Auto elettrica: la Cina estende gli incentivi fino al 2020

Le nuove sovvenzioni saranno dedicate a quanti acquisteranno nuove automobili full electric, ibride o a celle a idrogeno, con importi che andranno gradualmente a ridimensionarsi

Auto elettrica: la Cina estende gli incentivi fino al 2020

 

(Rinnovabili.it) – Nuova spinta in avanti per la politica sulla mobilità sostenibile della Cina. Decisa a occupare la posizione di leader nel settore dell’auto elettrica, continuando di pari passo la lotta all’inquinamento urbano, la Repubblica popolare ha annunciato che estenderà gli incentivi all’acquisto dei veicoli ecologici – in scadenza alla fine del prossimo anno – fino al 2020. La notizia è stata battuta direttamente dal Ministero della Finanza cinese che ha pubblicato sul proprio sito web le nuove norme di finanziamento; le sovvenzioni del prossimo quinquennio saranno dedicate a quanti acquisteranno nuove automobili full electric, ibride o a celle a idrogeno, con importi che andranno gradualmente a ridimensionarsi nei 5 anni di regime tariffario. Gli acquirenti di automobili completamente a trazione elettrica riceveranno inizialmente incentivi fino a fino a 55.000 yuan (8.834 dollari), mentre per gli autobus plug in saranno disponibili sovvenzioni per un massimo di 500.000 yuan, con l’unica clausola che siano tutti prodotti “made in china”.

 

Come era possibile da immaginare, la proroga degli incentivi è stata accolta con entusiasmo dall’industria automobilistica, soprattutto dal colosso cinese BYD, il  più grande produttore del paese di veicoli elettrici; in questi anni il settore ha largamente beneficiato delle politiche verdi del Governo pro green automotive, al punto che la produzione di e-car a livello nazionale è cresciuta di cinque volte durante i primi 11 mesi di quest’anno rispetto al 2013. Nonostante ciò, l’obiettivo di Pechino di mettere 5 milioni di veicoli “verdi” sulle strade cinesi entro il 2020 è ancora lontano.

1 commento

  1. Non bisogna incentivare nulla con soldi pubblici ma abbassare il gap di servizi è doveroso. Inoltre ….

    Vi sono molte auto che si avviano alla rottamazione solo perchè ieri non inquinavano ed ora inquinano, …. di chi sarà la colpa?

    Incentivare la sostituzione di quei motori che … omologati regolarmente vengono poi dichiarati inquinanti più che un incentivo è un dovere legato alla richiesta di abbandonare un motore che funziona ancora in modo regolare.

    Un incentivo che lascia al proprietario il solo costo del pacco batterie e quello di sponsorizzare una colonnina pubblica di ricarica nel luogo a lui più comodo …. un posto vicino ad un lampione (come fanno in altre nazioni) un posto automaticamente riservato alle auto elettriche.

    Questo porterebbe lavoro in Italia (non chissà dove) a tanta gente e moltiplicherebbe il numero delle colonnine. (Non quello delle vetture rottamate è quello di vetture nuove costruite altrove).

    E …. non bisogna aver dubbi il motore elettrico è meno costoso e più efficiente …. le macchine nuove elettriche verranno presto vendute in gran numero …. Se aiutate dalla crescita delle colonnine grazie alla conversione dei Diesel.

    Si parla di costi … leggendo il costo al pubblico previsto per un paio di vetture europee previste nel 2019 12.000 e 16.000 mi vien da pensare che la parte “motore” elettrico che sostituisce quello Diesel abbia un costo non molto alto.

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