Dalla gestione intelligente del carico alla semplicità plug & play: ecco come trasformare l'auto elettrica in una risorsa flessibile per l'impianto di casa

E’ il momento di passare ad un’auto elettrica. E con l’aumento delle wallbox nelle case, nei condomini e nelle aziende, il tema non è più solo come ricaricare un’auto elettrica, ma quando e con quale fonte. Infatti, in assenza di un sistema di gestione dinamica, ricaricare un’auto a batteria potrebbe mettere in crisi l’impianto. Con un sistema ben pensato, invece, può diventare un carico flessibile, integrato nella rete e capace di sfruttare l’energia solare alle tariffe più convenienti. Ne abbiamo parlato con John Maxa, Key Account Manager di go-e per l’Italia, azienda che ha puntato su soluzioni plug and play, interfacce aperte e dispositivi già pronti per la ricarica bidirezionale.
Con lei vorrei partire da un contesto generale. Quali sono i rischi e le inefficienze per un’abitazione o un’azienda che installa una wallbox senza un sistema di gestione dinamica dell’energia?
Se pensiamo all’auto elettrica dobbiamo chiarire subito che non si tratta di un prodotto qualunque che consuma energia elettrica. Senza un adeguato bilanciamento, infatti, il veicolo cerca di assorbire la maggiore quantità possibile di energia per ricaricarsi, ma l’infrastruttura a cui è collegata può non essere in grado di sostenere questa domanda. In Italia, con il limite di 3 kW per abitazione, l’utente si troverebbe davanti a una scelta: ricaricare l’auto o utilizzare gli altri apparecchi di casa. Lo stesso vale per un’azienda: se la flotta comprende più di un veicolo, non è possibile ricaricarli tutti nello stesso momento. Un bilanciamento dinamico del carico, se ben progettato, toglie all’utente il pensiero di gestire manualmente consumi e tempi di ricarica. Allo stesso tempo protegge l’intera infrastruttura dal pericolo di sovraccarichi.

Con le tecnologie come il vehicle-to-load, la ricarica non è più un semplice consumo fisso: l’auto può diventare un carico flessibile e persino alimentare altri dispositivi. Che cosa ne pensa?
Con la crescita dell’elettrico in Europa, se si vuole che questo sviluppo continui, il peso della ricarica dovrà essere integrato con il sistema elettrico nazionale. In questo senso è importante l’introduzione del controllore dell’infrastruttura di ricarica, previsto in Italia dal 1° gennaio 2027. Permetterà di interagire con i consumi domestici, gestire l’apporto delle rinnovabili e dialogare con l’operatore di rete, grazie a un protocollo dedicato per la comunicazione.
Riteniamo che questa integrazione nella rete pubblica sia fondamentale per rendere l’elettrico fruibile su larga scala in futuro. Quanto all’uso dell’auto in modo bidirezionale, è una strada in cui go-e crede: abbiamo già adattato i nostri ultimi hardware a questo scopo, pensiamo al go-e Charger Core per l’ambito domestico e al go-e Charger Pro per quello delle flotte e aziendale.
Guardando al futuro, però, restano sfide irrisolte. I prodotti pronti ci sono, ma tra normative, preparazione delle case automobilistiche e regolamentazioni il mercato non è ancora maturo per questa tecnologia. Con il nostro hardware, in ogni caso, l’utente non dovrà fare alcun adattamento: sarà sufficiente un aggiornamento per partire, una volta che tutti saranno pronti.
Il mercato non è ancora maturo, ma spesso abbiamo visto che la tecnologia anticipa i tempi, e ultimamente va ancora più veloce.
Esattamente. go-e ha sempre voluto posizionarsi come ambasciatore delle nuove tecnologie nell’elettrico, più che come semplice produttore di prodotti di consumo. Pensare la mobilità in modo nuovo è importante per noi.
Entriamo nel vivo dell’hardware. Come funzionano e come si integrano il go-e Controller e il go-e Charger Core per ottimizzare i flussi e rendere tutto più efficiente?
Il go-e Controller e il go-e Charger vanno sempre insieme, come una coppia, per sfruttare al massimo l’esperienza go-e. Entrambi sono utilizzabili in contesti monofase e trifase. Il controller nasce dall’esigenza di rendere più semplice l’integrazione con sistemi diversi.
La wallbox go-e ha già di per sé interfacce aperte, ma in origine, per l’energy management e il fotovoltaico, erano riservate a specialisti in grado di programmare. Il go-e Controller entra in gioco proprio qui: permette a tutti di fare bilanciamento dinamico e sfruttamento del surplus senza essere degli esperti. Grazie alle sonde amperometriche incluse, rileva i flussi energetici e, via Wi-Fi e tramite il nostro cloud, comunica i dati alla wallbox.
Il vantaggio è che il sistema, interamente gestito dal cloud, è perfettamente scalabile: con un solo controller posso gestire un numero illimitato di go-e Charger, finché si trovano nella stessa rete internet. Se non c’è il Wi-Fi, c’è anche la possibilità di una connessione LAN, ma per ora la comunicazione tra i due dispositivi resta passante per il cloud.

I nuovi dispositivi devono dialogare tra loro, con l’esterno e con il cloud. In che modo questi due dispositivi si integrano con il fotovoltaico?
Il controller rileva da solo i flussi energetici: non dialoga con l’inverter dell’impianto fotovoltaico e non ne ha bisogno. Riesce a capire autonomamente quale sia il surplus disponibile e ottimizza il mix energetico in funzione delle esigenze dell’utente. Possiamo immaginarlo come un semplice contatore energetico: misura le energie non solo del fotovoltaico, ma dell’intero edificio.
Una volta che la wallbox riceve questi dati, nell’app l’utente può creare da solo un mix energetico ottimizzato e automatico. In base alle proprie preferenze, affida al controller la gestione del comportamento di ricarica, nel rispetto degli orari, dei massimi di consumo e della provenienza dell’energia erogata. È anche possibile includere le tariffe energetiche flessibili, oppure combinare il surplus con il prelievo dalla rete, un po’ da entrambi i lati. La comunicazione, dal controller alla wallbox, avviene interamente via Wi-Fi. Stiamo pensando anche a una versione cablata, che sarà un lancio previsto per fine anno.
Sembra che la filosofia dominante sia facilitare al massimo il lavoro degli installatori, con soluzioni plug and play, e semplificare la configurazione per i consumatori. Come si traduce questo nei vostri prodotti?
Facilità di installazione e di configurazione sono aspetti che per noi contano molto già in fase di progettazione. Si vede nel go-e Charger Core, studiato per facilitare il più possibile il lavoro dell’installatore. Lo stesso vale per la configurazione dell’app: una semplice reset card guida l’installatore nella prima configurazione, e molti utenti la fanno anche da soli. Sul piano dell’hardware, il go-e Charger Core ha tre ingressi per il cavo di alimentazione, che aumentano la flessibilità di posa, ed è dotato di una livella integrata. Anche l’involucro è pensato per essere montato in un unico passaggio sul modulo di installazione: l’efficienza dell’installazione è stata una nostra priorità. Per la prima configurazione in app basta scansionare il QR code presente sulla reset card e in pochissimi passaggi il go-e Charger è pronto all’uso.
Abbiamo anche strutturato l’offerta in modo che l’app non sia obbligatoria. Consigliamo a tutti di sfruttarla al massimo, perché crediamo nella ricarica intelligente, ma ogni wallbox è perfettamente plug and play: una volta alimentata, è pronta a ricaricare un’auto. È un aspetto importante, perché non tutti i clienti go-e usano un controller o un’app intelligente, e molti apprezzano proprio la semplicità del plug and play.
Un ultimo argomento, sempre molto sentito dagli utenti: in che modo i vostri prodotti consentono di automatizzare la ricarica nei momenti in cui l’energia costa meno, grazie alle tariffe dinamiche?
Anche qui il controller svolge una duplice funzione: è molto più di un semplice misuratore di energia. Una volta configurati il bilanciamento dinamico e l’app go-e, è possibile ottenere un’ottimizzazione automatizzata dei consumi, dando priorità al risparmio. In pratica, nell’app abbiamo ormai integrato oltre 2.000 tariffe energetiche. L’utente stabilisce la soglia di prezzo che ritiene accettabile per la sua tariffa e indica anche la propria preferenza di energia. Faccio un esempio concreto: posso dire all’app che mi serve l’auto ogni giorno a una certa ora, e sarà il controller a ottimizzare il mix energetico in modo da garantirmi sia l’auto pronta sia la spesa più bassa possibile. Significa che, in presenza di sole, la ricarica avverrà esclusivamente con il fotovoltaico. In caso di prezzi favorevoli, combinerà il fotovoltaico con la tariffa energetica flessibile. Se nemmeno questo è possibile nell’arco di tempo indicato, il dispositivo preleverà l’energia dalla rete.











