L’Unesco ha riconosciuto la cucina italiana Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Siamo i primi al mondo ad aver ottenuto questo riconoscimento. Un patrimonio vivo di tradizione e cultura legato alla cucina e alla tavola che parla della storia di generazioni e di territori: un vero e proprio stile di vita

L’Unesco riconosce il valore identitario della cucina italiana
La cucina italiana (tra sostenibilità e biodiversità culturale) è finalmente Patrimonio Immateriale dell’Umanità tutelato dall’Unesco. Siamo i primi al mondo ad aver ottenuto questo riconoscimento.
La cucina italiana è un patrimonio vivo che porta con sé la storia di generazioni e di territori, che nasce e si sviluppa con le persone, che continua a innovarsi pur mantenendo salde le sue radici. È un vero e proprio stile di vita.
Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che i nostri prodotti agricoli hanno la più grande biodiversità al mondo.
2023, inizia il percorso della cucina italiana all’Unesco
Dopo un percorso iniziato due anni fa, il Comitato intergovernativo dell’Unesco ha dato parere positivo alla proposta italiana per tutelare il nostro patrimonio di tradizione e cultura legato alla cucina e alla tavola.
Il primo annuncio ufficiale della candidatura da parte del Governo risale al 23 marzo 2023 in una progressione di incontri e di eventi, tra cui ci piace ricordare il lancio della missione spaziale Axiom 3 che nel 2024 ha portato la pasta italiana a bordo della stazione spaziale internazionale.
Molto significativo anche, nel settembre 2025, l’evento “Il pranzo della domenica – Italiani a tavola” che si è svolto in centinaia di piazze in Italia e di ambasciate nel mondo: un modo per celebrare la convivialità e il buon vivere che sta dietro la cucina italiana.
Il grande lavoro del MASAF
Un intenso lavoro di promozione e comunicazione a cui hanno lavorato in sintonia soggetti diversi tra loro: l’Accademia Italia di Cucina, la Fondazione Casa Artusi, la rivista “La Cucina Italiana”, i ministeri dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e quello della Cultura.
Molti personaggi hanno dato il loro apporto a sostegno della candidatura italiana, come lo chef Massimo Bottura. Mogol ha scritto il testo dell’inno ufficiale Vai Italia sulle note di Oscar Prudente. A cantarlo sono Al Bano insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna e al Piccolo Coro di Caivano.
Un ruolo rilevante l’hanno avuto il MASAF e il ministro Lollobrigida, che ha caparbiamente lavorato per arrivare a questo risultato.
Il cibo racconta chi siamo
«Made in Italy non vuol dire solo fatto in Italia, è il bello, il buono e la qualità dei prodotti italiani che il mondo riconosce e apprezza.
Il cibo racconta chi siamo: gesti, saperi, ingredienti, prodotti, storie di persone, di famiglie e di territori. Un insieme di diversità che costituiscono la nostra identità fra tradizione culturale e divenire», ha affermato il ministro Lollobrigida.
Grande l’entusiasmo espresso dalla premier Giorgia Meloni: «Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo, che onora la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo, non è solo un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza.
La cucina italiana coniuga qualità e sostenibilità
La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità. Custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione. Cresce nell’eccellenza dei nostri produttori e si trasforma in capolavoro nella maestria dei nostri cuochi. E viene presentata dai nostri ristoratori con le loro straordinarie squadre.
È un primato che non può che inorgoglirci, che ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti, proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale.
Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentare, e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto nell’agricoltura. Questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi traguardi.
Il riconoscimento Unesco è frutto del lavoro di tutti
Il Governo ha creduto fin dall’inizio in questa sfida e ha fatto la sua parte per raggiungere questo risultato, e ringrazio prima di tutto i Ministri Lollobrigida e Giuli che hanno seguito il dossier. Ma è una partita che non abbiamo giocato da soli.
Abbiamo vinto questa sfida insieme al popolo italiano, insieme ai nostri connazionali all’estero, insieme a tutti coloro che nel mondo amano la nostra cultura, la nostra identità e il nostro stile di vita.
Oggi celebriamo una vittoria dell’Italia. La vittoria di una Nazione straordinaria che, quando crede in sé stessa ed è consapevole di ciò che è in grado di fare, non ha rivali e può stupire il mondo».
Tutti insieme, ovvero tutta la filiera: gli agricoltori, che garantiscono la produzione primaria, i produttori, i ristoratori.
Valorizzare il Made in Italy e frenare l’Italian Sounding
«Questo riconoscimento parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale. Celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione.
È anche un motivo di consapevolezza dell’ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere.
Sarà inoltre uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro e ricchezza sui territori», ha sottolineato Lollobrigida.
Ricordiamo infatti che le stime più recenti indicano il valore dell’Italian Sounding in circa 100 miliardi di euro a livello mondiale, una cifra superiore all’export italiano che si traduce in un danno enorme per le nostre aziende.
Uno stimolo per il turismo enogastronomico
La cucina italiana patrimonio Unesco dell’umanità promette di essere un volano di crescita economica per il Paese e uno stimolo per il turismo esperienziale enogastronomico.
L’agricoltura è una componente importante del Pil nazionale, l’agroalimentare continua a crescere per il quarto anno consecutivo e il valore della produzione nel 2024 ha raggiunto i 20,7 miliardi di euro nel 2024 (+3,5% annuo).
Sempre nel 2024, la cucina italiana nel mondo ha raggiunto i 251 miliardi di euro (+4,5%).
Anche per questo si stenta a capire perché in sede UE si remi contro l’agricoltura che, a prescindere dall’Italia, ha un valore economico più che significativo per i Paesi europei. Ma questa è una battaglia che gli agricoltori europei porteranno in piazza a Bruxelles il prossimo 18 dicembre.













