Dall’ultimo rapporto IEA: capitali in aumento, nuove tecnologie e domanda industriale spingono la geotermia, ma senza politiche mirate la scala resta limitata.

Energia geotermica: investimenti in aumento e nuove tecnologie al centro della transizione
Gli investimenti nelle tecnologie di nuova generazione relative all’energia geotermica stanno crescendo rapidamente e potrebbero trasformare il ruolo di questa fonte nel sistema energetico globale.
Secondo l’ultimo rapporto IEA, nel 2025 i finanziamenti per la geotermia avanzata raggiungono quasi 2,2 miliardi di dollari, con un aumento dell’80% su base annua e oltre il 280% rispetto al 2018.
La crescita è trainata dall’innovazione tecnologica, dall’ingresso di nuovi attori finanziari e da una domanda sempre più forte di energia elettrica continua e programmabile, in particolare da parte dei data center e dell’industria.
L’IEA sottolinea però che, nonostante il forte slancio, la geotermia resta in una fase iniziale di sviluppo su larga scala. I costi elevati, i rischi esplorativi e le incertezze regolatorie rendono ancora indispensabile un sostegno pubblico mirato per superare il passaggio dai progetti pilota alla diffusione commerciale.
Sulla situazione in Italia, puoi leggere: Italian Geothermal Forum, sfide e prospettive per la geotermia italiana
Il contributo dell’energia geotermica al fabbisogno energetico globale
L’energia geotermica fornisce elettricità e calore sfruttando il calore naturale del sottosuolo. È una fonte rinnovabile continua, non intermittente, e può contribuire anche allo stoccaggio termico.
Nonostante queste caratteristiche, oggi copre circa l’1% della domanda elettrica globale. Il limite principale è geografico: le risorse geotermiche convenzionali facilmente accessibili sono concentrate in poche aree con specifiche condizioni geologiche.
Le tecnologie di nuova generazione mirano proprio a superare questo vincolo. I sistemi geotermici avanzati permettono di raggiungere profondità maggiori e di sfruttare rocce a bassa permeabilità, ampliando in modo significativo le aree potenzialmente sfruttabili.
Secondo l’IEA, se i progressi tecnologici e la riduzione dei costi proseguiranno, la geotermia potrebbe arrivare a coprire fino al 15% della crescita della domanda elettrica globale entro il 2050.
Quali nuove tecnologie possono trainare gli investimenti
Il rapporto distingue tre principali famiglie tecnologiche. La geotermia convenzionale resta dominante dove le risorse sono facilmente accessibili. I sistemi geotermici avanzati (EGS) utilizzano rocce fratturate artificialmente per migliorare la circolazione dei fluidi e aumentare la resa.
I sistemi a circuito chiuso separano il fluido geotermico dal sottosuolo, riducendo i rischi ambientali e ampliando le possibilità di localizzazione.
Queste soluzioni sono ancora in fase di sviluppo, ma stanno beneficiando di un rapido trasferimento tecnologico dal settore oil&gas. Tecniche di perforazione, modellazione del sottosuolo e gestione dei pozzi consentono oggi velocità di perforazione molto più elevate rispetto al passato.
L’IEA evidenzia che in alcuni progetti recenti si sono raggiunte velocità superiori ai 30 metri all’ora, contro valori inferiori ai 10 metri orari tipici dei primi anni 2000.

Costi e finanziamento dei progetti di energia geotermica
La geotermia è storicamente una delle tecnologie rinnovabili più capital intensive. I costi di perforazione e i rischi legati alla fase esplorativa pesano in modo significativo sulla bancabilità dei progetti.
Secondo l’IEA, gli investimenti complessivi nella geotermia convenzionale e avanzata potrebbero superare i 15 miliardi di dollari nel 2025, includendo anche i progetti per il teleriscaldamento, che da soli hanno attratto oltre 11,5 miliardi di dollari.
Nel mix finanziario si osserva un cambiamento rilevante. La quota di equity è scesa dal 70% nel 2018 a poco più del 50% nel 2023-2025, mentre cresce l’uso del debito e del project finance, grazie a contratti di vendita dell’energia di lungo periodo. Il finanziamento basato sul debito rappresenta oggi circa il 30% del totale, segno di una progressiva riduzione del rischio percepito.

Perché la domanda dei data center sta diventando centrale per l’energia geotermica
Un elemento chiave della crescita recente è la domanda di energia elettrica continua e affidabile da parte dei data center. L’IEA stima che il consumo globale di elettricità di questi impianti possa più che triplicare entro il 2030. La geotermia, grazie alla sua capacità di fornire energia di base, è particolarmente attrattiva per questo segmento.
Sempre più progetti geotermici siglano power purchase agreement di lungo periodo con grandi utenti industriali. In alcuni casi, i prezzi contrattuali raggiungono circa 130 dollari per megawattora, valori superiori a quelli di solare ed eolico, ma giustificati dalla continuità della fornitura. L’IEA segnala che, nonostante i costi iniziali elevati, i clienti sono disposti a pagare un premio per la stabilità dell’energia.
Il ruolo chiave del litio
Un ulteriore fattore di interesse è il potenziale della geotermia come fonte di litio. Alcuni progetti prevedono l’estrazione di questo metallo critico dalle salamoie geotermiche, creando una fonte di ricavi aggiuntiva. Secondo l’IEA, entro il 2035 i progetti in Europa e negli Stati Uniti potrebbero coprire circa il 5% della domanda globale di litio, con un impatto rilevante sulle filiere strategiche.
Questo approccio richiede meno acqua e superficie rispetto all’estrazione tradizionale e potrebbe migliorare la sostenibilità economica dei progetti geotermici, rafforzandone l’attrattività per gli investitori.
Quali politiche servono per portare l’energia geotermica su larga scala
Nonostante i progressi, l’IEA avverte che il mercato da solo non è sufficiente a garantire la diffusione su larga scala dell’energia geotermica. I rischi esplorativi, i tempi lunghi e i costi iniziali restano ostacoli significativi. Le politiche pubbliche sono quindi decisive per superare la cosiddetta “valle della morte” tecnologica.
Tra gli strumenti indicati figurano garanzie sui rischi di perforazione, incentivi mirati, procedure autorizzative semplificate e meccanismi di mercato che valorizzino l’energia continua. Il rapporto evidenzia anche l’importanza di roadmap nazionali e di programmi di ricerca e dimostrazione per accelerare l’apprendimento industriale e ridurre i costi nel tempo.













