L’Italia ha una possibilità concreta di ridurre la propria dipendenza attuando strategie circolari.

Opportunità per il riciclaggio del fosforo
ENEA ha realizzato un questionario rivolto a tutti i membri della Piattaforma Nazionale del Fosforo con l’obiettivo di identificare opportunità per il riciclaggio del fosforo. I risultati dimostrano che l’Italia ha una possibilità concreta di ridurre la propria dipendenza attuando strategie circolari, nonostante l’attuale mercato italiano del fosforo resti ancora fragile e dipendente dall’approvvigionamento esterno. ENEA ha messo a punto un Database Nazionale del Fosforo per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di fosforo recuperato.
Fosforo materia prima critica
Il fosforo è una risorsa non rinnovabile e insostituibile. Per l’Unione Europea, è una materia prima critica per via dell’elevata dipendenza dalle importazioni da Paesi extra‑UE (84% per la roccia fosfatica e 100% per il fosforo elementare). Inoltre, nell’UE il tasso di riciclo dai prodotti a fine vita è davvero troppo basso (17% per la roccia fosfatica e addirittura nullo per il fosforo elementare).
Malgrado questi dati, il fosforo è utilizzato in molti settori: la maggior parte del fosforo elementare è destinata all’industria chimica per la produzione di fertilizzanti. Una quota crescente di tale risorsa trova anche impiego in altri settori strategici, come quello delle batterie di nuova generazione (litio‑ferro‑fosfato e litio‑manganese‑ferro‑fosfato). Ecco perché è il fosforo è fondamentale per la transizione energetica.
“Il nostro Paese presenta un tasso di riciclo a fine vita del fosforo molto basso, una criticità rilevante per una risorsa inserita tra le materie prime critiche dell’Unione Europea.”, spiega Daniela Claps, responsabile del Supporto Tecnico Strategico del Dipartimento Sostenibilità. “La Piattaforma – aggiunge – mira a chiudere il ciclo del fosforo, con l’obiettivo a lungo termine di limitare la dipendenza del nostro Paese dalla sua importazione, in linea con le priorità europee sulle materie prime critiche e con i principi dell’economia circolare”.
Database Nazionale per facilitare il riciclaggio del fosforo
A tale proposito, ENEA ha messo a punto un Database Nazionale del Fosforo per facilitare appunto l’incontro tra domanda e offerta di fosforo recuperato. Non solo, anche questionari, buone pratiche e tecnologie per favorire modelli sempre più efficaci di economia circolare e ridurre la dipendenza dell’Italia dalle importazioni. Tutto questo si deve alla Piattaforma Nazionale del Fosforo, gestita da ENEA in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Nata nel 2019 su iniziativa del MASE, la Piattaforma Nazionale del Fosforo è uno strumento che serve a facilitare l’autosufficienza del ciclo del fosforo a livello nazionale e il coordinamento con le politiche europee attraverso lo sviluppo di modelli di economia circolare. Gestita da ENEA in collaborazione con la Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE, la Piattaforma è aperta a tutti i soggetti che operano nel ciclo del fosforo. Ad oggi, coinvolge oltre 70 organizzazioni aderenti tra enti di ricerca, istituzioni pubbliche e private, aziende e realtà del terzo settore.
Le attività della Piattaforma sono state presentate al MASE in un workshop organizzato in collaborazione con ENEA. L’incontro ha riguardato il mercato secondario del fosforo e la presentazione della banca dati che raccoglie informazioni su impianti di trattamento, utilizzatori e produttori di scarti e rifiuti contenenti fosforo. Lo scopo è agevolare l’analisi puntuale dei fabbisogni in termini di qualità e quantità del prodotto.
“La Piattaforma Nazionale del Fosforo si conferma un punto di riferimento per la condivisione di conoscenze, buone pratiche e soluzioni tecnologiche a supporto delle politiche di economia circolare”, sottolinea la referente scientifica della Piattaforma, Roberta De Carolis, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA. “Il Database Nazionale del Fosforo – aggiunge – è uno strumento importante per una gestione più efficiente, trasparente e circolare, consentendo di individuare con maggiore precisione fabbisogni, flussi e potenzialità di recupero, grazie all’integrazione di dati su utilizzatori, produttori di scarti e impianti di trattamento”.












