Lecce, laboratorio a cielo aperto per un’agricoltura smart contro i cambiamenti climatici

I profondi mutamenti territoriali derivanti dal cambiamento climatico offrono a Lecce l’occasione – e l’opportunità – di reinventare la propria economia e agricoltura

agricoltura
Di Salvo Cannizzaro – https://www.panoramio.com, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Agricoltura e cambiamenti climatici: scenari e strategie per le aree periurbane del comune di Lecce

(Rinnovabili.it) – Organizzato dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici con il patrocinio del Comune di Lecce, l’incontro dello scorso 29 novembre ha riunito scienziati, associazioni di categoria e istituzioni per dialogare – nel contesto, anche, della crisi climatica – sul tema della pianificazione territoriale e delle opportunità di sviluppo legate all’agricoltura. 

Il confronto al quale hanno partecipato, tra gli altri, il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, il vice-sindaco Alessandro Delli Noci, l’assessore all’ agricoltura Christian Gnoni ed altri esponenti del mondo della ricerca, della Fondazione CMCC e dell’Università del Salento, si è sviluppato a partire da elementi che determinano il futuro del territorio e influenzeranno una nuova economia delle risorse. 

Lecce – ha dichiarato Emiliano – è il luogo giusto per trovare un rapporto tra città e campagna, tra industria e bellezza, che sappia mettere insieme le attrattività di un territorio senza sconvolgerlo, massimizzando il riutilizzo di alcune risorse, come ad esempio le acque reflue. La città salentina si candida oggi, anche grazie a questo convegno, ad essere il luogo dove la ricostruzione del paesaggio e del capitale produttivo post Xylella non siano un ritorno al passato, ma un avanzamento tecnologico ed economico che spinga questa area a diventare leader in tutta Europa”. 

 

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Il capoluogo salentino si troverà ad affrontare – come del resto tutte le città italiane (e del mondo) – i profondi mutamenti derivanti dal cambiamento climatico, tra cui un “incremento dello stress idrico” con conseguenze per la produzione alimentare, la gestione delle risorse idriche, la tutela del paesaggio e il turismo.
In tale contesto, un’agricoltura “moderna” e tecnologizzata potrebbe svolgere un ruolo decisamente importante non solo perché in grado di tutelare la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari, ma anche e soprattutto per il contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra e, quindi, nel limitarne gli impatti negativi sul territorio. 

Lecce potrebbe fare di sé un laboratorio a cielo aperto costituito dal mosaico del paesaggio, delle aziende, degli ecosistemi e delle filiere produttive agricole”, ha aggiunto il Prof. Riccardo Valentini della Fondazione CMCC. “Un laboratorio in cui sperimentare sistemi avanzati di previsione dei rischi, nuove tecnologie, soluzioni, modelli di business e crescita del capitale umano”.  

 

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