Rinnovabili • Guida autonoma supervisionata: il caso Tesla arriva al Senato Rinnovabili • Guida autonoma supervisionata: il caso Tesla arriva al Senato

Guida autonoma supervisionata: il caso Tesla arriva al Senato

Dal Senato la richiesta al MIT di velocizzare l'analisi e l'autorizzazione della tecnologia a guida autonoma supervisionata di Tesla

Guida autonoma supervisionata: il caso Tesla arriva al Senato
Immagine fornita da Tesla

Tesla guida autonoma, la politica italiana s’interessa alla tecnologia

Le auto a guida autonoma sono già una realtà negli Stati Uniti e Cina. Ma qual è la situazione in Europa? Il primo Paese a dare il via libera al software di Full Self-Driving di Tesla sono i Paesi Bassi. Si tratta di un’apertura molto importante per l’Europa, che con la sua normativa più rigida di Usa e Cina impone una serie di vincoli all’ingresso di questa tecnologia.

Tesla guida autonoma L’esempio olandese

I Paesi Bassi, come dicevamo, per primi hanno acceso la luce verde del semaforo per l’implementazione del software sviluppato dalla company di Elon Musk, facendo da apripista al Vecchio Continente. In America è già operativa da tempo la modalità FSD Supervised, cioè quella in cui, è l’auto a guidare ma con il conducente al suo posto come responsabile di qualsiasi eventualità accada all’auto o per colpa dell’auto. In pratica, l’uomo deve essere sempre pronto ad entrare in azione in qualsiasi momento.

Grazie alla decisione dell’autorità stradale dei Paesi Bassi, la RDW (Rijksdienst voor het Wegverkeer) la funzione sarà resa disponibile ai veicoli abilitati, dopo che l’ente ha impiegato circa 18 mesi per valutare la tecnologia con oltre un milione e seicentomila chilometri percorsi su strade urbane e autostrade europee in condizioni meteo variabili. Anche Elon Musk ha definito l’indagine olandese “estremamente rigorosa”. D’altronde nei Paesi Bassi le auto elettriche più vendute del Paese, circa 100mila esemplari, sono proprio Tesla Model 3 e Model Y.

Cos’è il Tesla FSD

La modalità FSD Supervised significa che il conducente deve restare vigile, presente e reattivo, con le mani pronte a tornare sul volante in caso di necessità. E se il sistema di Tesla rileva una distrazione avvisa, e se questa dovesse continuare per altri secondi si disattiva completamente. Sviluppato per ottimizzare la sicurezza e gestire le criticità della guida quotidiana, il sistema è in grado di navigare in contesti urbani, gestire incroci complessi e coordinare i cambi di corsia in totale autonomia.

La situazione in Italia

Nel frattempo il lavoro di Tesla prosegue per ottenere le approvazioni necessarie da parte delle autorità competenti in altri paesi del Vecchio Continente. Nei mesi scorsi, Tesla aveva offerto la possibilità di test drive in alcune città tra cui Roma in modalità FSD per dimostrare l’efficienza e la sicurezza di questa tecnologia.

Invece, nei giorni scorsi, anche la politica si è esposta per promuovere l’approvazione del sistema Tesla Full Self-Driving Supervised. L’intervento in Senato è stato portati avanti tramite un’interrogazione presentata da Carlo Calenda e indirizzato al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

La richiesta di Calenda

Calenda, nel suo documento, ha avanzato la richiesta di poter “valutare con priorità l’approvazione del sistema Tesla Full Self-Driving Supervised” e “l’opportunità di un confronto tecnico diretto” con l’azienda e “le autorità olandesi”, che hanno già dato il via libera.

Sul piano tecnologico Tesla adotta una filosofia basata su telecamere, sia esterne sulla sede stradale, sia interne all’autoveicolo sull’attenzione del guidatore. Il sistema funziona come una rete neurale ed elabora l’attività di guida (dalla segnaletica orizzontale ai segnali stradali, dai pedoni agli altri veicoli) e genera direttamente i comandi di controllo del veicolo.

L’appello al MIT

Insomma, se anche la politica inizia ad interessarsi di questione tecnologiche che riguardano la mobilità di migliaia di persone è un bene. Dice ancora Calenda: “L’attivazione di questo avanzato sistema di assistenza alla guida consentirebbe di migliorare ulteriormente la sicurezza stradale, riducendo il rischio di incidenti dovuti a distrazione o errore umano; mantenere sempre il pieno controllo e la responsabilità del conducente“. Calenda, infine, chiede al Mit che velocizzi l’iter di analisi ed autorizzazione dell’FSD Supervised anche in Italia.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.