• Articolo Roma, 18 maggio 2015
  • Differenziata: da raccolta umido un risparmio di 8 mln di ton di CO2

  • L’Italia è tra le nazioni europee più virtuose nella raccolta della frazione organica ma mancano impianti di compostaggio

raccolta umido

 

(Rinnovabili.it) – L’Italia della differenziata può vantare un primato in Europa. Siamo tra i primi stati membri che appaiono sotto la voce raccolta umido. E questo nonostante se riguarda per il momento, la buona gestione della frazione organica dei rifiuti urbani riguardi poco più della metà dei comuni italiani. Si tratta comunque di un valore che nell’ultimo decennio è cresciuto con una media annuale del 10%, sintomo di un’attenzione sempre più puntuale al tema.

 

Gli ultimi dati aggiornati sul tema provengono dall’analisi della SDA Bocconi e rilanciati da Materia Rinnovabile. Si scopre così che estendendo la raccolta umido a tutte le realtà italiane, si otterrebbe un risparmio in atmosfera di quasi 8 milioni di tonnellate di CO2. Ma non solo: se la raccolta dell’umido fosse diffusa su tutto il territorio nazionale, secondo il Consorzio italiano compostatori (CIC), si potrebbero ottenere circa 8-9 milioni di tonnellate di scarti da convertire in compost o in biogas. In quest’ultimo caso si potrebbero ottenere 450 milioni di metri cubi di biocarburante di seconda generazione che potrebbe essere utilizzato, ad esempio, per alimentare la flotta dei mezzi dedicati alla raccolta dei rifiuti.

 

Ovviamente per ottenere questo risultato non si dovrebbe solo aumentare la percentuale di raccolta (in media, per ogni italiano vengono raccolti 86 chili di rifiuti organici l’anno) ma anche aumentare il numero di impianti di compostaggio e digestione anaerobica. Sono rispettivamente 240 e 43 su tutto il territorio nazionale ma ne servirebbero altri 75. Esistono anche importanti differenze di intercettazione: maggiore nelle regioni del Nord con 108 kg procapite, contro i 77 kg di media del Centro e i 62 kg del Sud. Fra le regioni più virtuose perla raccolta umido, è la Lombardia a piazzarsi al vertice della classifica con oltre un milione di tonnellate annue. Seguono VenetoEmilia-Romagna e Campania con circa 600mila tonnellate ciascuna.

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