Dal 1° ottobre 2026 Bruxelles sanzionerà con una tariffa extra di 0,06€ al minuto le auto elettriche che occupano le colonnine pubbliche oltre le 6 ore. Una misura mirata a contrastare la sosta selvaggia

Bruxelles sanziona chi parcheggia l’auto nelle colonnine di ricarica
Postazioni per ricaricare l’auto elettrica usate come parcheggio. Non accade solo nelle grandi città italiane perché anche nella capitale d’Europa, Bruxelles, si scambiano le colonnine per spazi di sosta pubblici. Ironia a parte, la città belga da mesi sta portando avanti una battaglia amministrativa per vietare la sosta selvaggia nelle piazzole di ricarica delle BEV, dove automobilisti indisciplinati lasciano l’auto attaccata alla spina, non per caricare la batteria, ma come posto auto. Ecco, dal 1° ottobre 2026, le elettriche posteggiate saranno sanzionate con una tariffa aggiuntiva.
Inizialmente, l’introduzione della tariffa di rotazione era prevista per lo scorso aprile, ma la data è slittata in avanti e solo dal 1° ottobre, i veicoli che rimarranno collegati a una colonnina di ricarica pubblica oltre le 6 ore, tra le 9:00 e le 22:00, dovranno pagare extra. Questo perché occupando lo spazio più del necessario, si riduce la capacità di ricarica della città.
“Chi non l’ha ancora capito dovrà pagare se rimarrà parcheggiato lì. Migliorare la qualità dell’aria significa anche garantire che le stazioni di ricarica rimangano disponibili e che il parco veicoli possa continuare a diventare più ecologico”, le parole del Segretario di Stato per l’Energia, Audrey Henry. L’obiettivo, quindi, è aumentare la rotazione degli stalli e la loro disponibilità.
Come funziona la tariffazione di Bruxelles
La fascia temporale che va dalle 9 alle 22 è quella in cui la richiesta di ricarica è più alta, ed è proprio in questo periodo che verrà applicato l’extra tariffario per ogni minuto eccedente le 6 ore. Ogni minuto in più l’automobilista dovrà sborsare 0,06 euro al minuto, che diventano 3,6 euro ogni ora. Evidente che non si tratta di una cifra esosa, ma se moltiplicata per diverse ore e ripetuta per giorni, allora la situazione cambia.
E in Italia cosa succede? C’è il Codice della Strada
In Italia la situazione è simile per quanto riguarda la sosta selvaggia, ma differente nell’applicazione di una sanzione. Infatti, ad oggi, non è la singola amministrazione che decide, ma l’operatore che gestisce quella determinata colonnina. Di solito, dopo che l’auto ha raggiunto il suo massimale di ricarica, allora l’operatore può imporre o no l’extra.
A questo però, si aggiunge anche il Codice della Strada, nello specifico l’articolo 158, comma 1, lettera h-ter, vieta fermata e sosta negli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici. Ed è valido anche per le auto che non stanno ricaricando o che restano nello spazio oltre un’ora dalla fine. Norma che non si applica dalle 23 alle 7, tranne che nei punti di ricarica di potenza elevata, cioè superiori a 22 kW.
Per quanto riguarda la sanzione, questa è prevista dal comma 5 dell’articolo 158 del Codice della Strada. Per i veicoli a due ruote la multa va da 41 a 168 euro, per auto e furgoni l’importo va da 87 a 344 euro. Alla sanzione pecuniaria si aggiunge la rimozione del veicolo.
L’opinione
Se il Codice della Strada svolge una funzione regolatoria, il problema è che poi l’azione sanzionatoria è deputata al pubblico ufficiale, indaffarato in ben altre questioni (specie nelle grandi città) e dunque il furbetto della ricarica, con ogni probabilità, resta al suo posto. Interessante, invece, l’azione di Bruxelles, che mette la responsabilità nelle mani dell’amministrazione e dell’operatore. Il carico tariffario extra, tradotto i soldi, sono il solo deterrente per ogni automobilista.












