Le TEA fanno discutere, ma le sperimentazioni proseguono. In Lombardia, dopo il primo raccolto di riso TEA, partiranno le prime coltivazioni di vite e mais frutto della sinergia tra la ricerca universitaria e le istituzioni

Lombardia, laboratorio di innovazione agricola
TEA o non TEA? Se da più parti si continua a discutere se le Tecniche di Evoluzione Assistita siano sicure o meno, le sperimentazioni vanno avanti. Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e alle Foreste della Regione Lombardia, ha annunciato di aver ottenuto il primo raccolto di riso ottenuto con le TEA.
Forte di questo risultato e del valore scientifico dell’esperimento, la Regione Lombardia ha deciso di «avviare nei prossimi mesi le sperimentazioni TEA anche sulla vite e sul mais». Un percorso scientifico che fa della Lombardia una «pioniera delle nuove tecnologie della coltivazione, ma anche un vero proprio laboratorio dell’innovazione agricola in Italia ed Europa».
«In Oltrepò pavese in collaborazione con ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Regione Lombardia) testeremo le TEA sulla vite perché crediamo possa essere un’occasione per dare nuove prospettive a un territorio fortemente vocato ma in sofferenza.
Sul mais, coltura principe della Pianura Padana e base dell’alimentazione del nostro patrimonio zootecnico, stiamo lavorando per avviare la sperimentazione tra le province di Brescia e Cremona».
I precedenti esperimenti di coltivazioni TEA
Nel 2024 era partita la prima coltivazione di RIS8imo dei ricercatori dell’Università Statale di Milano, con l’approvazione con l’approvazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Questa varietà di riso era resistente al brusone (una patologia che può distruggere i raccolti) senza necessità di pesticidi.
Già allora gli scienziati avevano tenuto a precisare che queste tecniche di miglioramento genetico delle piante si differenziano dagli OGM classici perché modificano il genoma della pianta senza inserire un DNA estraneo.
In pratica, hanno spiegato che si ricreano in laboratorio le mutazioni che avvengono spontaneamente in natura, con la differenza che si compiono in tempi brevi anziché in decenni.
Un esperimento analogo a quello del riso è stato fatto sulle viti di Chardonnay. Tuttavia, in entrambi i casi i campi sperimentali sono stati vandalizzati e i raccolti distrutti.
Innovazione genetica sostenibile
Al momento si stanno perfezionando i protocolli e gli iter autorizzativi per avviare le sperimentazioni.
«Il raggiungimento di questi risultati è merito della straordinaria sinergia tra istituzioni e mondo accademico. Le nostre università stanno dimostrando di essere all’avanguardia, e la Lombardia continuerà a garantire loro tutte le condizioni per rendere il nostro Paese protagonista nel campo dell’innovazione genetica sostenibile».












