Francia e Germania contro la mobilità sostenibile

Le case automobilistiche vogliono rallentare l’entrata in vigore degli standard di emissione, e i governi si allineano. Con buona pace della mobilità sostenibile

Francia e Germania contro la mobilità sostenibile

 

(Rinnovabili.it) – Francia e Germania si schierano contro il clima per salvare l’industria dell’auto, a dispetto della mobilità sostenibile. I governi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, affermando che l’obiettivo di riduzione delle emissioni del comparto automotive, stabilito per il 2025 dovrebbe essere rinviato al 2030, così da lasciare più tempo ai produttori per adattarsi alle rigide norme sui gas serra.

Nessuna novità da parte tedesca, visto che Volkswagen&Co hanno un peso non indifferente sulle scelte del governo in materia di taglio delle emissioni dei veicoli. Ma dalla Francia, che ha appena promesso di eliminare gradualmente l’impiego del diesel nel settore della mobilità privata, forse non ce lo si aspettava.

 

Bruxelles ha già fatto un passo indietro sull’obiettivo, per le auto nuove, di emettere una media di 95 grammi di CO2 per chilometro al 2020. Il tetto è scalato al 2021, anche se un certo numero di case automobilistiche europee erano sulla buona strada per raggiungere il target e la maggioranza dei marchi è già oggi al di sotto del 130 g/km richiesti entro il 2015.

Un “lobbismo furioso” del governo tedesco in favore della sua industria delle auto di lusso ha permesso di ritardare i primi obiettivi, ma ora l’iniziativa sta passando il segno: i ministri stanno cercando di respingere anche la proposta di un target separato di 68g-78g, che si prevedeva di introdurre entro il 2025.

Una dichiarazione congiunta, rilasciata con il governo francese, ha sostenuto che la proposta per il 2025 dovrebbe essere spostata al 2030.

 

«Svilupperemo punti chiave comuni per un futuro regime delle emissioni di CO2 relative ai veicoli a partire dal 2030, e ne discuteremo con i nostri partner dell’Unione europea» si legge nella dichiarazione. Che non sa nemmeno di proposta, ma di decisione già presa.

I produttori sono preoccupati perché il 2025 arriva troppo a ridosso della scadenza posta al 2021, dando loro poco tempo per introdurre la tecnologia ibrida e le batterie necessarie per raggiungere l’obiettivo.

Ma i critici sottolineano che le case automobilistiche sono riuscite a raggiungere i target di emissioni attuali con poca fatica, e che rallentando i progressi si cede la leadership nello sviluppo di trasporti a basse emissioni a Giappone, Corea del Sud e concorrenti cinesi.

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