Carta di Bologna per la Mobilità Nuova: priorità a pedoni e bici

Trasporti urbani, sostenibilità, turismo: questi i tavoli di discussione degli Stati Generali della Mobilità che rilanciano l’impegno a ridurre l’impatto delle automobili

 

Carta di Bologna per la Mobilità Nuova: priorità a pedoni e bici

 

(Rinnovabili.it) – Si sono aperti con sorta di chiamata alle armi per definire il futuro dei trasporti urbani e si è chiusa con la presentazione della Carta di Bologna per una Mobilità Nnuova. Parliamo degli Stati generali della mobilità, i tre giorni di discussione tecnica e politica che hanno riunito nel capoluogo regionale dell’Emilia Romagna  che ha riunito allo stesso tavolo 500 persone tra sindaci, assessori, amministratori, professionisti, aziende e associazioni. Insieme hanno definito le basi di un nuovo piano nazionale per la mobilità urbana, espressamente focalizzato su medie e piccole opere diffuse in favore di pedoni, ciclisti e trasporto pubblico. L’appuntamento, organizzato da Rete Mobilità Nuova e Comune di Bologna, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ha estrapolato dai cinque tavoli di lavoro (città, spazio pubblico, sicurezza, infanzia e turismo) quelle che diverranno le priorità della “Carta di Bologna per la Mobilità Nuova”, un documento programmatico per reindirizzare le politiche nazionali, regionali e locali in materia, che sarà presentato al più presto al Ministro per le infrastrutture e trasporti Graziano Delrio e al Governo.

 

Tra gli elementi clou della Carta, le richieste di:

– fissare a livello nazionale obiettivi di mobilità che obblighino i Comuni a portare sotto il 50% la quota di spostamenti individuali in auto all’interno del proprio territorio;

– cambiare il Codice della strada introducendo il limite dei 30 km orari nei centri urbani;

– vincolare alla realizzazione di opere per il trasporto pubblico locale, pendolare e non motorizzato almeno il 50% della spesa nazionale e regionale destinata alle infrastrutture per la mobilità;

– prevedere incentivi di natura fiscale per le aziende che promuovono l’utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta per gli spostamenti casa lavoro;

– adottare il sistema ISA (Intelligent Speed Adaption) come standard di sicurezza per il controllo e la limitazione della velocità delle automobili.

 

Quattro punti necessari per ripensare l’attuale modo di muoversi nei centri urbani; oggi infatti l’Italia detiene il triste primato di Paese europeo con la più alta densità di automobili. Il traffico veicolare, che si concentra nelle città, assorbe l’1% del Pil in inefficienza. La qualità dell’aria non può che risentirne dal momento che un terzo delle emissioni di CO2 è causato dai trasporti e che il 70% degli spostamenti si svolge su percorsi inferiori ai 10 chilometri, ossia in ambito urbano o periurbano.

 

Ma gli stati generali sono stati anche l’occasione per un altro importante risultato. La volontà comune espressa dai Comuni di Bologna, Milano e Torino e da Rete Mobilità Nuova di dare vita ad un’Associazione per la mobilità nuova, un soggetto unitario che consolidi l’alleanza tra Comuni virtuosi e Associazioni, dando continuità e sviluppo all’azione della Rete. “Lavoreremo nei prossimi mesi per far evolvere la Rete verso la nuova associazione, rafforzando e accrescendo la partecipazione a questo progetto di tutti i soggetti interessati – dichiarano Beppe Piras e Simona Larghetti, portavoce della Rete – anche con l’obiettivo di accompagnare insieme alle amministrazioni locali lo sviluppo delle proposte avanzate”.

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