Grilli in polvere, via libera della Commissione Europea

La Commissione Europea ha autorizzato la commercializzazione della polvere parzialmente sgrassata ottenuta da Acheta domesticus, il comune grillo domestico, per uso alimentare

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di Isabella Ceccarini

I grilli sono uno dei novel food più gettonati. Dopo una prima autorizzazione al consumo di grilli venduti interi, congelati o essiccati, la Commissione Europea ha dato il via libera alla commercializzazione – e quindi all’utilizzo come ingrediente di varie preparazioni – della polvere parzialmente sgrassata ottenuta da Acheta domesticus, il comune grillo domestico.

Il Regolamento di esecuzione (UE) 2023/5 della Commissione del 3 gennaio 2023 che autorizza l’immissione sul mercato della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico) quale nuovo alimento e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 4 gennaio 2023.

Tale Regolamento autorizza la società vietnamita Cricket One Co. Ltd a immettere sul mercato la polvere di grilli per cui aveva presentato domanda nel 2019.

Il parere dell’EFSA

Anche l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha dato parere positivo e ritiene sicura la polvere di grilli per l’alimentazione umana. Tuttavia, aveva evidenziato in studi precedenti la possibilità di allergie crociate in soggetti già allergici agli acari.

Pertanto «Per dare seguito alla raccomandazione dell’Autorità la Commissione sta attualmente esaminando le modalità per svolgere le ricerche necessarie sull’allergenicità di Acheta domesticus. Fino a quando l’Autorità non avrà valutato i dati generati nell’ambito della ricerca e in considerazione del fatto che, ad oggi, non vi sono prove conclusive che colleghino direttamente il consumo di Acheta domesticus a casi di sensibilizzazione primaria e allergie, la Commissione ritiene che non sia opportuno includere nell’elenco dell’Unione dei nuovi alimenti autorizzati alcun requisito specifico in materia di etichettatura relativo alla possibilità che Acheta domesticus causi una sensibilizzazione primaria» (punto 9 delle considerazioni preliminari).

Una presenza da inserire in etichetta

Come però si legge al punto 10, l’EFSA ha rilevato che «il consumo di polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico) può provocare reazioni allergiche nelle persone allergiche ai crostacei, ai molluschi e agli acari della polvere. L’Autorità ha inoltre osservato che, se il substrato con cui vengono alimentati gli insetti contiene ulteriori allergeni, questi ultimi possono risultare presenti nel nuovo alimento. È pertanto opportuno che gli alimenti contenenti polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico) siano adeguatamente etichettati conformemente all’articolo 9 del regolamento (UE) 2015/2283».

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Quali alimenti potranno contenere polvere di grilli?

Ma dove potremmo trovare la polvere di grilli? Come si legge al punto 3, Cricket One Ltd. (che ha una sorta di “esclusiva” per cinque anni), aveva fatto richiesta per inserire la polvere di grilli «nel pane e nei panini multicereali, nei cracker e nei grissini, nelle barrette ai cereali, nelle premiscele secche per prodotti da forno, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei prodotti trasformati a base di patate, nei piatti a base di leguminose e di verdure, nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre e nelle minestre concentrate o in polvere, negli snack a base di farina di granturco, nelle bevande tipo birra, nei prodotti a base di cioccolato, nella frutta a guscio e nei semi oleosi, negli snack diversi dalle patatine e nei preparati a base di carne, destinati alla popolazione in generale». Praticamente ovunque.

Provenienza, tracciabilità e sicurezza

Perplesso Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia perché «molti insetti contengono elementi che ostacolano il normale assorbimento dei nutrienti». Mangiare insetti fa bene all’ambiente? Scordamaglia ricorda che la dieta mediterranea è a basso impatto.

Coldiretti rileva che l’arrivo degli insetti sulle nostre tavole «solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità considerato che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra UE, come il Vietnam, la Thailandia o la Cina, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari».

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Un trend in crescita

Quella degli insetti però non è una produzione solo estera. Italian Cricket Farm ha sede in provincia di Torino e immette sul mercato prodotti 100% italiani per l’alimentazione animale e umana, come pure Alia Insect Farm, fondata da Carlotta Totaro Fila, che alleva grilli commestibili made in Italy.

Una cosa è certa: in Europa l’inserimento degli insetti nella dieta sta prendendo lentamente piede perché ritenuti più sostenibili. Prima del grillo, la Commissione aveva autorizzato anche la locusta migratoria (Regolamento di esecuzione (UE) 2021/1975 della Commissione del 12 novembre 2021) e la larva gialla della farina Tenebrio molitor (Regolamento di esecuzione (UE) 2022/169 della Commissione dell’8 febbraio 2022). Il quarto insetto autorizzato dall’UE si chiama Alphitobius diaperinus, una specie di coleottero noto come verme della farina minore o scarabeo della lettiera.

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