L'agricoltore deve fare un salto di qualità e non essere solo un consumatore di energia, valorizzando ogni risorsa.

Dalla resilienza all’opportunità: la roadmap energetica per la filiera agricola italiana
La tavola rotonda “Dalla resilienza all’opportunità: la roadmap energetica per la filiera italiana” ha chiuso la quinta edizione dell’Agrifood Forum, l’evento di riferimento sulla sostenibilità agricola organizzato da Rinnovabili in collaborazione con Confagricoltura.
L’obiettivo comune del comparto agricolo non è solo raggiungere la resilienza e resistere agli shock, serve una visione a lungo termine, una programmabilità. Ecco perché con la tavola rotonda abbiamo provato a delineare una tabella di marcia energetica per la filiera agricola italiana utile a capire cosa occorre concretamente per costruire la transizione.
Come punto di partenza, Nicola Colonna, Divisione Sistemi Agroalimentari Sostenibili – ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, intervenuto al dibattito, ha spiegato quanto è importante per un’azienda agricola o agroalimentare monitorare la propria domanda di energia. “Il mondo agricolo – ha sottolineato Colonna – mette il tema dell’energia all’ultimo posto delle priorità. Le aziende non sanno dire neanche quanto spendono e gran parte la loro energia viene dai combustibili fossili”.
Dunque, è importante che tutti gli imprenditori siano consapevoli delle opportunità che hanno. Fondamentale, quindi, misurare per conoscere e monitorare per poter prendere decisioni. Oggi abbiamo le tecnologie capaci di poter realizzare questo proposito. Sono 400 mila imprese agricole e a queste realtà dobbiamo offrire dei servizi”.
Il mondo della ricerca sviluppa infatti costantemente innovazioni in grado di migliorare il monitoraggio dei consumi e l’efficienza. Tuttavia, viene da chiedersi: queste soluzioni riescono realmente a raggiungere il mercato e, se lo fanno, in che misura sono poi adottate dalle aziende agricole? A queste domande ha risposto Alberto Cavazzini, Direttore scientifico del CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria: “Il trasferimento tecnologico è ricerca applicata ed è difficile da realizzare. Questa ricerca deve funzionare e deve costare poco. Se ci sono questi elementi, allora l’innovazione viene compresa da chi produce. La difficoltà è reale ma ci sono anche molti esempi che dimostrano che l’innovazione permette di diventare più competitivi“.
Perché l’energia non può più essere considerata una semplice voce di costo
Oggi l’energia non può più essere considerata una semplice voce di costo. Le imprese agricole e agroindustriali possono trasformare tale vulnerabilità in una leva. Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day Italia, ha sottolineato: “Nel contesto dell’irreversibile cambiamento climatico che stiamo vivendo l’agricoltore gioca un ruolo critico: è chiamato a produrre cibo di qualità in un contesto degenerativo ma anche a fare da custode della biodiversità e della perfetta circolarità. Se l’energia, che l’agricoltore fino a questo momento ha considerato semplicemente un costo, non diventa un asset di un’azienda, non si riesce a uscire da questo circolo vizioso. L’agricoltore deve fare un salto di qualità e non essere solo un consumatore di energia, valorizzando ogni risorsa“.
Anche Gino Sabatini, Vicepresidente Unioncamere, si è soffermato sulle opportunità per le imprese agricole e agroalimentari. “Ci sono molti benefici nel diventare sostenibili. – ha dichiarato Sabatini – Dai nostri dati emerge che il 45% delle imprese investitrici non ha subito aumenti delle bollette, contro il 37% delle imprese non green. Le imprese green, invece, hanno inoltre visto un aumento pari al 6% della produzione, un aumento del fatturato pari al 5% rispetto alle realtà che non hanno investito in sostenibilità”.
Per rivedere la tavola rotonda:












