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L’eolico negli USA, una minaccia alla sicurezza nazionale?

Il Pentagono dispone di un ufficio apposito che, negli ultimi 10 anni, ha bloccato 165 progetti eolici "potenzialmente pericolosi" per le operazioni militari del paese.

Eolico USA, 165 progetti bloccati per sicurezza nazionale
Eolico USA, 165 progetti bloccati per sicurezza nazionale – Immagine realizzata con IA

Il caso dei 30 GW dell’eolico negli USA fermati per motivi militari

Mentre gli aerogeneratori si moltiplicano in tutto il mondo, lo sviluppo dell’eolico negli USA affronta un inaspettato avversario: il Pentagono. Negli ultimi anni, quasi 165 progetti onshore e circa 30 GW di nuova capacità potenziale sono stati bloccati o rallentati dall’amministrazione federale con motivazioni legate alla sicurezza nazionale.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, decine di impianti sarebbero rimasti sospesi nonostante avessero già completato negoziazioni tecniche con il Pentagono o ricevuto approvazioni verbali.

Il nodo riguarda soprattutto il possibile impatto delle turbine sulle attività militari, sui radar e sulle rotte di addestramento dell’aeronautica statunitense.

La questione interessa direttamente proprietari terrieri, utilities, sviluppatori e amministrazioni locali. I progetti coinvolti valgono miliardi di dollari di investimenti e potrebbero incidere sulla disponibilità di elettricità, sulle reti e sulle entrate fiscali delle contee rurali. Sullo sfondo c’è però anche il tema del rapporto tra sviluppo delle rinnovabili e infrastrutture della difesa.

Le preoccupazioni tecniche esistono realmente. Le pale eoliche possono generare interferenze radar, modificare la visuale dei velivoli o creare criticità nelle rotte a bassa quota utilizzate per l’addestramento militare.

Tuttavia, il sistema federale dispone già da anni di un organismo incaricato di gestire questi casi: il Military Aviation and Installation Assurance Siting Clearinghouse, istituito nel 2011 dal Dipartimento della Difesa statunitense.

Come funziona il Clearinghouse del Pentagono

Il Clearinghouse è stato creato per valutare i potenziali impatti delle infrastrutture energetiche sulle operazioni militari. L’ufficio analizza impianti eolici negli USA, impianti fotovoltaici, linee elettriche e altre infrastrutture energetiche, verificando eventuali rischi per basi militari, sistemi radar, rotte di addestramento e missioni operative.

Il processo si divide in due livelli. Una revisione informale consente agli sviluppatori di confrontarsi con le autorità militari prima dell’avvio delle procedure federali. Quando invece un progetto entra nella procedura FAA prevista dal Part 77, si attiva automaticamente la revisione formale del Dipartimento della Difesa.

Secondo quanto riportato in un articolo del The JAG Reporter, la rivista ufficiale del corpo legale dell’US Air Force, il sistema è stato progettato per fornire un processo “trasparente, ripetibile e tempestivo” di valutazione e mitigazione degli impatti.

L’aspetto più rilevante riguarda però i risultati storici delle valutazioni. Lo stesso testo legale dell’aeronautica afferma che, su migliaia di progetti analizzati, il Clearinghouse ha emesso una sola determinazione formale di “rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale”.

Radar, rotte militari e limiti delle turbine eoliche negli USA

Il Dipartimento della Difesa statunitense riconosce che le turbine eoliche negli USA possono produrre effetti concreti sulle attività militari. Le pale in movimento possono creare “radar clutter”, cioè disturbi nei segnali radar. Inoltre, le torri più alte possono interferire con rotte di addestramento a bassa quota, corridoi di avvicinamento alle basi e sistemi di sorveglianza.

Il rischio potrebbe aumentare con l’evoluzione tecnologica delle turbine. Alcuni nuovi modelli offshore superano infatti gli 850 piedi di altezza, pari a oltre 259 metri, con pale lunghe più di un campo da football americano.

Queste infrastrutture potrebbero ridurre la funzionalità dei radar e limitare l’efficacia delle Military Training Routes (MTR), le rotte utilizzate per l’addestramento dei piloti militari.

Tuttavia, il sistema di revisione è stato costruito proprio per gestire queste criticità attraverso modifiche tecniche ai progetti. In molti casi vengono negoziate variazioni nelle altezze delle turbine, nelle configurazioni degli impianti o nelle regole operative.

Un impianto eolico negli USA può essere spento su richiesta militare

Uno degli elementi centrali del dibattito riguarda le misure di mitigazione. Esistono già accordi che permettono al Dipartimento della Difesa o al NORAD di richiedere l’arresto immediato delle turbine durante esercitazioni o operazioni sensibili.

Dal punto di vista tecnico, gli impianti vengono già frequentemente fermati per vincoli di rete, manutenzione, ghiaccio, eventi meteorologici o prezzi negativi dell’elettricità. Per questo motivo, eventuali esigenze militari specifiche potrebbero essere affrontate attraverso limitazioni operative temporanee anziché tramite blocchi generalizzati.

Il nodo centrale diventa quindi la trasparenza delle decisioni, spesso influenzate dall’assenza di dati pubblici dettagliati sui singoli progetti e la mancata pubblicazione di tabelle contenenti stato delle revisioni, capacità installata, eventuali mitigazioni richieste e motivazioni ufficiali dei ritardi.

I progetti eolici bloccati

Secondo il Financial Times, circa 35 progetti avrebbero già completato le negoziazioni con il Pentagono e sarebbero in attesa dell’approvazione finale scritta. Altri 30 progetti avrebbero ricevuto un’approvazione verbale ma non quella formale. Circa 50 impianti risulterebbero ancora in negoziazione e altri 50 sarebbero considerati a basso rischio ma comunque rimasti in una situazione di incertezza.

Sulla base della media stimata di circa 180 MW per progetto, i 65 impianti più vicini all’approvazione rappresenterebbero da soli circa 12 GW di capacità potenziale.

I ritardi possono produrre effetti rilevanti sul settore energetico statunitense. I progetti eolici dipendono infatti da posizioni nelle code di connessione alla rete, contratti di vendita dell’energia, disponibilità di turbine, finanziamenti, autorizzazioni locali e scadenze fiscali. Anche senza un diniego formale, mesi di silenzio amministrativo possono compromettere definitivamente la realizzazione degli impianti.

Le cause legali sui terreni agricoli

Negli Stati Uniti il conflitto tra difesa e sviluppo eolico è arrivato anche nei tribunali federali. Esistono due casi legati al Quinto Emendamento della Costituzione americana, relativi a presunte perdite economiche causate dalle limitazioni militari sui progetti eolici.

Nel caso Taylor vs United States, alcuni proprietari terrieri sostennero che il mancato rilascio di una valutazione FAA favorevole avesse fatto saltare un accordo per la costruzione di un parco eolico sulle loro proprietà. I ricorrenti sostennero inoltre che i voli militari a bassa quota costituissero un’occupazione fisica compensabile dello spazio aereo sopra i loro terreni.

I tribunali federali respinsero però entrambe le richieste. Le corti stabilirono che la diffusione di informazioni tecniche da parte dell’aeronautica rappresenta una funzione legittima dell’amministrazione pubblica e che i ricorrenti non avevano dimostrato un livello sufficiente di interferenza continuativa.

Eolico USA, tra sicurezza nazionale e politica energetica

Il dibattito sugli impianti eolici negli USA si inserisce in un contesto più ampio di conflitto tra politica energetica, autorizzazioni e sicurezza nazionale. E’ evidente che esista una grossa differenza di trattamento tra le diverse tecnologie energetiche. Petrolio, gas e LNG vengono spesso presentati come asset strategici per la sicurezza nazionale, mentre l’eolico viene sottoposto a controlli più restrittivi legati alle attività militari.

Resta però il dato storico del sistema di revisione federale. In oltre un decennio di attività, il Clearinghouse ha gestito migliaia di casi, arrivando solo raramente a dichiarare incompatibile un progetto con la sicurezza nazionale.

Per questo motivo, il blocco simultaneo di centinaia di progetti rappresenta oggi uno dei punti più controversi della politica energetica statunitense, soprattutto in un momento in cui la rete elettrica americana deve affrontare crescita della domanda, aumento dei consumi industriali e nuovi carichi legati ai data center e all’elettrificazione.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.