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Batterie a stato solido: la Cina introduce la regola del 5% per frenare gli annunci del marketing

Dal 1° luglio in Cina è in vigore il nuovo e rigidissimo standard nazionale di classificazione delle batterie. Ecco cosa cambia per i produttori

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Batterie a stato solido: la Cina introduce la regola del 5% per frenare gli annunci del marketing
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Batterie stato solido, cosa sta cambiando in Cina

Niente più mirabolanti annunci di marketing. Le aziende che producono auto elettriche sono obbligate a dimostrare che i loro annunci corrispondono ad una effettiva prontezza industriale della soluzione di accumulo promessa. La Cina vuole conquistare la piena credibilità del mercato internazionale, in particolare quello europeo, motivo per cui dal 1° luglio scorso ha introdotto un quadro normativo per le batterie che impone un nuovo standard nazionale con precise regole di classificazione. L’obiettivo è eliminare le vaghe etichette promozionali relative alle batterie a stato semisolido utilizzate nel settore automobilistico, come riporta l’articolo del quotidiano cinese.

Nuovo standard tecnico per batterie stato solido

Fino a ieri, molte case automobilistiche e produttori cinesi definivano “allo stato solido” batterie che in realtà erano “semi-solide“, contenendo ancora percentuali abbondanti di elettrolita liquido per facilitare la conducibilità. Con la nuova normativa, diventa più rigido il processo di certificazione del prodotto.

Anzitutto la cella della batteria viene pesata con estrema precisione prima dell’inizio del test, poi è inserita in una camera a vuoto e riscaldata a 120 °C per 6 ore. La combinazione di alta temperatura e vuoto spinto costringe qualsiasi solvente o elemento liquido volatile – come l’elettrolita liquido – a evaporare e uscire. La cella viene pesata di nuovo, sottraendo il peso finale da quello iniziale, dopodiché gli ingegneri ottengono l’esatta perdita di massa volatile, che corrisponde alla quantità di liquido che era presente all’interno. Per ottenere la designazione ufficiale di celle a stato solido, la massa di elettrolita liquido residuo deve essere inferiore al 5% del peso totale della cella.

Dalla teoria alla pratica: l’impianto Doctex di Tianjin

Uno degli esempi pratici di questo nuovo corso industriale, è la decisione di Doctex – uno dei player più importanti in Cina specializzato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di batterie – di commissionare un impianto su scala GWh a Tianjin che rappresenta la prima vera risposta industriale di massa alla rigida classificazione imposta dalla legge cinese. A differenza delle soluzioni ibride, lo stabilimento di Tianjin è stato progettato per produrre celle in grado di superare il nuovo severo test sulle batterie allo stato solido e certificare il contenuto di elettrolita liquido inferiore al 5%. Le celle escono dalla fabbrica già certificate, pronte per essere installate nei veicoli elettrici e offrire un incremento d’autonomia del 15-20%.

La strategia industriale di Dongfeng

Dongfeng Motor, uno dei colossi cinesi dell’automotive, invece sta diversificando il suo sviluppo tecnologico, e sta sperimentando anche una tecnologia di transizione, un ibrido, classificato secondo i nuovi standard nazionali. Nelle celle si associa un materiale ceramico, l’ossido, che resiste al calore ed è sicuro, a un polimero, flessibile e più facile da lavorare in fabbrica.

Secondo il nuovo standard, queste celle offrono una densità energetica di 350 Wh/kg e un’eccezionale tolleranza termica fino a 170 °C e rientrano nella categoria regolamentata di “batterie ibride solido-liquido“, poiché contengono una quota di elettrolita liquido superiore al 5%, ma inferiore al 20%.

Il costruttore cinese punta a sfruttare questa chimica di transizione, intrinsecamente più sicura e performante delle vecchie celle a liquido, in alcuni modelli di auto, dopo che nei rigidi test invernali ha dimostrato che la batteria ha conservato il 72% della carica originale garantendo fino a 1.000 km di percorrenza. L’azienda prevede di impiegare 100 veicoli dimostrativi nella provincia di Hubei per raccogliere dati operativi prima di ampliare le opzioni commerciali.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.