Vermi e alghe, l’alimentazione sostenibile per i salmoni

In Norvegia è allo studio un tipo di alimentazione sostenibile, basata su alghe e vermi, da adottare negli allevamenti di salmoni. I risultati finora sono stati molto positivi. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle proteine della soia e da altre materie prime meno rispettose dell’ambiente

alimentazione sostenibile salmoni
via depositphotos.com

(Rinnovabili.it) – Qual è la nuova frontiera dell’alimentazione sostenibile negli allevamenti di salmoni? I vermi nutriti con le alghe locali.

La ricerca è condotta da un gruppo di scienziati nell’ambito del progetto POLYKELP coordinato da SINTEF Ocean, un centro di ricerca che sviluppa nuove tecnologie per l’uso industriale delle risorse marine.

L’obiettivo è di individuare risorse alimentari sostenibili e nuovi prodotti ittici nell’ambito della bioeconomia circolare con basse emissioni di carbonio.

La nuova dieta con vermi e alghe

Da tempo si discute della sostenibilità degli allevamenti di salmoni e della loro alimentazione. Questa scoperta potrebbe ridurre la dipendenza dalle proteine della soia e da altre materie prime meno rispettose dell’ambiente.

Il loro impatto è rilevante anche perché per rifornire gli allevamenti ittici norvegesi il trasporto avviene su lunghe distanze.

Le alghe hanno alti livelli di carboidrati ma contengono troppo poco grasso.

I ricercatori norvegesi hanno scoperto perché i nematodi nutriti con le alghe danno un mangime di alta qualità, ricco di Omega-3 e con la giusta combinazione di acidi grassi e proteine.

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Sfruttare i residui di produzione

Le alghe utilizzate per l’alimentazione umana si raccolgono in primavera. Nei mesi estivi continuano a crescere: se ne raccolgono grandi quantità, ma l’aspetto e il sapore sono meno attraenti.

Quindi usare le alghe per nutrire i vermi con cui produrre mangimi per i salmoni è un ottimo sistema per sfruttare le materie prime residue che derivano dalla loro produzione.

La ricerca è partita dallo studio dell’alimentazione dei nematodi (Hediste diversicolor) con le sole alghe, e i risultati sono stati positivi.

La stagione delle alghe è breve, il problema è la loro conservazione dopo la raccolta. Un’altra parte dello studio, infatti, ha cercato di capire se fosse preferibile conservarle in un ambiente acido oppure congelarle.

I vermi hanno gradito entrambi i tipi di alghe; il loro valore nutritivo non ha presentato differenze di rilievo, ma i ricercatori stanno lavorando per capire se un’alimentazione di sole alghe sia sufficiente e quindi ottimizzare la dieta dei vermi.

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Disponibilità illimitata

I test positivi sono un’ottima notizia anche perché la disponibilità di alghe è praticamente illimitata, dato che vengono coltivate in strutture marine galleggianti lungo tutta la costa della Norvegia.

La coltivazione delle alghe è un settore in crescita, anche per l’alimentazione umana. Solo in Norvegia ci sono più di venti aziende che coltivano alghe.

Per questo progetto SINTEF ha collaborato con Seaweed Solutions AS (che coltiva alghe) e con Marine Bio Solutions AS (che produce mangimi e materie prime per l’allevamento dei salmoni).

Il progetto è finanziato dal Trøndelag Regional Research Fund, gli esperimenti sono condotti nel Norwegian Centre for Plankton Technology coordinato da SINTEF Ocean.

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