Rinnovabili • DM Geotermia a bassa entalpia: semplificazioni e obblighi Rinnovabili • DM Geotermia a bassa entalpia: semplificazioni e obblighi

DM Geotermia a bassa entalpia: semplificazioni e obblighi

Il decreto del MASE definisce nuove procedure semplificate per l'installazione delle sonde geotermiche, distinguendo tra Attività Libera e PAS.

DM Geotermia a bassa entalpia: semplificazioni e obblighi
Via depositphotos

Pubblicato il nuovo DM sugli impianti geotermici a bassa entalpia

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha adottato ieri il nuovo decreto sulla geotermia a bassa entalpia, l’atto che disciplina una serie di semplificazioni per i piccoli impianti geotermici.

L’intervento, reso necessario per integrare le novità del Testo Unico delle rinnovabili, fa tuttavia chiarezza anche in materia di norme UNI ai fini della realizzazione delle sonde geotermiche e della certificazione di qualità delle imprese. E fornisce le prescrizioni tecniche per la perforazione del suolo e le informazioni necessarie ai fini del controllo e della verifica degli obiettivi di risparmio energetico.

“Con questo decreto rendiamo più semplice e veloce l’installazione degli impianti geotermici a servizio di edifici e imprese”, ha commentato il numero uno del MASE, Gilberto Pichetto, in una breve nota stampa. “Interveniamo per garantire regole chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, riducendo gli oneri amministrativi e favorendo la diffusione di una tecnologia pulita, efficiente e ancora sottoutilizzata”.

Cos’è la geotermia a bassa entalpia?

Si tratta della tecnologia che permette di utilizzare il calore del terreno ai fini della climatizzazione. A differenza dei grandi impianti geotermoelettrici, questi sistemi sfruttano il sottosuolo poco profondo come serbatoio di calore e possono essere suddivisi in: impianti a circuito chiuso con sonde verticali o orizzontali e impianti a circuito aperto con geoscambio con acqua di falda.

Sonde geotermiche: attività libera o PAS?

L’Articolo 3 del Decreto Geotermia a bassa entalpia struttura alcune semplificazioni per impianti geotermici di dimensioni industriali o per grandi condomini rispetto al precedente decreto Sonde Geotermiche del 2022, confermando allo stesso tempo le indicazioni per i sistemi domestic più piccoli e introducendo la Piattaforma SUER (Sistema Unico per le Energie Rinnovabili).

Nel dettaglio, il DM riporta la distinzione tra Attività Libera e Procedura Abilitativa Semplificata.

Attività Libera

Si tratta dell’opzione più semplice in quanto non richiede permessi, autorizzazioni o atti amministrativi di assenso da parte della pubblica amministrazione. Tuttavia, i soggetti devono comunicare il progetto inviando un modello semplificato alla piattaforma SUER entro 5 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto. L’installazione di sonde geotermiche nel sottosuolo, a servizio di edifici già esistenti, è consentita in regime di attività libera solo per gli impianti che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Una profondità massima di 80 metri per le sonde verticali o 2 metri per le sonde orizzontali.
  • Una potenza termica inferiore a 50 kW.

PAS

L’installazione di sonde geotermiche nel sottosuolo, a servizio di edifici già esistenti, è consentita in regime di Procedura Abilitativa Semplificata solo se si soddisfano i seguenti requisiti:

  • Una profondità massima di 250 metri per le sonde verticali o 3 metri per le sonde orizzontali.
  • Una potenza termica inferiore a 500 kW.

In questo caso i proponenti devono darne comunicazione tramite piattaforma SUER con il modello unico PAS.

Per gli impianti in edifici di nuova costruzione serve invece un titolo edilizio che copra l’intero progetto edilizio.

Sonde geotermiche a circuito chiuso: come installarle

Il DM Geotermia a bassa entalpia riporta una serie di obblighi per le attività di installazione: dalle distanze di sicurezza dai confini all’analisi del terreno, fino alle prescrizioni per materiali e fluidi termovettori. Il testo prevede che, onde evitare che il geoscambio influenzi le proprietà vicine:

  • Le sonde verticali si trovino ad almeno 4 metri dal confine.
  • Le sonde orizzontali siano distanti dal confine per una lunghezza pari alla profondità dello scavo.

Tuttavia, per gli impianti geotermici a bassa entalpia con potenza compresa tra 50 kW e 500 kW, è obbligatorio un Thermal Response Test o un’indagine geologica dettagliata per misurare esattamente come il terreno scambia calore. Per i sistemi più piccoli, invece, possono essere impiegati dati già esistenti in letteratura o stratigrafie di siti vicini.

Decreto Geotermia bassa entalpia: verifica e collaudo

Il DM stabilisce l’obbligo per le Regioni e le Province Autonome di istituire un sistema digitale finalizzato al censimento e al controllo di tali impianti, ma le informazioni che dovranno essere caricate, una volta attivati i registri digitali, cambiano a seconda del regime.

Per gli impianti in attività libera serviranno:

  • Dati del proprietario, del progettista e della ditta esecutrice.
  • Ubicazione e coordinate geografiche.
  • Potenza dell’impianto.
  • Date di inizio/fine lavori ed esito del collaudo.

Per quelli più complessi in regime PAS, la documentazione deve includere:

  • Titolo di possesso del terreno e dati catastali.
  • Progetto tecnico firmato da un tecnico abilitato, contenente il modello del sottosuolo (geologico/idrogeologico) e l’impatto termico previsto.
  • Relazione post-lavori.
  • I risultati del test di risposta termica o indagini geologiche equivalenti.
  • Monitoraggio delle temperature del fluido a ogni stagione.
Rinnovabili •

About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.