La Norvegia è il principale potenziale fornitore europeo di carburanti sintetici per il settore navale, seguita da Spagna, Finlandia e Danimarca

L’Europa potrebbe diventare leader mondiale negli e-fuel marittimi, i carburanti sintetici prodotti per decarbonizzare uno dei settori più difficili da elettrificare: il trasporto navale. I progetti non mancano. Nel suo aggiornamento 2025 dell’Osservatorio sugli e-fuel per il trasporto marittimo, Transport & Environment (T&E) ha analizzato 80 progetti europei di idrogeno verde ed e-fuel potenzialmente destinabili al settore navale.
Situazione in stallo
Sebbene i progetti censiti potrebbero arrivare a produrre 3,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) entro il 2032, meno del 5% dei volumi è destinato in via prioritaria al trasporto marittimo. Un segnale debole per il settore, soprattutto se confrontato con gli obiettivi di FuelEU Maritime, che prevedono una quota dell’1% di e-fuel entro il 2031 e del 2% entro il 2034. In assenza di politiche europee e nazionali più chiare e di incentivi finanziari dedicati, il rischio è che questi target vengano raggiunti ricorrendo a carburanti importati – o non vengano centrati affatto – con una occasione persa per la leadership climatica europea. A dirlo è una nuova analisi di T&E, che fotografa un continente in bilico tra ambizione climatica e immobilismo regolatorio.

Norvegia e Spagna guidano la corsa agli e-fuel marittimi
Alcuni Paesi, però, si stanno muovendo più velocemente. La Norvegia è oggi il principale potenziale fornitore europeo di carburanti sintetici per il settore navale, seguita da Spagna, Finlandia e Danimarca. Proprio dalla Danimarca arriva uno dei segnali più concreti: il progetto Kassø di European Energy, operativo dal 2025, che fornisce e-metanolo verde a Maersk. È il più grande progetto di e-fuel marittimo attualmente in funzione in Europa e dimostra che la tecnologia è matura. Ma resta un’eccezione.
E-metanolo ed e-ammoniaca: il mare è il mercato chiave
Secondo T&E, il trasporto marittimo sostenibile è il principale sbocco commerciale per carburanti come e-metanolo ed e-ammoniaca. L’e-metanolo contiene carbonio, perché è prodotto combinando idrogeno verde e CO₂ catturata, mentre l’e-ammoniaca – priva di carbonio ed ottenuta da idrogeno verde e azoto estratto dall’aria – avrebbe nel settore navale un sbocco con volumi doppi rispetto all’industria chimica e dei fertilizzanti.
“Il più grande progetto europeo di e-fuel marittimi è finalmente operativo, ma scalare resta una sfida”, ha dichiarato Constance Dijkstra, responsabile delle politiche marittime di T&E. Secondo l’organizzazione, gli attuali target europei per il settore navale non sono sufficienti a convincere gli investitori a puntare con decisione sui carburanti verdi. Oltre a incentivi alla domanda, i produttori chiedono liquidità e strumenti finanziari adeguati. Tra le proposte chiave c’è il reinvestimento dei proventi dell’ETS nel trasporto marittimo sostenibile, una misura che potrebbe accelerare la transizione e rafforzare l’industria europea delle tecnologie pulite.
E-fuel marittimi: una scelta climatica, industriale e geopolitica
Per T&E sostenere gli e-fuel marittimi non significa solo ridurre le emissioni del trasporto navale. Vuol dire anche creare posti di lavoro, rafforzare la sicurezza energetica europea e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.











