“Coltivare” acqua dai pomodori per rispondere alla scarsità idrica

Una startup australiana ha ideato un metodo per estrarre acqua dagli scarti della lavorazione industriale di frutta e verdura

scarsità idrica
Photo by Dani California on Unsplash

“Coltivare” l’acqua contro la scarsità idrica

(Rinnovabili.it) – La scarsità idrica in California è peggiorata del 50% rispetto allo scorso anno e sta raggiungendo livelli preoccupanti. Non sono bastati a compensare le perdite né lo scioglimento delle nevi né le piogge. Una soluzione innovativa viene da Botanical Water Technologies, una startup australiana che, in collaborazione con la californiana Ingomar Packing Company, ha sviluppato un sistema che ricicla l’acqua scartata durante le lavorazioni industriali dei pomodori.

La Ingomar è un’azienda che si occupa della trasformazione dei pomodori della San Joaquin Valley, per la produzione di ketchup e concentrato. Questo processo genera da sempre un particolare sottoprodotto: acqua, che abitualmente finisce negli scarichi ma che adesso, grazie alla collaborazione con al Botanical Water Technologies, trova una nuova destinazione. 

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Terry Paule, co-fondatore e CEO della società, ha spiegato il processo: “Facciamo evaporare molto pomodoro per creare ketchup. E quel condensato evaporativo è ciò che catturiamo. Poi lo facciamo passare attraverso il nostro processo di purificazione”.

L’acqua così ottenuta viene lasciata fluire attraverso le condutture o trasportata verso le zone con maggiore scarsità idrica, dove è utilizzata per riempire i serbatoi di aziende agricole, industrie o addirittura riserve domestiche. “Da una sola fabbrica – ha spiegato A.J. Priester, Chief Commercial Officer di Botanical Water Technologies –  possiamo creare fino a 250 milioni di litri d’acqua in un periodo di 90 giorni”. 

La tecnologia ideata funziona da più di un decennio. La sperimentazione è nata con l’uva, raccogliendo l’acqua derivata dai processi di vinificazione, ma adesso può essere estesa a qualunque tipo di coltivazione, compresa la canna da zucchero. L’acqua generata ha un sapore naturale, al punto che la startup è stata nominata Australia 2019 Beverage of the Year.

Le sfide di  Botanical Water Technologies per un mondo meno assetato

La BWT al momento è al lavoro per fronteggiare la difficile situazione di scarsità idrica in California. 

La startup ha associato a questa innovazione tecnologica un altro strumento, una “borsa dell’acqua”, attraverso la quale le aziende che fanno largo utilizzo delle risorse idriche possono “acquistarne”  quote e restituirle alla comunità o donarle a zone in difficoltà. 

L’ambizione di Paule è portare l’innovazione in India, uno dei paesi messo in ginocchio dalla scarsità d’acqua, ma l’obiettivo generale è ancora più ampio: entro il 2050 il CEO vuole fornire acqua potabile, pulita e sicura a 100 milioni di persone appartenenti a fasce vulnerabili della popolazione in tutto il mondo. 

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