Circa 43 GW di capacità geotermica ad alta entalpia potrebbero essere sviluppati nell’Unione a costi inferiori a 100 €/MWh, paragonabili a quelli dell'elettricità prodotta da carbone e gas. Dando una mano anche alla crescente domanda elettrica delle infrastrutture digitali.

Online il rapporto “Hot Stuff: Geothermal Energy in Europe”
La geotermia di nuova generazione potrebbe aiutare l’Europa a liberarsi dalla dipendenza dal gas e dal carbone, e potrebbe farlo a un prezzo simile a quello delle fonti fossili. A rivelarlo è un nuovo rapporto pubblicato stamane dal think tank indipendente Ember, un’analisi del potenziale e delle sfide delle tecnologie geotermiche più innovative.
Questa etichetta racchiude oggi diversi progressi compiuti nel settore: dai cosiddetti Sistemi Geotermici Migliorati o potenziati (Enhanced Geothermal Systems – EGS), agli impianti a ciclo chiuso/avanzati, fino alle batterie geotermiche.
In pochi anni il comparto ha visto affinare le tecnologie di analisi e perforazione del suolo, così come quelle di estrazione del calore, aprendo un ventaglio di possibilità. Il merito è in parte del know-how storico del comparto fossile nelle trivellazioni, e in parte dell’intelligenza artificiale utilizzata oggi per analizzare i dati sismici e geologici, ottimizzando l’individuazione dei siti e le prestazioni operative generali.
Progressi che permettono ora di ricalcolare il potenziale geotermico europeo, superando i confini geografici tradizionali.
La geotermia di nuova generazione
La geotermia ad alta entalpia è stata per molto tempo limitata a regioni con rocce naturalmente permeabili e calde, accessibili fino a 2.000 metri. Le ultime innovazioni in questo campo non hanno solo ampliato la profondità delle perforazioni — è già possibile sfruttare commercialmente risorse a profondità di 4.000-5.000 metri e si punta ai 7.000 metri — ma riescono anche a creare artificialmente la permeabilità necessaria. È il caso della geotermia potenziata o EGS che, grazie all’iniezione di fluidi a pressioni controllate, permette di allargare micro-fratture naturali e creare canali dove il fluido termovettore possa circolare.
Anche i Sistemi a Circuito Chiuso (Closed-loop) possono contribuire a estendere lo sfruttamento del sottosuolo a vaste aree dell’Europa precedentemente considerate non idonee. Questi impianti utilizzano scambiatori di calore sotterranei sigillati e il fluido di lavoro circola all’interno di tubature chiuse, senza mai entrare in contatto diretto con la roccia o i fluidi sotterranei naturali.
Si tratta in entrambi i casi di sistemi già sperimentati sul suolo europeo. Dai primi progetti pilota EGS lanciati in Francia, Germania e Svizzera negli anni 2000 a oggi, l’Europa si ritaglia una fetta promettente di questo mercato, passando dalla fase dimostrativa a quella di sviluppo su larga scala. Di pari passo stanno conquistando terreno anche i sistemi geotermici avanzati: l’Italia li ha inseriti nelle sue nuove aste per le rinnovabili innovative, mentre in Germania è operativa la prima centrale a circuito chiuso connessa alla rete.
I costi della geotermia di ultima generazione
Sulla carta rimane però un’ampia potenzialità inespressa. Per questo motivo gli autori del report ci tengono a mostrare come la geotermia di nuova generazione potrebbe, già oggi, fornire energia a costi competitivi su larga scala in Europa.
“Concentrandosi su progetti con costi stimati inferiori a 100 €/MWh (LCOE) – in linea con i prezzi (costi marginali di breve periodo) stabiliti dalla generazione a carbone e gas nei mercati energetici europei – e tenendo conto del comportamento dei giacimenti, delle prestazioni degli impianti e della profondità di perforazione, il potenziale tecnico-economico dell’energia geotermica nell’Europa continentale raggiunge circa 50 GW”, si legge nel report.
Restringendo lo sguardo alla sola Unione Europea, il potenziale calcolato è di 43 GW, che potrebbe generare circa 301 TWh di elettricità all’anno. Espresso in altri termini, la geotermia di nuova generazione potrebbe rimpiazzare il 42% della produzione da carbone e gas registrata nel Blocco lo scorso anno. Esistono ulteriori risorse tecniche che rientrano in una fascia di LCOE compresa tra 100 e 200 €/MWh, a seconda della profondità di perforazione e delle caratteristiche del sito.
Dove si trovano le maggiori potenzialità?
Se consideriamo la capacità geotermica che può essere sviluppata, la classifica dei paesi per potenziale a basso costo sfruttabile appare così organizzata:
Sotto i 100 €/MWh (costi competitivi con carbone e gas)
- Ungheria: detiene la quota maggiore in assoluto, con circa 28 GW di potenziale a basso costo.
- Turchia: quasi 6 GW.
- Polonia, Germania e Francia: potenziale di circa 4 GW a testa.
Fino a 200 €/MWh:
- Francia: presenta il potenziale tecnico totale più elevato in Europa, superando i 50 GW complessivi.
- Ungheria: secondo posto con un potenziale totale di circa 40 GW.
- Polonia: si posiziona al terzo posto con oltre 30 GW di potenziale totale.
- Germania: circa 15 GW complessivi.
“L’Europa ha un potenziale geotermico molto più ampio di quanto comunemente si pensi”, spiega Jenna Hill di Ember. “La geotermia di nuova generazione rafforza il settore del riscaldamento europeo e ne estende l’impatto sulla produzione di energia elettrica pulita, sicura e affidabile in gran parte del continente. Investimenti continui nell’innovazione e politiche di supporto possono trasformare questa risorsa in un pilastro fondamentale del sistema energetico pulito dell’UE”.












