ENEA sperimenta la pellicola sostenibile per alimenti creata con estratti di frutta

Dai ricercatori di ENEA e Università di Salerno è stata sperimentata una pellicola trasparente a base di estratti di pompelmo e mela da applicare sui prodotti alimentari freschi, come frutta e verdura, per prolungarne il tempo di conservazione e le proprietà nutrizionali. Una soluzione sostenibile, sicura e a basso costo

pellicola sostenibile per alimenti
Foto di 1195798 da Pixabay

(Rinnovabili.it) – L’uso della pellicola trasparente per alimenti è una abitudine consolidata, perché serve a prolungare la conservazione degli alimenti.

Tuttavia, dobbiamo abituarci a considerare anche la sostenibilità ambientale di questo tipo di materiali e fare attenzione al loro smaltimento.

I ricercatori dell’ENEA insieme a quelli del dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Salerno hanno messo a punto un materiale ecocompatibile.

Si tratta di un rivestimento antimuffa, a basso costo, che si applica direttamente su frutta e verdura e che ne mantiene inalterate le qualità e le proprietà nutrizionali per un periodo che può arrivare fino a dieci giorni.

I risultati della ricerca sono pubblicati sulla rivista scientifica “Nanomaterials”.

La pellicola derivata da mela e pompelmo

La nuova pellicola protettiva è trasparente, commestibile, inodore e insapore. È costituita di nanocompositi naturali a base di pectina, estratta dalla buccia di mela, e di olio di semi di pompelmo, dalle proprietà antimicrobiche, che viene incapsulato in nanotubi di silicato di alluminio. La pectina è un addensante naturale – chi fa le marmellate in casa la usa normalmente – presente nella buccia di mele e agrumi, utilizzata nell’industria alimentare anche come rivestimento per le sue proprietà “filmogene”.

Il gruppo di ricerca ha condotto la sperimentazione del biorivestimento alimentare su un frutto particolarmente deperibile come la fragola, ottenendo risultati decisamente positivi. La pellicola migliore è risultata quella con la maggiore concentrazione di semi di pompelmo.

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Come avviene la sperimentazione

Loredana Tammaro, ricercatrice ENEA del Laboratorio Nanomateriali e dispositivi del Centro Ricerche ENEA di Portici, spiega i diversi passaggi della sperimentazione: «Abbiamo immerso per due minuti le fragole in tre diverse formulazioni caratterizzate da un differente contenuto di olio di semi di pompelmo. Poi, le abbiamo lasciate a temperatura ambiente per dieci giorni, con tasso di umidità del 60%. Al decimo giorno, i frutti trattati con la maggiore concentrazione di olio essenziale erano ancora integri e commestibili, mentre quelli senza biorivestimento, dopo solo due giorni, erano già marci, ricoperti completamente di muffa.

I film a base di pectina pura, però, favoriscono la crescita microbica poiché sono una fonte di carbonio per funghi e batteri. Ecco, quindi, l’idea di rendere “attivo” questo polimero naturale con agenti antimicrobici, come l’olio di semi di pompelmo, per ottenere materiali sostenibili, sicuri per la salute e a basso costo, adatti per il confezionamento e la conservazione degli alimenti».

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La funzione antimicrobica degli oli essenziali

Gli oli essenziali sono sostanze naturali attive utilizzate come agenti aromatizzanti. Svolgono però anche una funzione antimicrobica che combatte la formazione di batteri e patogeni di origine alimentare.

L’olio essenziale dei semi di pompelmo, in particolare, ha proprietà antimicotiche, antiparassitarie, antibatteriche, antiossidanti e antitumorali e mostra un’azione di inibizione della crescita microbica contro i batteri Gram-positivi e Gram-negativi.

Come spiega ancora la ricercatrice, «l’impiego di pectina accoppiata all’olio di semi di pompelmo incapsulato in nanotubi di halloysite – un’argilla a base di silicato di alluminio, quindi materiale green disponibile in natura a buon mercato – ha migliorato le prestazioni meccaniche della pellicola biodegradabile (aumento del modulo elastico, sforzo a rottura, e deformazione alla rottura) e una riduzione dell’assorbimento all’acqua, rispetto al film di pectina pura».

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