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Emissioni auto e furgoni, Commissione Ue lancia consultazione pubblica

Il settore automobilistico europeo vale 1.000 miliardi di Pil ed impiega circa 13 milioni di lavoratori direttamente e indirettamente

Emissioni auto e furgoni, Commissione Ue lancia consultazione pubblica
Immagine creata con IA

Emissioni di CO2 per auto e furgoni da rivedere. La Commissione europea, in linea con quanto già anticipato dal Piano d’Azione per il settore automobilistico, ha avviato una consultazione pubblica con l’obiettivo di revisionare i regolamenti Ue sulle emissioni inquinanti. Parallelamente intende rivedere anche la direttiva sull’etichettatura delle autovetture. Il passo è chiaro. Raccogliere le opinioni dei cittadini europei e delle parti interessate, l’industria, sulla portata delle scelte che avranno un impatto diffuso. Sull’economica per certo, e sul processo di transizione della mobilità elettrica.

Automotive impiega 13 milioni di lavoratori

D’altronde il settore automobilistico europeo vale 1.000 miliardi di Pil ed impiega circa 13 milioni di lavoratori direttamente e indirettamente, 3 milioni dei quali legati al settore manifatturiero. Un comparto che gioca un ruolo cruciale, non solo per la competitività industriale dell’Unione, ma anche per la decarbonizzazione.

Le norme attuali sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni, in vigore dal 2023, sono strumenti concreti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione dei gas serra dell’UE. Ovvero ridurre di almeno il 55% le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e la neutralità climatica entro il 2050.

I motivi della revisione normativa

La necessità di revisione nasce dal forte impatto che la normativa ha sull’industria automobilistica, che si trova a dover affrontare l’aumento dei costi legati alla transizione ecologica sia la concorrenza internazionale, messa con le spalle al muro dal gigante cinese. Questi fattori hanno generato polemiche e richieste di maggiore flessibilità da parte dei produttori e dei governi (come il nostro) che chiedono più tempo o aggiustamenti ai regolamenti per potersi adeguare senza rischiare gravi crisi industriali

Un riesame che si baserà su dati solidi, tenendo conto degli ultimi sviluppi tecnologici e, aspetto fondamentale, della necessità di una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa verso una mobilità a zero emissioni.

Gli aspetti critici delle norme UE sulle emissioni

  • Le sanzioni previste sono molto alte: 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso per ogni auto venduta, una cifra che rischia di arrivare a oltre 15 miliardi di euro complessivi per il settore.
  • Proprio per la difficoltà di raggiungere i target annuali, è stata introdotta una maggiore flessibilità, permettendo di calcolare la media delle emissioni su base triennale (2025-2027) invece che annuale, per evitare il rischio di sanzioni immediate e dare più tempo alle aziende di adeguarsi.
  • Il sistema di condivisione delle emissioni tra costruttori, ad esempio tramite l’acquisto di crediti da aziende più virtuose come Tesla, permette alle case che non raggiungono gli obiettivi di compensare comprando “crediti” da chi li supera.

Effetti (sperati) della revisione

Revisionare le norme significa spingere l’industria automobilistica europea a investire in tecnologie pulite e innovative. Questo non solo aiuta a rispettare gli obiettivi ambientali, ma rafforza anche la competitività globale del settore europeo. In un contesto in cui altri paesi (come la Cina) stanno investendo massicciamente nell’elettrico, l’UE vuole assicurare che le sue aziende rimangano all’avanguardia. Ed infatti ha anche approvato sei progetti per la produzione di batterie per EV.

Parere anche sull’etichettatura delle auto

Ora la Commissione chiede di fornire il proprio parere, oltre che sulle norme legate alle emissioni, anche sulla direttiva “sull’etichettatura” delle auto. La Direttiva ha lo scopo principale di informare i consumatori riguardo al consumo di carburante e alle emissioni di CO2 dei veicoli nuovi. Cosa mostra l’etichetta? Il consumo di carburante del veicolo espresso in litri per 100 km. Le emissioni di CO2 del veicolo espresse in grammi per chilometro. Obiettivo della revisione è migliorare la chiarezza e l’impatto visivo di queste informazioni, magari introducendo una classificazione energetica più intuitiva, simile a quella degli elettrodomestici.

Per quanto riguarda la consultazione pubblica, infine, le parti interessate, tra cui l’industria, le piccole e medie imprese, le organizzazioni imprenditoriali e la società civile, sono invitate a presentare le loro osservazioni fino al 29 settembre 2025.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.