10 GW di eolico offshore e nuove aste solari per ridurre le importazioni fossili e rafforzare la produzione elettrica carbon free.

Rilancio di eolico e fotovoltaico in Francia con nuovi bandi sulle rinnovabili
Riaprono i bandi sulle rinnovabili in Francia. Il 2 aprile Parigi ha annunciato l’avvio di diverse gare d’appalto per eolico e fotovoltaico, nel quadro della strategia energetica nazionale che punta ad aumentare la produzione elettrica e a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
L’annuncio definisce un pacchetto articolato che include nuove aste per l’eolico offshore, procedure per il fotovoltaico e interventi sull’eolico terrestre. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza energetica in un contesto di tensione sui prezzi delle materie prime, aggravato dalle dinamiche geopolitiche internazionali.
Queste misure si inseriscono nella programmazione energetica della Francia, che attraverso la PPE 3 – il Programma pluriennale per l’energia – delinea una traiettoria fino al 2035, combinando sviluppo delle rinnovabili e rilancio del nucleare.
Eolico offshore, quale sarà il contingente 2026?
La componente più rilevante dei nuovi bandi sulle rinnovabili in Francia riguarda l’eolico offshore, che entra in una fase di espansione su larga scala. Il governo ha deciso di unificare due gare attese dal settore, dando vita a una procedura unica da circa 10 GW complessivi.
Questa capacità sarà equamente suddivisa tra tecnologie, con 5 GW di impianti su fondazioni fisse e altri 5 GW di eolico flottante, distribuiti lungo tutte le principali aree marittime del Paese, dalla Bretagna al Golfo del Leone. I primi risultati delle assegnazioni sono attesi tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
L’operazione consente di completare il percorso verso l’obiettivo di 15 GW installati entro il 2035, inserito in una strategia più ampia che punta a 45 GW al 2050, pari a circa il 20% della domanda elettrica nazionale.
Aste fotovoltaiche, novità sulla resilienza industriale
Nel quadro dei bandi per le rinnovabili francesi, il fotovoltaico viene rafforzato attraverso una serie di nuove aste e interventi regolatori. Sono previste due procedure nel mese di luglio 2026, a cui si aggiunge un ulteriore schema in preparazione per l’autunno.
Una delle principali iniziative riguarda un’asta per impianti a terra con una potenza complessiva di 925 MWp, mentre viene ampliato anche il perimetro dei bandi dedicati agli impianti C&I sugli edifici. Nel dettaglio la procedura di gara semplificata per gli impianti fotovoltaici da 100 a 500 kWp integrati in edilizia sarà estesa anche a quelli a terra, per una capacità totale di 288 MWp .
Parallelamente, il governo interviene sul sistema di sostegno per gli impianti di piccola taglia, favorendo l’autoconsumo nel segmento tra 9 e 100 kWp.
Un elemento di novità riguarda l’introduzione di criteri di resilienza industriale, che impongono una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento dei componenti. Questa misura punta a rafforzare la filiera europea e a ridurre le vulnerabilità legate alla concentrazione delle catene produttive.
Cambiano le regole per l’eolico terrestre
I nuovi bandi sulle rinnovabili in Francia introducono un orientamento più marcato verso il rinnovo degli impianti eolici esistenti. Il cosiddetto repowering viene considerato una leva prioritaria, in quanto consente di aumentare l’efficienza degli impianti già installati, mantenendo al tempo stesso una buona accettabilità territoriale.
È prevista una prima gara da 800 MW nel maggio 2026, seguita da una seconda finestra nel mese di settembre. L’accesso alle aste sarà limitato ai progetti già in possesso di autorizzazione ambientale, con l’obiettivo di ridurre i tempi di sviluppo e migliorare la certezza degli investimenti.
Contestualmente, vengono introdotte semplificazioni nelle procedure autorizzative e aggiornamenti tecnici che facilitano il rinnovo degli impianti esistenti, anche attraverso una pianificazione territoriale più mirata.
Gli obiettivi energetici della Francia
La riapertura dei bandi per le rinnovabili francesi si colloca all’interno di una strategia di trasformazione del mix energetico nazionale. Attualmente, circa il 60% della domanda finale di energia è coperto da fonti fossili, una quota che il governo intende ridurre in modo significativo nei prossimi anni.
La programmazione definisce un obiettivo di 60% di energia decarbonata entro il 2030, destinato a salire al 70% nel 2035, attraverso un mix che combina rinnovabili e nucleare. In questo contesto, le fonti rinnovabili svolgono un ruolo centrale grazie ai tempi di realizzazione più rapidi e ai costi competitivi, mentre il nucleare garantisce stabilità e continuità della produzione.
Il piano prevede inoltre un aumento della domanda elettrica pari al 40% tra il 2023 e il 2035, legato all’elettrificazione dei consumi, e una riduzione progressiva delle importazioni di combustibili fossili.
Quanto costerà l’energia prodotta con i nuovi bandi sulle rinnovabili in Francia?
Un elemento centrale dei bandi sulle rinnovabili in Francia riguarda il controllo dei costi di produzione. Nel caso dell’eolico offshore, il governo punta a raggiungere un prezzo medio di assegnazione inferiore a 100 €/MWh. Questo, attraverso una progettazione delle gare orientata all’efficienza economica.
La fusione delle procedure e l’introduzione di criteri industriali mirano a sfruttare economie di scala e a massimizzare le ricadute sul tessuto produttivo europeo. Allo stesso tempo, la strategia energetica nazionale prevede il rilancio del nucleare, con la costruzione di nuovi reattori EPR2. Il primo dovrebbe entrare in funzione nel 2038, contribuendo a sostenere la crescita delle fonti rinnovabili.
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