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Grand Challenges Scholars Program: a Roma il confronto su energia sostenibile e innovazione

L’evento, ospitato per la prima volta dall'Università La Sapienza di Roma, ha riunito studenti, ricercatori e professionisti per discutere di sistemi energetici, idrogeno verde e dell’impatto sociale della tecnologia

Grand Challenges Scholars Program: a Roma il confronto su energia sostenibile e innovazione
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Grand Challenges Scholars Program, università e professionisti a confronto su rinnovabili e innovazione

Un’iniziativa educativa globale, dedicata a studenti, professori e professionisti a cui hanno preso parte oltre 70 università nel mondo, per affrontare le grandi sfide del nostro tempo e ragionare sull’impatto sociale della ricerca, tecnologia, innovazione. E’ il Grand Challenges Scholars Program, ospitato dall’Università La Sapienza di Roma presso il Dipartimento di Ingegneria, nel cuore della capitale: una serie di quattro giornate con workshop dedicati al confronto, allo scambio di esperienze e approfondimenti sulle soluzioni sostenibili.

Il tema centrale di questa edizione è stato il ruolo dell’energia come leva di sviluppo sociale ed economico. La giornata di apertura del 13 febbraio, si è concentrata sui sistemi decentralizzati e le mini-grid, sulle soluzioni rinnovabili per le infrastrutture sanitarie e sulle innovazioni applicabili in contesti di emergenza, dai progetti pilota sull’idrogeno agli strumenti digitali e data-driven. Grande attenzione è stata riservata anche ai modelli energetici partecipativi e guidati dalle comunità, in grado di favorire resilienza e autonomia nelle diverse realtà internazionali.

Grand Challenges Scholars Program: dialogo con studenti da tutto il mondo

Sono oltre 600 gli iscritti a questa edizione. Non ci saremmo mai immaginati questi numeri, che traducono un bisogno ad andare oltre la formula, oltre la meccanica delle tecnologie, perché si vuole dare un significato, un senso” ci spiega il professor Andrea Micangeli, organizzatore delle giornate Grand Challenges Scholars Program alla Sapienza di Roma, che aggiunge: “Sono presenti studenti provenienti dalle università di tutto il mondo, perché la tecnologia, senza un ragionamento sull’impatto sociale, sulle ricadute economiche rispetto alle comunità e ai territori, non ha nessun senso. Tutti noi vogliamo studiare, vogliamo applicare, fare ricerca e innovazione puntando al miglioramento dei nostri territori, però in questo momento non stiamo ragionando sul profitto, ma sull’impatto che avrà sulle persone“.

Le varie sessioni in cui sono intervenuti docenti universitari e professionisti di aziende sono state articolate in keynote, tavole rotonde – a cui ha preso parte anche Matteo Spagnolo, Ceo di Rinnovabili – momenti di discussione aperta, promuovendo un dialogo partecipativo. L’evento, infatti, ha permesso di condividere esperienze pratiche e modelli replicabili, confermando come l’energia rinnovabile possa diventare uno strumento concreto di sviluppo sostenibile e inclusivo.

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L’intelligenza artificiale e la ricerca scientifica

Tra i vari relatori al GCSP, anche la presenza di Yannis Yortsos della University of Southern California, co-founder del Grand Challenges Scholars Program, chimico e figura chiave riconosciuta a livello internazionale per il contributo alla formazione di ingegneri capaci di affrontare sfide globali complesse combinando competenze tecniche, multidisciplinarità e impegno sociale.

Con Yortsos abbiamo parlato del ruolo dell’IA come tecnologia abilitante della ricerca scientifica. “L’IA accelera la scoperta scientifica, perché permette di velocizzare i cicli di ricerca. Questo aiuta a risolvere i problemi più rapidamente e, potenzialmente, su scala molto più ampia rispetto al passato. Non c’è dubbio che l’IA possa essere fondamentale. Allo stesso tempo, però, è necessario possedere una profonda conoscenza del campo specifico: bisogna essere in grado di capire se l’IA sta producendo allucinazioni o altri errori che potrebbero portarci nella direzione sbagliata. Quindi, è fondamentale mantenere lo stesso livello di competenza tecnica che avevamo prima, usando però l’IA per muoverci più velocemente”.

Idrogeno verde per la siderurgia in Italia

Tra i diversi workshop che hanno animato la prima giornata del Grand Challenges Scholars Program, di particolare interesse quello sul ruolo dell’idrogeno verde nell’industria siderurgica. Una realtà industriale molto importante nel nostro paese, tra i leader in Europa nella produzione di acciaio, fondamentale tra le altre cose per l’industria automotive.

Ne abbiamo parlato con Filippo Cirilli, chimico di RINA, Decarbonization and Energy Transition, che ha sviluppato un progetto finanziato dal MIMIT nell’ambito del piano europeo Next Gen EU, “il più grande in Italia in questo momento sulla siderurgia. Il nostro impianto di riduzione diretta è il primo in Italia in questo momento ed è il terzo in Europa. Gli impianti sono ubicati a Castel Romano, dove abbiamo fatto la prima accensione del forno elettrico. Tra due o tre mesi avremo una piena operatività e cominceremo a produrre con il nostro impianto pilota i primi risultati. Se utilizzato in tutte le sue potenzialità, con la disponibilità di idrogeno verde, l’abbattimento rispetto a un ciclo convenzionale basato su alto forno è circa del 95%. La nostra è una stazione sperimentale naturalmente, però la tecnologia ha delle potenzialità di decarbonizzazione del settore sicuramente enormi“.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.