La sete di biocarburanti dell’Europa affama il mondo

Oxfam italia e ActionAid lanciano la raccolta firme #NoFoodForFuel e chiedono ai politici italiani di rivedere la normativa oggi in vigore sui biofuel di prima generazione

La sete di biocarburanti dell’Europa affama il mondo

 

(Rinnovabili.it) – Produrre biocarburanti a partire da colture che sottraggono cibo, terra e acqua ai paesi più indigenti è una pratica che va immediatamente interrotta. Il monito arriva dalla nuova petizione lanciata congiuntamente da Oxfam Italia e ActionAid all’indirizzo degli europarlamentari italiani e del nostro governo. “Oggi l’Europa, assetata di biocarburanti, crede di fare una politica verde mentre invece alimenta la fame nel mondo: è necessario cambiare rotta, promuovendo alternative realmente sostenibili nel settore dei trasporti, come ad esempio la mobilità elettrica, il trasporto pubblico e l’efficienza energetica”, spiega Elisa Bacciotti, Direttrice Campagne per Ofxam Italia. La raccolta firma, disponibile sul sito Change.org, chiede che venga rivista la normativa oggi in vigore sui biofuel al fine di limitare quella classe di prodotti in diretta competizione con la produzione di cibo.

 

Nonostante la Commissione europea abbia imposto un limite al consumo dei biocombustibili di prima generazione (un tetto del 5%) è parere di entrambe le associazioni che ancora molto si possa e debba fare in direzione della sostenibilità. “L’attuale normativa europea sui biocarburanti – aggiunge  Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid –  dei costi sociali ormai non più sostenibili. Basta pensare che i prodotti della terra utilizzati per produrre biocarburanti nel solo 2008 avrebbero potuto sfamare 127 milioni di persone, riducendo la fame nel mondo di quasi il 15%. O che tra il 2009 e il 2013 sei milioni di ettari di terreno, ovvero una superficie grande quanto tutto il centro Italia quasi, sono stati acquisiti da imprese europee in Africa sub sahariana a scapito dei bisogni alimentari delle comunità locali”. La petizione rivolta a europarlamentari italiani e ai ministri Andrea Orlando e Flavio Zanonato s’inserisce in un particolare contesto, dal momento che il Parlamento Ue è chiamato questo mese ad esprimersi sulla proposta di una nuova direttiva che propone la riduzione del consumo di biocarburanti prodotti da materie prime alimentari; anche i Governi dei Ventotto stanno negoziando una posizione comune in seno al Consiglio Europeo. “Qualsiasi persona di buon senso sceglierebbe di poter sfamare la propria famiglia, invece che riempire il serbatoio della propria auto – per questo crediamo che i cittadini italiani possano sostenere le nostre richieste”, conclude De Ponte.