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Riciclo batterie, l’innovazione tecnologica accelera i brevetti del 42% l’anno

La circolarità delle batterie mira a ridurre la dipendenza da materiali critici che devono essere prima estratti e raffinati

Riciclo batterie, l'innovazione tecnologica accelera i brevetti del 42% l'anno
Immagine fornita dall’EPO

Secondo il rapporto dell’EPO il leader nel riciclo batterie è la Cina

Il numero di batterie a fine vita provenienti solamente dalle auto elettriche aumenterà da 1,2 milioni nel 2030 a 14 milioni entro il 2040. Il futuro della transizione energetica non si gioca solo sulla capacità di produrre nuove batterie, ma soprattutto su quella di riciclarle, campo su cui l’Asia è attualmente all’avanguardia. Allo stesso tempo, però, si è registrata una crescita significativa delle innovazioni europee.

Secondo un nuovo rapporto congiunto dell’EPO (Ufficio Europeo dei Brevetti) e dell‘Agenzia Internazionale dell’Energia, il campo della circolarità delle batterie è diventato uno dei settori più dinamici dell’innovazione tecnologica globale.

Un’impennata guidata dalla mobilità elettrica

Dal 2017, anno in cui le vendite globali di auto elettriche hanno superato per la prima volta la soglia del milione, il numero di brevetti legati alla circolarità delle batterie è cresciuto a un ritmo vertiginoso: +42% annuo. Per dare un termine di paragone, la produzione di batterie ricaricabili cresce del 16%, mentre la media di tutti gli altri settori tecnologici si ferma al 2%. Questa accelerazione è necessaria per rispondere a una sfida imminente.

Geopolitica del riciclo batterie: l’avanzata della Cina

Il panorama brevettuale riflette gli equilibri di potere industriale. Le aziende asiatiche detengono il 63% delle famiglie di brevetti internazionali nel settore della circolarità. La Cina, in particolare, ha compiuto un balzo enorme, passando dal 5% al 29% della quota globale tra il 2013 e il 2023.

Nello stesso periodo, gli operatori giapponesi e coreani hanno mantenuto una quota significativa di brevetti internazionali in questo settore, mentre la quota europea è leggermente diminuita – dal 22% al 21% – e i contributi di Australia, Canada e Stati Uniti sono rimasti limitati.

Leader indiscusso del settore è diventata Brunp, filiale del colosso CATL, che ha superato pionieri storici come Toyota, LG e Sumitomo grazie a una strategia che copre l’intera catena del valore: dalla raccolta dei rifiuti alla raffinazione chimica dei metalli.

Riciclo batterie: il ruolo dell’Europa

Nonostante la pressione asiatica, l’Europa mantiene una posizione rilevante con una quota del 21% dei brevetti internazionali. Il Vecchio Continente eccelle in segmenti specifici come la raccolta dei rifiuti, le tecnologie di movimentazione remota e l’estrazione idrometallurgica.

Attori chiave come Umicore, BASF e centri di ricerca come il CEA francese stanno guidando lo sviluppo di processi per trasformare i materiali riciclati in nuovi componenti. Tuttavia, per restare competitiva, l’Europa deve superare ostacoli legati alla frammentazione dei flussi di rifiuti e ai costi elevati, puntando su una maggiore automazione e scalabilità industriale.

Politica e sicurezza energetica

“L’innovazione nella circolarità delle batterie è fondamentale per garantire le risorse, rafforzare la competitività e ridurre l’impatto ambientale“, ha dichiarato il Presidente dell’EPO, António Campinos. Un concetto ribadito da Fatih Birol, Direttore Esecutivo della IEA, secondo cui accelerare il riciclo può “allentare la pressione sulle catene di approvvigionamento di minerali critici“.

L’Europa sta cercando di blindare questo settore attraverso un quadro normativo sempre più solido, che include il Regolamento Batterie del 2023 e iniziative come il RESourceEU Action Plan. L’obiettivo è chiaro: trasformare un potenziale problema ambientale in un’opportunità di sovranità tecnologica, riducendo la dipendenza dalle importazioni di materie prime vergini.

Riciclo batterie: strumenti per la ricerca

L’Ufficio europeo dei brevetti mette a disposizione diverse piattaforme tecnologiche che facilitano l’esplorazione di Espacenet, la più grande fonte unica di informazioni sui brevetti al mondo, accessibile gratuitamente, da parte di scienziati e ricercatori.

Per supportare questo ecosistema, l’EPO ha aggiornato la sua piattaforma con 24 nuove aree di ricerca dedicate alla circolarità e ha potenziato il Deep Tech Finder, uno strumento che ora include i profili di circa 60 startup e università europee attive nel riciclo, facilitando l’incontro tra innovazione e investimenti

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.