Un metodo innovativo per limitare l'inquinamento delle navi da crociera.

I sistemi di propulsione navale convenzionali basati sui combustibili fossili sono la principale causa dell’inquinamento delle navi da crociera.
Le emissioni del trasporto marittimo UE
Secondo i dati del Rapporto Ambientale sul Trasporto Marittimo Europeo del 2025, l’anno scorso il settore ha rappresentato il 3-4% delle emissioni totali di CO2 dell’UE, danneggiando gli ecosistemi marini attraverso l’inquinamento da fuoriuscite di petrolio e scarichi di acque reflue e causando inquinamento acustico sottomarino. Sempre in base al rapporto, il settore ha fatto progressi in materia di sostenibilità, ma nei prossimi anni bisognerà compiere maggiori sforzi per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali dell’UE per il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050.
Il progetto Nautilus
Per quanto riguarda le emissioni inquinanti, l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) punta a dimezzare quelle dei transatlantici entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo si rende necessario sviluppare nuove tecnologie e soluzioni energetiche innovative. Ecco perché l’UE ha finanziato il progetto Nautilus.
Al centro del progetto c’è una tecnologia progettata per coprire l’intero fabbisogno di energia di una nave da crociera. L’innovazione consiste in un gruppo elettrogeno ibrido a batteria con celle a combustibile a ossidi solidi, o SOFC (Solid Oxide Fuel Cell), da integrare ai generatori dei motori a combustione interna già esistenti a bordo delle navi. Le pile a ossido solido sono dispositivi elettrochimici in grado di trasformare idrogeno e ossigeno in elettricità, utilizzando un elettrolita a ossido solido ad alta temperatura.
«La tecnologia proposta garantirà una maggiore efficienza, una migliore capacità dinamica, flessibilità a livello di carburante, modularità e, grazie al ricorso a un minor numero di parti mobili, anche una manutenzione meno impegnativa», afferma Asif Ansar, responsabile del Dipartimento di integrazione dei sistemi energetici del Centro aerospaziale tedesco (DLR), l’istituto partner che ha guidato il progetto.
Lo scopo finale è coprire il fabbisogno energetico totale di una nave attraverso la batteria SOFC e di alimentarla con combustibili rinnovabili al 100%. In un primo momento, però, i generatori saranno progressivamente sostituiti con un sistema ibrido.
Limitare l’inquinamento delle navi da crociera
Il progetto ha già ottenuto buoni risultati. Ad esempio, essendo riuscito a generare 64,6 MWh di energia elettrica, ha dimostrato che le prestazioni di tale tecnologia sono superiori a quelle delle soluzioni convenzionali di gruppi elettrogeni. Inoltre, i risultati hanno confermato che il gruppo elettrogeno permette una riduzione del 30% delle emissioni di CO2 rispetto ai motori a combustione interna funzionanti con olio combustibile pesante, eliminano del tutto lo slittamento del metano e rilasciano scarichi di monossido di carbonio in quantità irrisorie.
«Per di più, abbiamo dimostrato un’eccezionale diminuzione degli inquinanti diversi dalla CO2, pari al 95%, un risultato senza precedenti nei sistemi energetici marittimi», ha commentato ancora Ansar.
Oltre a tutto ciò, il progetto ha incluso anche la progettazione e la sperimentazione del primo concetto di SOFC scalabile e multi-megawatt, comprese le valutazioni dell’impatto tecnologico e del ciclo di vita.
«Nel loro insieme questi risultati costituiscono un passo in avanti importante verso l’adozione dei sistemi SOFC quale strategia efficace per ridurre le emissioni dell’industria delle navi da crociera», ha aggiunto Ansar.
Favorire il trasporto marittimo sostenibile
In base ai dati di Statista, nel 2024, un passeggero su quattro di tutte le navi da crociera del mondo proveniva dall’Europa. La regione rappresenta uno dei più grandi mercati crocieristici a livello globale, secondo solo al Nord America in termini di volume di passeggeri. L’anno scorso il numero di viaggiatori europei ha superato gli 8 milioni, un record. Avendo toccato la cifra storica più alta di crocieristi, anche il fatturato del mercato europeo è aumentato e nel 2024 valeva più di 10 miliardi di dollari, ossia più 8 miliardi e mezzo di euro.
Considerate queste cifre, il settore è chiamato a ridurre il più possibile l’impatto ambientale. «Il progetto Nautilus ha dimostrato la validità e l’utilità di un concetto che, una volta aumentato di scala, consentirà all’industria delle navi da crociera di sfruttare appieno questa possibilità», ha concluso Ansar.













