di spostare i sussidi dai combustibili fossili verso tecnologie pulite.
Come sottolinea Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA, “la transizione energetica del Sud America non è solo inarrestabile, ma rappresenta un’opportunità irripetibile per promuovere industrializzazione verde e crescita sostenibile”.
Entro il 2050 il Brasile esporterà fino al 20% dei suoi biocarburanti
Un capitolo a parte lo merita il Brasile, che secondo il report dedicato alla bioenergia potrà consolidare la sua leadership globale nel settore. Il Paese produce già oltre 30 miliardi di litri di bioetanolo e quasi 10 miliardi di litri di biodiesel, grazie a un mix tecnologico avanzato e a una rete diffusa di distribuzione.
L’IRENA stima che entro il 2050 il Brasile potrà esportare fino al 20% dei suoi biocarburanti, alimentando anche la produzione di sustainable aviation fuels. Inoltre, l’integrazione con il biometano e il suo inserimento nella rete del gas naturale contribuiranno a sostituire progressivamente le fonti fossili nella generazione elettrica e nel riscaldamento.
Un esempio emblematico di come la transizione energetica in Sud America possa combinare sviluppo economico, inclusione sociale e riduzione delle emissioni.
Un continente in transizione verso un futuro elettrico e inclusivo
Il percorso delineato da IRENA evidenzia una traiettoria chiara: entro il 2050 la regione potrà contare su un sistema elettrico quasi completamente decarbonizzato, con una quota dell’85% di rinnovabili nei consumi primari e 98% nella produzione di elettricità.
Ma la sfida non è solo tecnologica: richiede cooperazione politica, pianificazione integrata e formazione professionale. Solo così il Sud America potrà trasformare la sua ricchezza naturale in prosperità sostenibile, diventando un modello globale di transizione energetica giusta e inclusiva.












