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Dacia Bigster: ibrida, dimensioni generose, consumi bassi e tanto spazio [TEST DRIVE]

Il SUV di Dacia, dopo il grande successo della Duster, allunga di 23 cm la Bigster offerta in diverse motorizzazioni: noi abbiamo provato il full hybrid

Dacia Bigster ibrida, dimensioni generosi, consumi bassi e tanto spazio. Il test drive di Rinnovabili
Fonte immagine Dacia

I pregiudizi sono duri a morire. Ma sono i fatti a parlare, più delle idee preconcette. Dacia, ormai sulla cresta dell’onda da diversi anni, ha conquistato il mercato italiano e la troviamo spesso nelle classifiche delle Top 10 più vendute. Con la Duster ha aperto la breccia, con la Spring ha conquistato gli scettici dell’elettrico. Ed ora con la Bigster (23 cm più lunga della sorella minore) punta a convincere anche i più fanatici dei SUV. Grande, bassi consumi e prezzi al di sotto dei 30.000 euro.

Bigster è grande, d’altronde il nome indica proprio la generosità delle dimensioni: 4,57 metri di lunghezza di robustezza e linee solide, ma che non richiama in nessun modo l’effetto “cassettone”. Noi di Rinnovabili abbiamo testato il SUV Dacia nel traffico cittadino di Roma, tra tangenziale e strade di periferia, e nella guida quotidiana non crea davvero nessun problema. Anzi l’assetto è morbido, e la Bigster si fa davvero leggera da guidare, anche se rollio e beccheggio si sentono. I cerchi da 19” completano un look che non passa inosservato, mentre il colore Blu Indigo aggiunge un tocco distintivo senza rinunciare allo spirito “robusto” del modello.

Impressioni di guida di Dacia Bigster

La prima sensazione di guida è quella di stare in alto, di guardare la strada dall’alto al basso, considerando i 22 cm di altezza da terra. Bisogna fare l’abitudine all’ingombro della Bigster, ma una volta prese bene le misure tutto fila liscio. Nel traffico, il sistema full hybrid da 155 CV dotato di una batteria da 1,2 kWh si ricarica attraverso le frenate o con il freno motore, mentre il termico a benzina da 1800 cc, privilegia comunque la marcia elettrica a bassa velocità: sembra quasi di guidare una BEV silenziosa, ovviamente finché il motore termico non entra a ricaricare la batteria. A velocità più sostenute, la situazione cambia ed il motore si fa sentire. Il cambio Multi-Mode, una piccola leva al centro del tunnel di derivazione Renault, lavora in autonomia e in modo molto fluido: ogni tanto si percepisce un passaggio di rapporto, ma senza strappi fastidiosi.

La modalità Brake aumenta il freno motore e il recupero d’energia in frenata che aiuta parecchio nel traffico stop-and-go. Ed è proprio qui che la Bigster stupisce: nel tragitto urbano i consumi sono stati davvero bassi, considerando dimensioni e peso, al di sopra dei 17 km con un litro. Numeri che pochi SUV full hybrid riescono anche solo a sfiorare.

Interni: praticità prima di tutto

Per quanto riguarda gli interni, Dacia mantiene la sua filosofia originaria, che ne ha decretato il successo di massima praticità. I materiali plastici sono rigidi quelli sulla plancia e sugli sportelli laterali, ma è buono quello dei sedili e del volante. Per quanto riguarda la dotazione della Dacia Bigster Journey Hybrid 155 c’è da meravigliarsi, perché è piuttosto ricca:

  • clima automatico bi-zona,
  • keyless entry,
  • portellone elettrico,
  • sedili regolabili anche lombari
  • console con vano refrigerato per le bibite,
  • caricatore wireless e YouClip porta-smartphone

Il sistema multimediale offre uno schermo da 10,1” brillante e reattivo collegabile a AppleCar e AndroidAuto in modalità senza fili (non è ancora uno standard su tutte le auto, quindi non è scontato), mentre per quanto riguarda il dashboard di guida c’è un monitor della stessa misura, funzionale e con informazioni graficamente semplici ma immediate. A fare l’enorme differenza è lo spazio interno: enorme dietro, molto comodo davanti.

Dacia Bigster con bagagliaio extra-large

Lo spazio, come dicevamo, è uno dei punti forti compreso il bagagliaio davvero enorme con 702 litri nella configurazione migliore secondo la scheda tecnica ed un doppiofondo molto sfruttabile. Insomma un’auto per la famiglia particolarmente adatta per i viaggi lunghi con grande comfort.

Sicurezza e ADAS

Sul fronte della sicurezza, la Bigster Hybrid mette sul tavolo un corredo ADAS che, per la fascia di mercato in cui si posiziona, è davvero generoso. Già di serie troviamo 6 airbag, la frenata automatica d’emergenza , il pacchetto di assistenti alla corsia con Lane Keeping Assist e Lane Departure Warning, oltre al riconoscimento dei segnali stradali con Intelligent Speed Assist. Non manca il monitoraggio dell’attenzione del conducente e la funzione e-call per le emergenze.

A chi desidera più supporto nelle manovre basta aggiungere il Parking Pack, che integra sensori anteriori, laterali e posteriori insieme al sistema multiview camera, trasformando parcheggi stretti e uscite da spazi angusti in operazioni decisamente più rilassate. Un pacchetto che, nel complesso, conferma quanto Dacia abbia alzato l’asticella in materia di sicurezza. Il tutto per questa full hybrid per meno di 30mila euro.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.