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Bici elettrica, il casco smart che protegge dai traumi rotazionali

Con l’aumento di biciclette e monopattini elettrici, gli incidenti stradali crescono: il casco smart introduce tecnologie avanzate per ridurre i danni cerebrali e migliorare visibilità

Bici elettrica, il casco smart che protegge dai traumi rotazionali
Foto di Alexander Fox | PlaNet Fox da Pixabay

In Italia, la mobilità elettrica dolce sta conoscendo un vero e proprio boom. Biciclette elettriche e monopattini elettrici rappresentano un’alternativa sostenibile ai mezzi tradizionali, riducendo le emissioni e promuovendo uno stile di vita più attivo. Tuttavia, l’aumento di utenti sulle strade urbane ha evidenziato un rischio crescente: gli incidenti stradali che coinvolgono ciclisti.

Nel 2024, si sono registrati 204 incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti (Osservatorio ASAPS-SAPIDATA). Se questi sono i casi più gravi, sono comunque molti gli incidenti ai danni dei ciclisti che rimangono feriti in modo più o meno grave. Proteggersi adeguatamente è fondamentale, soprattutto considerando le conseguenze dei traumi cranici.

Casco bici smart: la sicurezza prima di tutto

Il casco rimane l’elemento più importante per proteggere i ciclisti. Negli ultimi anni, le innovazioni hanno trasformato questi dispositivi da semplici protezioni a veri e propri strumenti tecnologici. Dagli Stati Uniti proviene il casco da bici smart, Alpha Wave Helmet, dotato del sistema di protezione, Release Layer System (RLS). In caso di urto, il casco è stato progettato con quattro pannelli esterni che sono in grado di staccarsi o sganciars” al momento dell’impatto. Questa particolare architettura serve a dissipare e ridurre drasticamente le forze di rotazione che, in un incidente obliquo, vengono trasmesse al cervello, spesso causando lesioni gravi.

Cosa succede con i traumi rotazionali?

Quando si verifica un incidente in bicicletta, (ma anche in scooter o moto) la testa non colpisce quasi mai il suolo in modo perfettamente perpendicolare; di solito, l’impatto è obliquo e coinvolge forze tangenziali. È qui che entrano in gioco i traumi rotazionali. Se il casco colpisce l’asfalto lateralmente, l’impatto genera una forza di rotazione che viene trasmessa al cranio.

Poiché il cervello è un organo relativamente morbido e galleggia all’interno della scatola cranica in un liquido protettivo, quando il cranio viene forzato a ruotare rapidamente, il cervello tende a rimanere fermo per inerzia per una frazione di secondo. Questo crea un enorme stress meccanico, che provoca un danno microscopico ma esteso noto come “danno assonale diffuso”.

Gli assoni sono le fibre di comunicazione dei neuroni; quando sono sottoposti a torsione o allungamento eccessivi, possono essere danneggiati o recisi. Poiché questo danno non è localizzato in un singolo punto, ma è diffuso in vaste aree del cervello, le conseguenze possono essere molto gravi.

Differenze dai caschi tradizionali

Se i caschi tradizionali sono eccellenti nell’assorbire gli impatti lineari – prevenendo fratture e contusioni da impatto diretto – sono meno efficaci nel gestire la componente rotazionale. È per questo motivo che sono state sviluppate nuove tecnologie, come l’RLS dell’Alpha Wave o il sistema MIPS di altri produttori, che inseriscono uno strato a basso attrito tra il casco e la testa. Questi sistemi permettono al casco di scivolare leggermente al momento dell’impatto, dissociando la rotazione del guscio esterno dalla rotazione della testa, e riducendo così la trasmissione dello stress rotazionale al cervello.

Casco bici smart: massima connettività

Torniamo al casco smart, che integra anche una tecnologia di connettività molto sofisticata: è dotato di altoparlanti integrati che permettono di ascoltare musica o le indicazioni del navigatore, mantenendo però la percezione dei suoni esterni. Questa caratteristica è fondamentale per la sicurezza in strada, dove l’isolamento acustico è pericoloso. Non mancano i microfoni per gestire le chiamate in vivavoce tramite connessione Bluetooth con lo smartphone.

L’attenzione è stata posta anche sulla visibilità: l’Alpha Wave è munito di luci a LED sia anteriori che posteriori che aumentano la visibilità del ciclista. La luce frontale più potente arriva a erogare circa 200 lumen, una luminosità significativa per vedere e, soprattutto, farsi vedere, in un ambiente urbano spesso poco illuminato. Visto che l’azienda americana, Also, che ha sviluppato il caso produce anche le bici elettriche, in caso in cui si compri una e-bike dello stesso brand, si può sincronizzare il casco con il sistema di illuminazione della bici stessa. Il casco da bici smart è atteso sul mercato con un prezzo di circa 250 dollari, con le prime consegne previste per la primavera del 2026.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.