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Incendio auto elettrica, la batteria che “isola” le fiamme

Ripensando la disposizione di poli e valvole di sfogo, la nuova architettura limita la propagazione delle fiamme verso l’abitacolo e mitiga i rischi della fuga termica

Incendio auto elettrica, la batteria che
Immagine creata con IA

Incendio batterie auto, la soluzione definitiva della Dragon Armor 3.0

Uno dei timori più diffusi sulle auto elettriche è che i veicoli prendano fuoco più spesso delle auto tradizionali. In realtà si tratta di una falsa credenza. Infatti, anche secondo le statistiche aggiornate al 2025-2026, basate sui dati delle autorità di sicurezza come la NTSB, l’Agenzia governativa degli Stati Uniti, le e-car sono molto più sicure delle auto a combustione.
Ecco qui sotto una tabella riassuntiva di incendi verificatisi ogni 100mila auto vendute.

Tipo di AlimentazioneIncendi ogni 100.000 auto venduteProbabilità percentuale
Ibride (PHEV/HEV)~3.4753,47%
Termiche (Benzina/Diesel)~1.5301,53%
Elettriche (BEV)~250,025%

Il vero problema delle batterie semmai è quello legato alla fuga termica, una reazione a catena che, una volta innescata, è difficilissima da domare e può sprigionare gas tossici e calore estremo in pochi secondi. Da qui l’importante innovazione di SVOLT, azienda produttrice di batterie per auto elettriche che ha progettato la Dragon Armor 3.0, per eliminare o ridurre il rischio che un incendio della batteria raggiunga l’abitacolo, garantendo al contempo un’autonomia elevata. Come? Separando le fiamme dall’elettricità.

Perché le batterie fanno paura?

In un pacco batteria convenzionale, i terminali elettrici e le valvole di sfogo – da dove escono i gas in caso di guasto – sono spesso vicini o posizionati in modo che, in caso di esplosione di una cella, le fiamme tendano a salire verso l’alto, ovvero verso l’abitacolo del veicolo. Questo effetto camino è ciò che rende gli incidenti più drammatici e può avere conseguenze letale sugli occupanti.

La soluzione innovativa di SVOLT

La Dragon Armor 3.0 introduce il concetto di Fire-Electricity Separation: in caso di fuga termica, i gas e le fiamme vengono espulsi verso il basso, lontano dai passeggeri. Questo design riduce del 25% la probabilità di incendio a catena tra le celle e aumenta la temperatura di innesco della reazione di circa 5 gradi centigradi. Gli ingegneri di SVOLT hanno ridisegnato la cella spostando i componenti critici in posizioni opposte.

In caso di malfunzionamento, la cella espelle gas e fiamme direttamente verso il suolo, lontano dai sedili dei passeggeri. È la prima volta che una struttura Cell-to-Chassis – in cui la batteria è parte integrante del telaio -riesce a separare fisicamente i percorsi elettrici da quelli di evacuazione termica.

Oltre la sicurezza: un mostro di autonomia

La Dragon Armor 3.0 ottimizza lo spazio, grazie al design short-blade, che rende le batterie più simili a lunghe lame, ma più compatte e all’integrazione strutturale, il volume utile del pacco batteria raggiunge il 76%.  

CaratteristicaDragon Armor 3.0 (Versione BEV)Dragon Armor 3.0 (Versione PHEV)
Capacità115 kWh86 kWh
Autonomia800 – 1000 km> 400 km (solo elettrico)
Ricarica Rapida10%-80% in 10 minuti (800V)Supporto ricarica 4C
ChimicaLFP / NCM / Semi-SolidaLFP ottimizzata

Tecnologia liquido-dolido

Un altro asso nella manica è l’integrazione di elettroliti semi-solidi. In questa architettura, una minima componente liquida affianca la struttura solida per massimizzare la conducibilità elettrica tra gli elettrodi.

Il risultato è una stabilità termica senza precedenti: la soglia critica di surriscaldamento viene innalzata di 8°C, garantendo un margine di tempo superiore del 10% prima dell’eventuale propagazione delle fiamme. Inoltre, la natura intrinsecamente stabile di questa chimica riduce del 25% il rischio di incendio a seguito di collisioni rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio.

Problema risolto?

Mentre BYD, colosso di auto e produzione di batterie, continua a puntare e spingere la sua celebre Blade Battery, la Dragon Armor 3.0 di SVOLT alza l’asticella puntando tutto sulla direzionalità delle fiamme. Se non si può garantire al 100% che una batteria non fallirà mai (nessuna tecnologia può farlo), SVOLT garantisce che, se dovesse accadere, l’auto rimarrà uno scudo sicuro per chi è a bordo. L’azienda cinese ha messo in produzione due versioni: una da 86 kWh per PHEV e una da 115 kWh per elettriche al 100%.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.