Olivo, patrimonio economico e culturale

Nella Giornata mondiale dell’olivo Monini presenta il bilancio dei primi due anni del Bosco Monini: piantare un milione di alberi di olivo, coltivati al 100% in regime biologico, in Umbria e Toscana entro il 2030

La Giornata mondiale dell’olivo è stata istituita dall’Unesco il 26 novembre 2019 per celebrare una pianta simbolo di pace e armonia che rappresenta storia, cultura, territorio, economia e paesaggio dei popoli del Mediterraneo.

Il Bosco Monini

L’olio extravergine d’oliva – alimento sano, unico e inimitabile – è uno dei pilastri della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità.

La pianta di olivo svolge un ruolo importante nella lotta al cambiamento climatico: durante il suo ciclo colturale assorbe più CO2 di quanta ne emetta durante il processo di produzione dell’olio d’oliva.

Monini, uno dei marchi di punta dell’agroalimentare italiano, in occasione della Giornata mondiale dell’olivo presenta il progetto Bosco Monini, avviato due anni fa: piantare un milione di nuovi olivi in Umbria e Toscana entro il 2030, oltre 650mila sono stati già piantumati.

Il progetto è realizzato prevalentemente su terreni abbandonati e riqualificati. La piantumazione di questi olivi, coltivati al 100% in regime biologico, ha un impatto ambientale fortemente positivo. Gli alberi proteggono la salute del terreno e lo preservano dai rischi di erosione, salvaguardano la biodiversità e tutelano la ricchezza delle cultivar italiane.

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Promuovere un’olivicoltura italiana di qualità

Quale sarà il beneficio climatico del Bosco Monini? I nuovi olivi permetteranno di sequestrare fino a 50mila tonnellate di CO2 in dieci anni, andando a sommarsi al progetto 100% carbon neutral dei due oli Monini Classico e Monini Delicato.

«Con questo progetto vogliamo contribuire a promuovere un’olivicoltura di qualità che sia italiana fin dall’origine e che sia sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico.

L’olivo rappresenta per la nostra famiglia la vita da oltre tre generazioni e con questo progetto vogliamo difendere il nostro futuro e quello di chi verrà dopo di noi», dichiara Zefferino Monini, presidente e AD dell’azienda.

Il piano A Hand for the Future

Il Bosco Monini è una parte integrante di A Hand for the Future, un piano articolato che prevede coltivazioni rispettose dell’ambiente, tracciabilità grazie alla tecnologia blockchain, packaging sostenibili, risparmio idrico, promozione di stili di vita sani, programmi di educazione alimentare per le scuole.

A Hand for the Future si articola nel solco degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030: 3 (Salute e benessere), 4 (Istruzione di qualità), 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari), 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture), 12 (Consumo e produzione responsabili), 15 (Vita sulla Terra).

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Olivo, valore ambientale ed economico

Ma l’olivo non è solo ambiente, è anche valore economico e ricchezza per il territorio. Anche se i risultati di quest’anno sono stati penalizzati dalla prolungata siccità, in Italia si producono in media circa 300mila tonnellate di olio di oliva all’anno.

Il fabbisogno, tuttavia, è di circa 850-900mila tonnellate: un gap produttivo che impone di acquistare olio all’estero.

Una situazione che impone scelte strutturali per il settore: c’è bisogno di interventi e fondi specifici per consentire ai produttori di accedere a misure per l’ammodernamento delle strutture produttive e per lo sviluppo di nuovi ed efficienti sistemi di logistica.

Ma soprattutto servono ricerca, innovazione e risorse per favorire investimenti indispensabili ma onerosi, e quindi non alla portata di tutti gli imprenditori, e vanno attuate politiche per valorizzare tra i consumatori l’olio italiano di qualità.

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