La premier all'Assemblea Generale Assolombarda: “Con il Primo Ministro ceco Babiš messo a punto proposte concrete [...] ma non sarà una trattativa facile”. Colloqui su sterilizzazione ETS per le centrali a gas “in fase avanzata”

La battaglia sull’ETS, il sistema di scambio delle emissioni dell’Unione europea, non conosce tregua. Il nuovo affondo arriva dall’Assemblea Generale Assolombarda dove la presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni è tornata oggi a parlare di competitività. Ma soprattutto a ricordare perché il governo continui a portare avanti il fronte anti Emission Trading System. Fronte che conta oggi un altro alleato: il premier ceco Andrej Babiš con cui il primo ministro ha elaborato una serie di proposte per allentare il meccanismo.
Come ribadito stamane, per Meloni questo meccanismo “gonfia artificialmente i prezzi, crea squilibri tra gli Stati membri, danneggia le nostre imprese manifatturiere, particolarmente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono neanche lontanamente sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli”.
In realtà la questione è più complessa. È impossibile negare che l’assenza di vincoli ambientali in passato abbia giovato all’industria extra Ue, ma è anche vero che oggi la sostenibilità è divenuta un valore a livello commerciale e non uno svantaggio.
Inoltre l’Unione non è più da sola. Un numero crescente di paesi sta implementando o valutando qualche forma di tariffazione nazionale del carbonio: strumenti di conformità o meccanismi nazionali di crediti di carbonio. Secondo il World Bank State and Trends of Carbon Pricing Dashboard, nel 2025 erano in vigore 80 meccanismi di tariffazione della CO2, che coprivano il 28% delle emissioni globali.
Ovviamente in un nuovo contesto di crisi energetica come quello attuale, il sistema di scambio delle emissioni ha un peso specifico, soprattutto nei paesi in cui le fonti fossili giocano ancora un ruolo preponderante nel mix elettrico.
In particolare l’elevato uso di gas naturale rende l’Italia particolarmente esposta ai costi delle quote di emissione, posizionando l’impatto in bolletta nazionale nella fascia alta rispetto alla media UE, sebbene inferiore a quello dei Paesi ancora dipendenti dal carbone.
Non solo. Il meccanismo è stato uno degli strumenti più efficaci della politica climatica europea, dimezzando dal 2005 a oggi le emissioni dei settori coperti. Tuttavia ha anche offerto delle scorciatoie. Come ricorda Carbon Market Watch dal 2021 sono state distribuite gratuitamente oltre 2,6 miliardi di quote a titolo gratuito, per un valore enorme di 170 miliardi di euro.
Da norma è prevista una eliminazione graduale delle quote gratuite in concomitanza con la piena entrata in vigore del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) per sostituire la protezione “interna” con una “alle frontiere” che sbarri la strada alla concorrenza sleale di Paesi extra-UE. Ma anche in questo caso la strada non è dritta. “La gran parte delle emissioni industriali non viene tuttora pagata da chi le produce”, sottolinea Carbon Market Watch. “Il previsto phase-out delle quote gratuite dovrebbe far sì che i maggiori inquinatori d’Europa paghino finalmente il dovuto, ma molti settori potrebbero continuare a ricevere benefici oltre il 2030 senza alcuna condizione”.
Ma per la premier italiana l’ETS rimane un ostacolo alla competitività italiana ed europea. “Non è questa la strada giusta per restituire all’Europa autonomia strategica, forza, peso economico. […] Anche per questo, come sapete, stiamo cercando di allargare il fronte delle Nazioni che chiedono interventi radicali su ETS, ma non solo, a difesa della nostra industria e della competitività europea”.
“E sempre su questo fronte – ha continuato Meloni – sapete che con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglie e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica. Il confronto è in fase avanzata, confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa”.












