A determinare questo andamento è stato soprattutto il rapido incremento nell'impiego di energia solare ed eolica, cresciute rispettivamente del 46% e dell'11% nel terzo trimestre di quest'anno.

Le emissioni di CO2 della Cina sono rimaste uguali o sono scese negli ultimi 18 mesi, come rivela una nuova analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) per il sito Carbon Brief. Il dato lascerebbe pensare che il maggiore produttore di emissioni al mondo potrebbe raggiungere il picco prima di quanto previsto.
Proprio in questi giorni si tengono i negoziati della COP30, il più importante vertice a livello mondiale dedicato alla lotta ai cambiamenti climatici. Il Presidente cinese, Xi Jinping, non ha partecipato al summit dei leader sul clima. Del resto, la controparte statunitense, Donald Trump, ha snobbato la conferenza. La Cina, però, ha inviato il vicepremier, mostrando comunque la volontà di essere presente ai lavori.
Emissioni di CO2 della Cina stabili negli ultimi 18 mesi
Le emissioni di anidride carbonica della Cina sono rimaste uguali o sono scese nel terzo trimestre del 2025 rispetto a un anno fa, confermando un trend iniziato a marzo 2024. L’utilizzo di veicoli elettrici, in particolare, ha permesso alle emissioni del settore dei trasporti di diminuire del 5% rispetto a un anno fa. Le emissioni sono calate anche in altri settori dell’economia cinese, come quello del cemento e quello siderurgico.
A determinare questo andamento è stato soprattutto il rapido incremento nell’impiego di energia solare ed eolica, cresciute rispettivamente del 46% e dell’11% nel terzo trimestre di quest’anno. L’impiego di energia solare ed eolica ha permesso dunque alle emissioni del settore energetico del Paese di rimanere stabili, nonostante l’aumento della domanda di elettricità.
La Cina infatti ha aggiunto 240 GW di capacità solare nei primi nove mesi di quest’anno e 61 GW di capacità eolica, mettendosi sulla buona strada per stabilire un altro record nelle energie rinnovabili per il 2025. L’anno scorso, il Paese ha installato 333 GW di energia solare, più del resto del mondo considerato complessivamente. Allo stesso tempo, sempre nel terzo trimestre di quest’anno, la domanda di petrolio, diminuita nell’ambito dei trasporti, è cresciuta altrove, in particolare nel settore della plastica e dei prodotti chimici.
Solare ed eolico mantengono inalterate le emissioni del settore energetico
Il settore energetico è la fonte principale di emissioni di CO2 della Cina, rimaste sullo stesso livello nel terzo trimestre di quest’anno nonostante una crescita sostenuta della domanda di elettricità. Le fonti non fossili hanno coperto quasi il 90% dell’aumento della domanda di energia, cresciuta nel frattempo al 6,1% nel terzo trimestre di quest’anno rispetto al 3,7% registrato nella prima metà del 2025. Il nucleare e l’idroelettrico hanno contribuito in piccola parte a soddisfare l’incremento della domanda.
La Cina potrebbe toccare il picco prima del previsto?
Xi Jinping a settembre ha annunciato che nei prossimi dieci anni la Repubblica Popolare taglierà le emissioni di gas serra del 7-10% rispetto a un non meglio definito picco massimo. L’obiettivo del Governo di Pechino è toccare il picco delle emissioni entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060. Per evitare una catastrofe climatica la Cina dovrebbe arrivare almeno a un taglio del 30% delle emissioni, come hanno suggerito molti analisti. Tuttavia, è anche vero che il Paese ha alle spalle una solida storia di obiettivi annunciati e poi superati prima del tempo.
Per il momento, è prematuro provare a stabilire se le emissioni segneranno un aumento o un calo nei primi tre trimestri dell’anno in corso perché le variabili sono molte. Le cifre del terzo trimestre mostrano, però, che l’appiattimento della curva delle emissioni vista negli ultimi 18 mesi a partire da marzo 2024 contiuna, anche a fronte anche di un aumento della domanda di energia a livello nazionale. Inoltre, un calo annuale delle emissioni appare più probabile soprattutto considerati i dati di settembre 2025, che ha registrato un calo del 3% rispetto a un anno prima.
Emissioni di CO2 della Cina per l’anno 2025
Saranno i dati del quarto trimestre di quest’anno a determinare in ultima analisi se le emissioni annuali dell’anno solare 2025 saranno in discesa o in salita. Ponendo come ipotesi, però, che il 2025 confermi la tendenza vista anche negli anni precedenti per cui la richiesta di energia cresce nei mesi estivi per poi decrescere, allora è possibile che le emissioni totali dell’anno 2025 registrino un calo.
La Cina potrebbe mancare il target per l’intensità di carbonio
Nonostante la forte spinta delle rinnovabili, la Cina potrebbe mancare il target per l’intensità di carbonio, ossia le emissioni di CO2 per unità di PIL, per il periodo 2020-2025. Per arrivare a una riduzione del 65% entro il 2030 rispetto al 2005, come fissato dal Governo, il Paese dovrà impegnarsi molto di più. Per capire quale sarà il grado di tale impegno bisognerà aspettare, però, il 15 esimo piano quinquennale per il periodo 2026-2030.
Vai all’analisi del CREA per Carbon Brief













