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Trattative USA-Russia su Nord Stream: il piano per il gas si scontra con il no dell’Europa

Ricostruire la relazione energetica dell'Europa con la Russia va ben al di là di quanto Washington e Mosca possono decidere da sole.

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U.S. Envoys Visit Russia and Ukraine, September 2026, The White House

Trattative tra Stati Uniti e Russia sul futuro di Nord Stream: la proposta di vendere gas all’Europa e i veti europei

I colloqui tra alti funzionari di Stati Uniti e Russia hanno esplorato la possibilità di vendere gas all’Europa attraverso i gasdotti Nord Stream, che prima della guerra in Ucraina trasportavano ingenti volumi di gas russo verso la Germania.

L’ipotesi sarebbe complessa da realizzare, prima di tutto a causa della forte opposizione politica europea. I gasdotti sono sottoposti a sanzioni statunitensi ed europee, le infrastrutture fisiche di Nord Stream sono state danneggiate a settembre del 2022 e il Governo di coalizione tedesco ha pubblicamente escluso un ritorno ai rifornimenti russi.

Le discussioni hanno coinvolto l’Inviato Speciale degli Stati Uniti Jared Kushner e Kirill Dmitriev, stretto consigliere di Putin. Cinque fonti informate sui colloqui hanno riferito a Reuters che Kushner e Dmitriev hanno discusso del possibile ingresso di un investitore statunitense nella struttura proprietaria di Nord Stream. Lo scopo è utilizzare la cooperazione economica come incentivo per convincere Mosca a porre fine alla guerra in Ucraina. Alternative für Deutschland (AfD), partito politico più popolare in Germania in questo momento, è favorevole a procedere. Dmitriev dovrebbe infatti incontrare i vertici dell’AfD all’inizio del 2027.

Il panorama politico e la futura architettura energetica e di sicurezza dell’Europa

I Governi europei hanno impiegato questi ultimi anni per ripensare i propri sistemi energetici nell’ottica di ridurre la dipendenza dalle forniture russe, ma il pericolo di un ripristino di Nord Stream purtroppo esiste. Con le prossime elezioni in Italia, Spagna e Francia potrebbe saltare il sostegno all’Ucraina. La vittoria del fronte della destra anti-Ucraina appare una prospettiva altamente probabile e anche l’eventuale nuovo Governo Meloni potrebbe adeguarsi. Almeno in Italia, le previsioni sono delle peggiori: anche con la sinistra al Governo e un eventuale esecutivo a guida Conte, vacillerebbe il sostegno a Kyiv. Lo stesso dicasi per la Francia nel caso di vittoria di Mélenchon.

In questo quadro dai toni cupissimi occorre sottolineare inoltre che la propaganda che attribuisce la causa del mancato welfare anti-inflazione in Europa al denaro speso per le armi all’Ucraina è fortissima e potrebbe influenzare l’esito dei prossimi appuntamenti elettorali.

Le discussioni tra Stati Uniti e Russia riguardo i possibili nuovi investimenti energetici dimostrano che gli interessi economici potrebbero svolgere una parte importante nei negoziati sulla futura architettura energetica e di sicurezza dell’Europa al termine della guerra in Ucraina. Molto, però, dipenderà dalle decisioni del Governo tedesco.

Il gioco di Mosca è tenere ingaggiata la leadership USA dividendola dall’Europa

“Mi sembra il solito gioco diplomatico russo con il clan Trump e il suo entourage. – commenta per Rinnovabili Lorenzo Nannetti, analista e Responsabile Scientifico de Il Caffè Geopolitico. – Per Russi, è utile riallacciare legami economici che diventino politici. Poiché Trump e i suoi sono aperti a parlare di affari, quello è l’angolo da sfruttare per Mosca. Per il clan Trump, invece, che bada agli affari, è solo un’opportunità. In realtà, di realistico a breve termine c’è poco o nulla ma parlarne serve a Putin per tenere ingaggiata la leadership USA e dare l’impressione di lavorare insieme a delle soluzioni, e così facendo separare la posizione USA (parliamone) da quella tedesca e UE (no, non se ne parla). Per ora, il Nord Stream è off limits e resterà così a lungo finché tensioni con Russia continueranno. In caso Alternative für Deutschland dovesse arrivare al Governo, allora si vedrà”.

All’inizio di quest’anno, i vertici di cinque agenzie di intelligence europee avevano riferito a Reuters che la Russia non voleva porre fine rapidamente alla guerra e stava invece sfruttando i colloqui con gli Stati Uniti per ottenere accordi commerciali. Inoltre, i rapporti tra Russia e Germania, tra i maggiori fornitori di sostegno militare all’Ucraina, sono ai minimi storici dopo che i funzionari di Berlino hanno accusato la Russia di condurre una campagna sistematica di attacchi ibridi. Alcuni parlamentari tedeschi sono dell’idea che gli accordi commerciali non farebbero altro che rafforzare Mosca e perpetuare la guerra in Ucraina.

Gli ostacoli da superare sulla proprietà di Nord Stream

In ogni caso, anche vincendo l’opposizione politica, la vendita della società che controlla i gasdotti Nord Stream a un investitore statunitense e il ripristino delle forniture di gas russo all’Europa incontrerebbero diversi ostacoli. La società è al 51% di proprietà di Gazprom, multinazionale controllata dal Governo russo, il 31% appartiene a due entità tedesche e la parte restante a una società francese e a una olandese. I due azionisti tedeschi intendono mantenere le proprie quote per proteggere l’influenza della Germania sulla sorte dei gasdotti nel caso in cui Gazprom dovesse vendere la propria partecipazione.

Kushner e Dmitriev non hanno parlato solo di gas naturale. I due avrebbero discusso anche della possibile vendita degli asset europei e internazionali della compagnia energetica russa Lukoil, tra cui raffinerie e stazioni di servizio.

Concludendo, anche se Stati Uniti e Russia dovessero trovare un punto di incontro, ricostruire la relazione energetica dell’Europa con la Russia va ben al di là di quanto Washington e Mosca possono decidere da sole.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.