Trasporto ferroviario a idrogeno, parte la sperimentazione italiana

Il Ministro Giovannini firma due nuovi decreti che fissano le modalità per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno nel trasporto ferroviario e la realizzazione di 40 stazioni di rifornimento

Treni a idrogeno: in Italia, la sperimentazione in 11 regioni
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Trasporto ferroviario a idrogeno, dal PNRR 330 milioni di euro

(Rinnovabili.it) – Il trasporto ferroviario a idrogeno è sui blocchi di partenza. Il Ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Enrico Giovannini ha firmato stamane un decreto che sostiene economicamente la sperimentazione italiana. Nel dettaglio, il provvedimento dà attuazione a quanto riportato nel Piano nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) assegnando al progetto un totale di 300 milioni di euro.

Perché portare il vettore sui binari? Perché nel Belpaese circa un decimo delle reti ferroviarie è servito dai treni diesel. E alcuni di questi hanno un’età media elevata che li porterà alla sicura sostituzione nei prossimi anni. In questo contesto l’idrogeno si propone come un ottimo strumento di decarbonizzazione ed upgrade tecnologico lì dove non è possibile procedere con l’elettrificazione dei treni. Il PNRR ha previsto quindi il passaggio all’H2 delle linee ferroviarie non elettrificate in regioni caratterizzate da elevato traffico in termini di passeggeri e alta quota di propulsione diesel. Ossia Lombardia, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Calabria, Umbria e Basilicata.

I progetti di fattibilità più avanzati in Valcamonica e Salento – si legge nel Piano –  prevedono la sperimentazione in modo integrato di produzione, distribuzione e acquisito di treni ad idrogeno. In termini di infrastrutture, sarà data priorità per le strutture di rifornimento alle aree con possibilità di sinergie con le stazioni di rifornimento per camion a lungo raggio, per aumentare utilizzo e domanda di idrogeno e per ridurne i costi di produzione”.

Il decreto del MIMS

Il decreto ministeriale destina 300 milioni di euro alla sperimentazione del trasporto ferroviario a idrogeno. L’investimento interessa tutta la filiera: dalla produzione  – rigorosamente verde – al trasporto; dallo stoccaggio alla realizzazione di 10 stazioni di rifornimento su 6 linee ferroviarie. Passando ovviamente per l’acquisto dei nuovi treni a fuel cell. Le dieci stazioni dovranno essere ultimate entro il 30 giugno 2026 e l’assegnazione delle risorse per la loro realizzazione dovrà avvenire entro il 31 marzo 2023. “La localizzazione degli investimenti – spiega il Ministero – tiene conto, in via prioritaria, delle aree e delle esigenze già individuate nel Pnrr e in altri provvedimenti per l’implementazione dell’idrogeno, tra cui la Valcamonica e il Salento, la ferrovia Circumetnea e quella Adriatico Sangritana, le linee ferroviarie regionali Cosenza-Catanzaro, il collegamento ferroviario tra la città di Alghero e l’aeroporto, la tratta Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona”.


Mobilità stradale a idrogeno

Contestualmente il ministro Giovannini ha firmato un secondo decreto finalizzato alla sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale. Il provvedimento stabilisce le modalità per assegnare altri 230 milioni di euro di investimenti PNRR nella realizzazione di almeno 40 stazioni di rifornimento per veicoli leggeri e pesanti entro il 30 giugno 2026. Prevedendo la notifica dell’aggiudicazione degli appalti entro il 31 marzo 2023. “Per la localizzazione delle stazioni di rifornimento si considerano come prioritarie le aree strategiche per i trasporti stradali pesanti, come le zone vicine a terminal interni, le rotte più interessate al passaggio di mezzi per il trasporto delle merci a lungo raggio e i collegamenti ai sistemi di trasporto pubblico locale con mezzi alimentati a idrogeno”.

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