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Dazi, iniziato il countdown. Primi effetti negativi per il gruppo Stellantis

Il 1° agosto scatteranno i dazi della seconda era Trump, se Ue e Washington non troveranno la quadra: conto alla rovescia appena iniziato

Dazi, iniziato il countdown. Primi effetti negativi per il gruppo Stellantis
Immagine creata con IA

Mancano 10 giorni alla data che tutti i paesi europei hanno appuntato sul calendario: il 1° agosto, il giorno dei dazi di Donald Trump. Giorni frenetici in cui si cerca un’intesa al ribasso. Per il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, “con gli Usa occorre trattare a oltranza, puntando ad una soluzione equa e condivisibile“.

Ma Urso, in un’intervista a La Stampa, sottolinea anche che è necessario “liberare l’industria europea dai dazi interni, cioè dall’iper-burocrazia e dalle follie del Green Deal che ne soffocano la competitività. Le tre grandi nazioni europee, fondatrici della nostra Unione, devono agire insieme, con piena comunità di intenti e comune visione strategica“. Secondo alcune analisi, i dazi potrebbero far saltare anche decine di migliaia di posti di lavoro.

Rivedere norme europee automotive

Il ministro Urso cita anche il non paper presentato nei mesi scorsi alla Commissione, e condiviso con diversi paesi su diversi settori industriali: con la Francia sulla chimica e sulla siderurgia, con la Germania sullo spazio, con l’Olanda sui chip e sulla semplificazione, con la Polonia sul CBAM, con la Repubblica Ceca sull’automotive. E proprio a proposito del capitolo auto, evidenzia che senza la revisione delle norme al 2035, si “soffocherà la prima industria d’Europa. La disposizione sulle flotte aziendali pregiudica gli investimenti. La revisione del regolamento sulla CO2 deve affermare il principio della piena neutralità tecnologica. E infine, è quanto mai necessaria una politica europea sulle gigafactory per raggiungere la nostra autonomia strategica nella mobilità elettrica“.

Aprire a nuovi mercati

Oltre gli Stati Uniti, però, Urso sottolinea anche l’importanza di aprire a nuovi mercati con accordi di libero scambio. Ed il riferimento va ai Paesi del Golfo, l’India, la Malesia, le Filippine e l’Australia. Ma senza tralasciare i paesi del Mercosur, cioè Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
Nel frattempo le misure sul tavolo restano quelle note: l’Ue ha già approvato potenziali dazi per 21 miliardi pronti a scattare il 6 agosto in risposta alle tariffe sui metalli, e un’ulteriore lista con altri 72 miliardi di prodotti per rispondere ai dazi reciproci e a quelli sulle auto.

Effetti dei dazi: il caso Stellantis

Intanto il grande gruppo internazionale dell’auto, Stellantis, diffonde i dati sulla produzione dell’ultimo trimestre che si è chiuso il 30 giugno. E la situazione in Nord America è negativa. Infatti, le spedizioni del secondo trimestre sono diminuite di circa 109.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2024, con un calo del 25% su base annua. Motivo? Secondo Stellantis, “la riduzione della produzione e delle spedizioni di veicoli importati, maggiormente colpiti dai dazi, e il calo delle vendite al canale flotte“. Le vendite totali sono diminuite del 10% su base annua.

Calo anche in Europa

Anche in “casa”, la situazione non è così buona. Le consegne nell’Europa allargata del secondo trimestre sono diminuite di circa 50.000 unità, pari al 6% in meno su base annua, dovuto principalmente a fattori di transizione di prodotto.

Le auto del segmento B con piattaforma “Smart Car” continuano ad aumentare il loro ritmo di produzione fino a raggiungere la piena operatività, e i confronti con l’anno precedente risentono della pausa della Fiat 500 ICE in attesa dell’arrivo del suo successore mild-hybrid.
Invece le consegne delle quattro Smart Car – Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda – sono aumentate del 45% su base sequenziale nel secondo trimestre del 2025, ovvero di 25.000 unità, rispetto al primo trimestre del 2025.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.