I dazi al 15% sulle auto europee importate in America hanno valore retroattivo a partire dal 1° agosto 2025

Dazi auto al 15% con effetto retroattivo al 1° agosto. Sulla base dell’accordo commerciale tra America ed Europa stretto in Scozia a fine luglio e formalizzato il 21 agosto scorso, la Commissione UE ha azzerato i dazi sui beni industriali statunitensi importati, in cambio della riduzione delle tasse americane sull’import di auto e componentistica. Erano al 27,5%, sono al 15% con effetto retroattivo dal 1° agosto. Secondo l’intesa le case automobilistiche europee avrebbero risparmiato 500 milioni di euro solo nel mese di agosto.
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Per ottenere questo risultato la Commissione ha proposto due atti legislativi che dovranno essere formalizzati: uno elimina i dazi sui prodotti industriali con accesso preferenziale ai prodotti ittici e ad alcuni prodotti agricoli statunitensi “non sensibili”. L’altro prolunga l’esenzione tariffaria sulle aragoste. Era quello che chiedeva Trump. Soddisfatto il Commissario per il commercio Maros Sefkovic, per il quale la riduzione del dazio del 15% sulle auto made in Europe rappresenta “un sollievo e una spinta per la nostra industria”.
Effetti delle politiche Ue
Bisognerà vedere nel tempo quali sarà la reale portata economica di queste decisioni, ma si stima che gli Stati Uniti risparmieranno circa 5 miliardi di euro di dazi. Mentre per il bilancio UE si stima una perdita di 3,6 miliardi. In sostanza l’azzeramento dei dazi ai prodotti industriali americani, vale per molte categorie, dalla meccanica alla chimica fino alla plastica, e si estende a prodotti agricoli di scarso impatto, come semi, frutta e succhi.
Per prodotti della terra come pomodori e arance, si elimina la componente del dazio calcolata sulla base del valore del bene, mantenendo quella specifica legata al peso o al volume. Per i crostacei, il regolamento ‘lobster’ (‘aragosta’) rinnova la misura già adottata nel 2020 e scaduta il 31 luglio scorso.
Le proposte formalizzate da Bruxelles includono comunque una clausola di sospensione: le misure potranno essere revocate se gli Usa non rispettano la dichiarazione congiunta, se emergono rischi imminenti di inadempienza, e se le importazioni minacciano di danneggiare l’industria europea o se cambiano le circostanze rispetto al quadro di agosto.
Mercato auto e agricoltura
Se tra le case dell’automotive c’è un velato sollievo, anche grazie ai dati positivi sulle immatricolazioni in Europa occidentale che a luglio hanno segnato un incremento del 5,9%, sul fronte agricolo c’è una critica evidente sull’accordo commerciale, che viene definito “un grande sacrificio dell’agroalimentare” secondo una nota Cia-Agricoltori italiani. Infatti, secondo l’organizzazione l’export del Made in Italy agroalimentare verso gli Usa (7,8 miliardi di euro nel 2024) rischia grosse perdite in settori chiave come il vitivinicolo e si corre il pericolo anche di un grave danno all’intero indotto agroindustriale.












