Il deputato dei Verdi Borrelli ha accusato Sogei di non aver erogato il rimborso per il bonus delle auto elettriche. La società ha diramato una nota difensiva

Rimborso auto elettriche: le accuse a Sogei
Lo scorso autunno si è concluso in pochissime ore il budget destinato al bonus per l’acquisto di auto elettriche. Due tranche disponibili, a seconda dell’Isee delle famiglie: 9 e 11mila euro. In realtà, questi soldi sono stati anticipati dai concessionari privati che hanno venduto le auto elettriche, scontandole all’acquirente, per poi chiedere il contributo al Ministero dell’Ambiente. Il problema è che a distanza di mesi, il rimborso ai concessionari deve ancora arrivare con gravi conseguenze per quelle aziende private con maggiori problemi di liquidità. (Se vuoi conoscere tutto sulle auto elettriche, puoi leggere la Guida 2026 di Rinnovabili sulle auto elettriche).
Rimborso auto elettriche: le accuse a Sogei
Nei giorni scorsi il deputato dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli ha affermato che i fondi del Pnrr per le auto elettriche “sembrano spariti nei meandri della SOGEI“. La società informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze si occupa della gestione delle piattaforme tecnologiche necessarie per richiedere i contributi statali. Ma Sogei non eroga direttamente il denaro.
Infatti, l’azienda ha diramato una nota per chiarire la vicenda, in cui sottolinea “che tale affermazione risulta destituita di ogni fondamento ed è gravemente lesiva dell’immagine dell’Azienda in quanto la Società non ha alcuna responsabilità nella erogazione dei rimborsi a favore dei concessionari“.
La beffa dell’anticipo
Al di là della polemica tra il politico e la società afferente al Ministero, il problema resta. Infatti il flusso di questi rimborsi per il bonus auto elettriche è rallentato in modo anomalo, con tempi di liquidazione che si sono allungati ben oltre le soglie di attesa previste. Sono centinaia le concessionarie in tutta Italia penalizzate nella liquidità a causa del contributo pubblico che resta bloccato in pratiche burocratiche.
Un concessionario medio che tratta decine di auto elettriche può trovarsi in posizione di esposizione di svariati milioni di euro, con il business minato (difficoltà a pagare fornitori o personale) e il rischio di non poter ampliare il parco auto.
L’intervento di Unrae e Federauto
A catena, questo ritardo nel rimborso si ripercuote anche sul consumatore che ha acquistato l’auto elettriche e che potrebbe non ricevere il veicolo comprato, proprio perché il concessionario non lo fa uscire senza il rimborso del Ministero.
Per queste ragioni, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri ha lanciato l’allarme sul blocco dei rimborsi. “È necessario intervenire con urgenza sul tema degli incentivi: la rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria”, le parole del Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, “esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese. È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche”.
Per Massimo Artusi, presidente Federauto, “in questa situazione, le concessionarie, si sono esposte oltre l’aggravio dei loro costi, finanziariamente e commercialmente per svariati milioni di euro, per saldare i costruttori, e si trovano nella paradossale difficoltà di spiegare al cliente, come mai non possono consegnargli l’auto che ha acquistato”.












