Acetate Consortium Initiative riunisce istituti di ricerca e aziende private internazionali che hanno avuto un’idea rivoluzionaria: trasformare la CO2 in cibo nutriente per le persone. Il processo si svolge in Danimarca, che una particolare cultura della sperimentazione gastronomica che riesce a collegare ricerca, industria, scienza, tecnologia

Un consorzio di sperimentatori
Acetate Consortium Initiative è un consorzio internazionale formato da istituti di ricerca e aziende private che hanno deciso di intraprendere una strada rivoluzionaria per la produzione alimentare: trasformare la CO2 in cibo nutriente per le persone.
L’alimentazione sostenibile secondo Acetate Consortium Initiative
Per quella che potrebbe sembrare un’idea folle e impossibile da realizzare si sta invece aprendo la via della sperimentazione anche grazie al corposo finanziamento che arriva da Gates Foundation e Novo Nordisk Foundation.
Acetate Consortium Initiative è stato rinnovato per altri due anni con un ulteriore budget di 21,7 milioni di euro.
L’idea è sostituire lo zucchero nei processi di fermentazione con acetato derivato dalla CO2. Alla base di questa di questa “avventura” alimentare c’è l’idea di mitigare i cambiamenti climatici, eliminare l’uso del suolo per le coltivazioni e, nello stesso tempo, ridurre l’insicurezza alimentare.
Grazie a processi naturali che non utilizzano terreni agricoli, l’Acetate Consortium Initiative vorrebbe raggiungere una produzione di alimenti nutrienti che sia anche economicamente sostenibile.
Risultati e prospettive di Acetate Consortium Initiative
Nella prima fase il consorzio aveva studiato lo sviluppo e la scalabilità della piattaforma tecnologica che converte la CO2 in acetato, utilizzato per fermentare cellule e proteine.
In pratica sono stati sviluppati ceppi microbici in fermentazione con acetato al 100% senza l’aggiunta di zucchero, quindi riducendo l’uso di terra e di acqua.
La fermentazione industriale, infatti, ha bisogno di zucchero raffinato per nutrire i batteri. Eliminando lo zucchero, non c’è più bisogno di coltivarlo.
Nella seconda fase Acetate Consortium Initiative amplia gli orizzonti. Si concentrerà sull’ottimizzazione e il ridimensionamento delle tecnologie e dei metodi, nonché sullo sviluppo e la sperimentazione di prototipi alimentari, oltre a definire l’impatto tecnico, economico e ambientale.
Si uniscono nuovi partner che portano nuove competenze, dalla scienza alimentare alla modellazione socio-economica passando per il comportamento dei consumatori.
La Danimarca e la sperimentazione gastronomica
La Danimarca ha una particolare cultura della sperimentazione gastronomica che riesce a collegare ricerca, industria, scienza, tecnologia.
Al progetto di Acetate Consortium Initiative parteciperà anche Spora, un centro di ricerca alimentare multidisciplinare e innovativo che si propone di affrontare le sfide cruciali del sistema alimentare e cambiare il mondo attraverso la gastronomia.
Spora nasce dalla visione di Rasmus Munk, la mente del ristorante 2 stelle “Alchemist” a Copenaghen, che offre esperienze gastronomiche multisensoriali in una sorta di attivismo politico e ambientale.
«Abbiamo bisogno di soluzioni per nutrire più persone senza esercitare pressioni sulle nostre risorse naturali e consentire la produzione alimentare in aree che hanno pochissimo o nessun terreno agricolo.
Quando il consorzio ha iniziato il suo lavoro due anni fa, produrre cibo dalla CO2 sembrava fantascienza.
Entro i prossimi due anni, potremmo vedere i primi prototipi di prodotti alimentari che saranno testati dai consumatori», ha dichiarato Claus Felby, Vice President Agri-Food della Fondazione Novo Nordisk.












