Rinnovabili • L'auto più inquinante del pianeta si trasforma: la mostruosa Hummer diventa elettrica Rinnovabili • L'auto più inquinante del pianeta si trasforma: la mostruosa Hummer diventa elettrica

L’auto più inquinante del pianeta si trasforma: la mostruosa Hummer diventa elettrica

La Hummer EV monta motori a propulsione elettrica che sviluppano oltre 1.000 cavalli di potenza e da zero a 100 km orari impiega appena 3 secondi

L'auto più inquinante del pianeta si trasforma: la mostruosa Hummer diventa elettrica
Immagine della redazione

Hummer, simbolo dell’America muscolare diventa 100% elettrica

L’auto più inquinante del pianeta? Probabilmente. La più pesante? Anche. Agli albori del nuovo Millennio, con l’arrivo dei SUV, arrivò sul mercato la prepotente auto americana, nata per servire l’esercito americano, e poi divenuta simbolo della stravaganza macho: erano i tempi della Hummer.

Nata dall’estetica del mezzo militare Humvee e portata su strada dal gruppo General Motors. Modelli come Hummer H1 e Hummer H2 incarnavano una filosofia precisa: dimensioni estreme, V8 assetati di carburante e un’efficienza considerata secondaria. I consumi reali spesso scendevano sotto i 6 km/l, con emissioni di CO₂ tra le più alte del mercato di massa. La Hummer è diventato in pochi anni, bersaglio di ambientalisti e urbanisti. Dopo qualche anno di successo, è decaduta e finita nel dimenticatoio, finché la GMC ha deciso di riportarla in vita, ma stavolta è al 100% una vera auto elettrica.

La svolta di Hummer: elettrificazione come rinascita

Nel pieno della transizione energetica, GMC recupera un nome che sembrava indifendibile e lo trasforma in manifesto tecnologico: nasce la GMC Hummer EV. Venduta in America e richiesta negli Emirati Arabi, l’abbiamo vista da vicina al World Energy Summit di Abu Dhabi in tutta la sua maestosità.

Il cambio di paradigma è radicale:

  • Zero emissioni allo scarico, grazie a 1.160 cavalli in dotazione
  • Architettura fino a 800 volt, pensata per la ricarica rapida
  • Prestazioni da supercar, con accelerazioni da 0 a 100 km/h in circa 3 secondi
  • Sterzo integrale e ruote in diagonale

La Hummer EV non chiede scusa per le sue dimensioni, ma le reinterpreta: la massa diventa supporto a batterie di grande capacità, l’off-road si abbina a software e controllo elettronico, il lusso convive con l’ingegneria elettrica.

Hummer elettrica, un paradosso virtuoso?

È legittimo chiedersi se un veicolo così grande possa essere davvero “verde”. La risposta è complessa. L’impronta produttiva resta elevata, soprattutto per la batteria, ma il messaggio industriale è chiaro: anche i simboli dell’eccesso possono essere riconvertiti. Ma vediamo alcune delle sue caratteristiche: pacco batterie agli ioni di litio può superare i 200 kWh di capacità utile, consentendo un’autonomia massima stimata fino a 610 km per il pickup e circa 480–500 km per la versione SUV.

Tanta carne al fuoco

In ricarica rapida DC supporta potenze fino a 350 kW, sufficienti per recuperare circa 150–160 km di autonomia in 10 minuti su colonnine compatibili. Le dimensioni sono imponenti, con una lunghezza di circa 5,5 metri e un peso che supera i 4.300 kg, ma compensato da soluzioni come lo sterzo integrale a quattro ruote, la modalità CrabWalk per lo spostamento diagonale, le sospensioni pneumatiche con Extract Mode che aumentano la luce da terra di oltre 15 cm.

La vedremo in Italia?

Più no che si. Per due motivi: deve essere importata su richiesta, cioè non esiste ad oggi un distributore per il mercato italiano, ma ci sono importatori che possono trasportarla ed immatricolarla in Italia. Ed il secondo motivo è che essendo un’auto che supera le 3,5 tonnellate di peso, per essere guidata ha bisogno della patente degli autotrasportatori. Due motivi che rendono minime le possibilità di vederla nel nostro Paese. Ma allora perché ne parliamo? Perché nell’era della transizione energetica, se un brand come Ferrari ha progettato e lancerà la sua prima auto elettrica, significa che tutto può cambiare. Anche nel mondo dell’auto. Dove prima c’era uno dei massimi esempi di spreco di carburante e di inquinamento, oggi resta il consumo energetico, ma almeno non inquina. E non fa rumore.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.