Gli italiani apprezzano le auto fatte in Cina, sia elettriche che ibride. A conquistarli non più solo il prezzo, ma anche affidabilità e tecnologia

Le auto cinesi alla conquista del mercato italiano
Gli italiani stanno cambiando idea sulle auto cinesi. Anzi l’hanno già cambiata dal momento che 7 italiani su 10 sono pronti a comprare un’auto nuova fatta in Cina, preferibilmente un SUV o un crossover ibrido. Il costo? Massimo 30.000 euro. E il mercato è abbastanza florido di vetture elettriche (e non) al di sotto o entro quella cifra. Questi dati provengono dalla nuova instant survey dal titolo eloquente: ”Cosa pensano gli italiani delle auto cinesi?”, condotta da Areté, azienda leader nella consulenza operativa e strategica.
Auto cinesi, cambio di mentalità
Questa è la situazione fotografata lo scorso gennaio che, a distanza di oltre un anno dalla precedente rilevazione, evidenzia cambiamenti importanti. Soprattutto, il cambiamento di percezione nei confronti di brand cinesi, molto apprezzati per i prezzi competitivi, ma soprattutto per la qualità complessiva dell’offerta.
Oggi, ben il 73% degli italiani è pronto ad aprire il portafoglio per comprare un’auto fatta in Cina; lo scorso anno la percentuale era ferma al 68%. Ma stavolta il prezzo – indicato dal 45% del campione – non è il solo motivo per comprare una cinese. Infatti, il 51% degli intervistati è propenso per l‘affidabilità, per i materiali, le dotazioni tecnologiche e i sistemi avanzati di bordo. Insomma, il dato di fatto è che il pregiudizio (negli anni scorsi motivato) ora sta lasciando il posto ad un nuova consapevolezza.
Prezzo ok, ma i materiali?
Gli italiani che si dicono pronti a comprare una cinese, sarebbero propensi a spendere anche fino a 30.000 euro. In particolare per i SUV e crossover secondo il 47% del campione, in pratica metà degli intervistati. Chiaro anche un altro messaggio: cinese non significa per forza elettrico. Il 50% di chi ha risposto alla survey, infatti, preferisce l’ibrida, indicata come la soluzione più evoluta. Certo, le criticità non sono del tutto sparite: il 28% è dubbioso sulla qualità dei materiali e un ulteriore 28% teme un servizio di post-vendita.
Auto europee o cinesi
”La nostra analisi dimostra in modo concreto come i brand cinesi si stiano facendo rapidamente strada nel mercato italiano e siano destinati ad aumentare la propria quota nei prossimi anni”, commenta Massimo Ghenzer, Presidente di Areté. ‘‘Il prezzo resta un fattore rilevante, ma non è più la leva principale: oggi i consumatori riconoscono ai costruttori cinesi affidabilità e un buon livello qualitativo. Anche la fiducia nel post-vendita è più che solida: il 62% degli intervistati ritiene che i servizi possano competere con quelli dei brand europei”.
Si compra dal concessionario
Quello che invece non sta cambiando è l’esperienza d’acquisto. Gli italiani amano il contatto diretto con il venditore della concessionaria. La vendita online di un’auto, per il momento, non rientra nei desideri di noi italiani. Anzi, 8 italiani su 10 considerano la possibilità del test drive un passaggio imprescindibile prima della decisione finale.












