UniCredit e Confagricoltura insieme per l’agricoltura sostenibile

Finanza e agricoltura insieme sviluppare la filiera agricola italiana. Tra gli elementi chiave dell’accordo tra UniCredit e Confagricoltura la promozione e lo sviluppo di progetti legati all’innovazione e all’agritech e migliorare la sostenibilità del business delle imprese in ottica ESG

agricoltura sostenibile
Foto di kangbch da Pixabay

(Rinnovabili.it) – Firmato un accordo tra UniCredit e Confagricoltura per sostenere e sviluppare la filiera agricola italiana. L’azione congiunta tra finanza e agricoltura è nata dall’esigenza di facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane e permettere in tal modo quell’accelerazione dei processi di innovazione che sono indispensabili per accompagnarle nella transizione ecologica.

L’intesa è stata firmata da Andrea Casini, responsabile Imprese di UniCredit Italia e da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.

Formare una cultura creditizia

UniCredit e Confagricoltura hanno deciso di avviare iniziative di formazione per gli imprenditori agricoli: una maggiore cultura creditizia sarà infatti un prezioso aiuto per far loro conoscere gli strumenti di credito più adatti alle diverse esigenze.

Nello stesso tempo sarà più semplice favorire nelle aziende una cultura della sostenibilità, che oggi è la precondizione per essere competitivi sul mercato e allinearsi alle scelte di consumatori consapevoli.

Grazie a iniziative dedicate, tra gli obiettivi della collaborazione tra UniCredit e Confagricoltura ci sono anche il sostegno e la valorizzazione delle filiere agricole e delle reti di impresa, come pure la promozione e lo sviluppo di progetti legati all’innovazione all’agritech per migliorare la sostenibilità del business delle aziende del comparto in ottica ESG (Environmental, Social and Governance).

I criteri ESG sono utilizzati in economia per analizzare un investimento non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale (l’impatto su ambiente e territorio), sociale (le iniziative di impatto sociale) e di governance (gli aspetti interni all’azienda e alla sua amministrazione).

L’agricoltura, settore trainante per l’economia italiana

L’intesa, inoltre, include l’attivazione di un Tavolo di lavoro congiunto per analizzare i principali megatrend del settore e favorire collegamenti strutturati tra i 2.200 uffici territoriali di Confagricoltura e gli Specialisti Agribusiness di UniCredit. Sarà così possibile avviare e sviluppare ulteriori iniziative locali di supporto al settore agroalimentare italiano.

Come ha spiegato Andrea Casini, l’accordo può accelerare lo sviluppo e la transizione ecologica dell’agroalimentare italiano: «L’agricoltura italiana sarà assegnataria nei prossimi anni di risorse pubbliche pari a circa 57miliardi tra sussidi comunitari e contributi nell’ambito del PNRR. Abbiamo davanti a noi l’occasione storica per accelerare il processo di innovazione e transizione ecologica del settore e l’accordo firmato con Confagricoltura va in questa direzione».

Come ha sottolineato Casini, l’agroalimentare è un comparto che «con 735mila imprese capillarmente presenti sull’intero territorio nazionale, è trainante per l’economia del Paese e contribuisce al Pil nella misura del 17% includendo l’intera filiera agroalimentare. Accelerare la sua trasformazione significa dare una spinta decisiva alla ripartenza in chiave sostenibile e digitale del Paese, in linea con il PNRR».

Promuovere l’adozione di nuove tecnologie

Per Massimiliano Giansanti l’agroalimentare italiano, apprezzato nel mondo per la qualità e la sicurezza dei suoi prodotti, ha bisogno di fare un salto in avanti: «Questo accordo, sviluppando una maggiore sensibilità in materia creditizia nelle imprese agricole, contribuisce a raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica e di innovazione necessari a dare nuovo impulso all’economia italiana valorizzando il ruolo dell’agricoltura, ovvero produrre cibo di qualità per tutti, in modo sempre più sostenibile. Il Tavolo congiunto nazionale con UniCredit promuove anche l’agritech agroalimentare incentivando l’adozione di nuove tecnologie e permettendo pertanto alle imprese di essere maggiormente competitive sui mercati internazionali».

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