Il “Manifesto della filiera automotive”: i suggerimenti di ANFIA per la prossima legislatura

La competitività del 1° settore industriale italiano si deciderà nei prossimi 5 anni, l’ANFIA stila un Manifesto della filiera automotive per il prossimo Governo

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(Rinnovabili.it) – Un settore che conta oltre 93 miliardi di fatturato, oltre 5.156 imprese e con un’incidenza per il 5,2% sul PIL. E’ la filiera dell’auto italiana che, attraverso l’ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, chiede al futuro Governo un occhio di riguardo sulla competitività del settore. E lo fa attraverso un vero e proprio Manifesto della filiera automotive.

Un piano d’azione per i prossimi 5 anni di legislatura suddiviso in tre ambiti cruciali di intervento: politica industriale, mercato e infrastruttura. Per ciascuna voce indica le tematiche che le aziende italiane sentono come prioritarie e fondamentali per affrontare al meglio sia gli obiettivi di decarbonizzazione che i nuovi paradigmi di mobilità.

Politica industriale per la transizione produttiva

Il prossimo quinquiennio ridisegnerà totalmente la filiera, decretandone, o meno, la competitività a livello europeo e globale. Nel suo Manifesto della filiera automotive, l’ANFIA chiede alla politica di accompagnare la transizione con investimenti sicuri nelle nuove tecnologie, puntando su elettrico, irogeno e carburanti rivvovabili. Secondo l’Associazione, l’obiettivo è incrementare la produzione nazionale di almeno 1 miliardi di veicoli.

Mercato: incentivi e trasporti meno inquinanti

Un mercato competitivo non può prescindere da una pianificazione pluriennale degli incentivi auto. Secondo il Manifesto della filiera automotive sarà importante modificare lo schema stesso degli incentivi, per incrementare il traggio delle risorse e risollevare il mercato.

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Anche il trasporto pubblico dovrà essere oggetto di alcune sostanziali modifiche. Prima fra tutte la liberalizzazione delle gare d’appalto, aprendole verso le nuove tecnologie quali elettrico ed idrogeno, oggi penalizzate dal procedimento. In secondo luogo una spinta versi le tecnologie alternative nelle politiche di rinnovo del parco circolare degli autobus urbani ed extraurbani. Infine un occhio di riguardo al teasporto merci per favorire la sostiuzione dei vecchi veicoli con mezzi meno inquinanti, ed un piano Generale dei Trasporti e Logistica in iauto alla transizione.

Sviluppo infrastrutturale

Nel Manifesto della filiera automotive si parla anche del sistema infrastrutturale elettrico e delle nuove alimentazioni. Facilitare l’installazione di colonnine per la ricarica, accelerare i bandi PNRR per le infrastrutture ad idrogeno, semplificare la normativa, sono solo alcuni dei suggerimenti contenuti nel documento ANFIA. Ultimo, ma non meno importante, l’adozione di strumenti di tracciabilità che permettano si riconoscere una premialità per le imprese ed i cittadini che scelgono soluzioni di mobilità a basse emissioni.

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