Siccità e assenza di precipitazioni: è la primavera più anomala degli ultimi 60 anni

Il trend negativo già registrato da gennaio si acuisce nella prima parte della primavera meteorologica. Tra inizio marzo e metà aprile le precipitazioni sono ulteriormente diminuite: all’appello manca un volume d’acqua pari a quello dell’intero Lago di Como

assenza di precipitazioni
Foto di Thorsten Frenzel da Pixabay

Stiamo vivendo la primavera più secca degli ultimi 60 anni: a livello nazionale, l’assenza di precipitazioni va acuendosi

(Rinnovabili.it) – Oltre a rendere le misure restrittive ancora più “difficili” da sopportare, le belle e soleggiate giornate di questi giorni acuiscono un problema già grave, che si trascina ormai da inizio anno. L’assenza di precipitazioni è in crescita in tutta Italia e la siccità pesa in particolare sulla portata di fiumi e laghi.

In base all’analisi condotta da Meteo Expert-Meteo.it, da gennaio ad oggi il nostro Paese ha ricevuto poco più della metà della pioggia (circa il 56%) che dovrebbe “normalmente” cadere.  All’appello mancano circa 24 miliardi di metri cubi di acqua, per un volume pari a quello del lago di Como.

La situazione è andata peggiorando di settimana in settimana.
Valutando i numeri della prima metà della primavera meteorologica, ossia il periodo compreso tra l’inizio marzo e la metà di aprile, i volumi mancanti si sarebbero alzati fino al 60%. Secondo i meteorologi, stiamo vivendo la più elevata anomalia negativa primaverile degli ultimi 60 anni.  Pur con qualche differenza tra nord e sud, la situazione risulta assai grave in tutta Italia. Le regioni del Nord sono le più provate, con una anomalia del -70%, ma sono in sofferenza anche le regioni del Centro e quelle del Sud, dove l’assenza di precipitazioni è rispettivamente del 59% e 41%.

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Discorso analogo se si guardano i numeri relativi ai primi 3 mesi emezzo dell’anno: come accennato sopra, a livello nazionale, le precipitazioni misurate da gennaio segnano un  -44% rispetto alle medie, con punte che in alcuni casi sfiorano però l’85%.  Anche in questo caso, a soffrire di più sono ancora una volta le regioni del Nord, dove il deficit è risultato essere del -47%, per un totale di 8.9 miliardi di metri cubi di acqua in meno rispetto alla media. “La zona più critica sembra essere il Piemonte – ha detto Simone Abelli, meteorologo di Meteo Expert -. A Torino da inizio anno sono caduti solo 24 mm, tutti nel mese di marzo, pari a un deficit di -85% nei primi tre mesi e mezzo del 2020“.

La situazione, in ogni caso, non migliora di molto né al Centro né  al Sud che, in fatto ad assenza di precipitazioni, segnano rispettivamente -6.4 e – 8.1 miliardi di metri cubi di acqua rispetto alla media.

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